:: Tra nevi ingenue, Paola Baratto, (Manni Editore 2016) a cura di Viviana Filippini

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“Tra nevi ingenue” è l’ultimo libro di Paola Baratto edito da Manni editore. Più che un romanzo, il libro è una galleria letteraria composta da tanti piccoli quadri di parole che raccontano pezzi di vita, spazio e tempo. Leggere il libro di Paola Baratto è entrare dentro a degli scatti istantanei delle vite dei diversi personaggi che caratterizzano tutta il testo. Se dovessi fare un elenco quello che si trova tra le pagine ecco sono persone, ambienti diversi, ricerca di un senso e di pace descritti con uno stile essenziale, elegante e comunicativo. Paola Baratto ha un linguaggio diretto, che non si perde in fronzoli descrittivi, perché quello che intende fare è carpire l’attenzione del lettore e trascinarlo all’interno del frame narrativo presente nella pagina. Si potrebbe dire che è uno stile minimalista, ma il minimalismo della Baratto è carico di colori ed emozioni alle quali è impossibile rimanere indifferenti. Dodici brevi racconti e cinque poesie nei quali gesti, colori, suoni, aromi e condizioni atmosferiche si mescolano alla perfezione trascinando il lettore dentro a vite altrui che, proprio grazie all’atto della lettura, rivivono e permettono al fruitore di ritrovare un po’ di se stesso nei diversi personaggi presenti nell’impianto narrativo. Sei donne e sei uomini, lì pronti a prenderci per mano e portarci con loro nei luoghi dove hanno trovato la propria condizione ideale di esistere, perché ognuno di loro ha un personale paesaggio dove si sente davvero in pace e a casa, anche se in alcuni casi si ha come la sensazione che il panorama sia una vera e propria ossessione. Per esempio c’è Mara innamorata degli altipiani e delle brughiere, perché spazi sconfinati e immensi. Arriva poi Bruno che calamita il suo interesse in un piccolo cortile (casa di parenti) delimitato da alti muri che lo rendono una sorta di locus amoenus protetto dalla caotica città. Ben diversi i bisogni di Emilia, che ama camminare sulle strade irte, non tanto per vedere il verde dei boschi, ma per sentire la consistenza della Terra Madre sotto i piedi. Se ci sono personaggi alla ricerca di luoghi specifici, ci sono quelli che come Vittoria partono in vero e proprio pellegrinaggio in tutti i posti che le ricordano i libri più amati che ha letto. Altri, come Camilla, trovano conforto solo passeggiando nei chiostri (portoghesi, spagnoli, bretoni o francescani) o Viola, che usa Google Maps per andare a cercare i tanti territori dove è stata, ma che ha lasciato per sempre. In “Tra nevi ingenue” Paola Baratto dipinge, perché leggendo del personaggio e della sua storia, essi prendono forma nella mente del lettore come un rapido schizzo. Quella della Baratto è un’umanità umile che ama e le piccole cose del vivere di ogni giorno, animata allo stesso tempo da un concentrato di sentimenti ed emozioni che ribollono nei cuori e negli animi del genere umano che trova pace nei propri luoghi del cuore.

Paola Baratto nasce a Brescia, in una famiglia con radici in più regioni d’Italia. All’inizio degli anni Ottanta comincia, come tanti, a scrivere poesie. L’idea di quello che sarà il primo romanzo nasce durante un viaggio in Irlanda nell’estate del 1989 e sboccerà in “La cruna del Lago – Tír na n Og” (1994, Ermione). Nel 1995 Paola Baratto inizia una collaborazione con la pagina culturale del “Giornale di Brescia”, quotidiano per il quale ancora oggi scrive elzeviri. Diventa giornalista pubblicista. Nel 1998 pubblica la fiaba d’ambientazione gallese “Mac y Moc cantava i sogni”. Nell’ottobre dello stesso anno la Baratto pubblica il suo secondo romanzo, intitolato “Finisterre (Zanetti ed.). Nel novembre 2000 pubblica il terzo romanzo, “Di carta e di luce”, sempre per l’editore Zanetti. 2005 Paola Baratto entra nel catalogo della Manni, editrice che pubblica il suo quarto romanzo intitolato “Solo pioggia e jazz”. Nell’aprile 2007 è sempre Manni a dare alle stampe “Carne della mia carne”, il quinto romanzo. Sempre Manni, nel febbraio 2010, pubblica “Saluti dall’esilio”, il sesto romanzo di Paola Baratto. Alla fine del 2011, il Giornale di Brescia affida a Paola Baratto “Conosci Brescia?” Nell’ottobre 2014, nuovamente per Manni, arriva “Giardini d’inverno”.

Source: autrice Paola Baratto.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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