:: Maigret 11, Georges Simenon, (Adelphi, 2015) a cura di Daniela Distefano

2Maigret si mette in viaggio, Gli scrupoli di Maigret, Maigret e i testimoni recalcitranti, Maigret si confida, Maigret in Corte d’Assise.

In questi cinque racconti si articola la fervida immaginazione di Georges Simenon, uno scrittore che alla prolificità della produzione letteraria unisce la qualità di una stesura sempre fresca e avvincente.
Non conta – molto spesso – la trama ma la ragnatela narrativa, l’incastro di pezzi che combaciano con il gusto del lettore avido di arrivare all’ultima pagina senza perdersi in dissertazioni, senza però rinunciare alla meticolosità dei dettagli.
Chi era veramente il personaggio inventato da Simenon? Un commissario, un poliziotto e:

“Un poliziotto, il poliziotto ideale, dovrebbe sentirsi a suo agio in qualunque ambiente..” Era stato Maigret a dirlo, tanto tempo prima, e per tutta la vita si era sforzato di dimenticare le differenze superficiali che esistono tra gli individui, di grattare via la vernice per scoprire, sotto la diversità delle apparenze, l’uomo messo a nudo.

In questa prima storia, Maigret si mette in viaggio, il commissario deve dunque scoprire gli altarini del bel mondo del jet set e non mancano precisioni psicologiche baciate dall’acutezza e penetrazione del ragionare:

Non c’era ancora niente di preciso, ma il commissario aveva la sensazione di stare facendo una scoperta importante. Si trattava di questo, in sostanza: tutta quella gente – e ci metteva dentro i clienti del George V, di Monte Carlo, di Losanna, i Ward, i Van Meulen, le contesse Palmieri, chiunque conducesse un simile genere di vita – , quelle persone dunque, se all’improvviso fossero state gettate nella vita normale, quasi sicuramente si sarebbero sentite perse, indifese, in un certo senso completamente nude, e incapaci, maldestre, fragili come bambini piccoli.

Nel secondo racconto, Gli scrupoli di Maigret, invece, cambia l’acquario delle indagini:

“Di solito prima c’è un delitto, e soltanto quando è stato compiuto dobbiamo cercare il movente. Questa volta abbiamo il movente, ma il delitto ancora no”.

Non mi soffermo a raccontare plot e personaggi di un caleidoscopio umano ritratto con piglio perfetto dall’Autore di questi cinque scrigni; ciò che fuoriesce dal libro è la melodia della suspense, la caparbietà di un tessitore che riesce a mandare in frantumi convenzioni e mentalità stagnanti nei nostri pensieri ristretti. Una società – quella fotografata da Simenon – che rimane chiusa in se stessa, un lago dove galleggiano crimini efferati, testimoni attivi, la vita di una Parigi segreta e misteriosa, autunnale o invernale, la tecnologia di un pensiero capace sempre alla fine di sbrogliare la matassa, o perlomeno di non ingarbugliarla mai. Consiglio di leggere Simenon non solo ai patiti del giallo, ma a tutti coloro che si trastullano con cruciverba, rebus, giochi intellettivi: la sua opera è un monumento all’intelligenza e ci aiuta ad allenarla. Non è poco.

Georges Joseph Christian Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903 – Losanna, 4 settembre 1989) è stato uno scrittore belga di lingua francese, autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese. Tra i più prolifici scrittori del XX secolo, Simenon era in grado di produrre fino a ottanta pagine al giorno. A lui si devono centinaia di romanzi e racconti, molti dei quali pubblicati sotto diversi pseudonimi. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta Paesi, supera i settecento milioni di copie. Secondo l’Index Translationum, un database dell’UNESCO che raccoglie tutti i titoli tradotti nei Paesi membri, Georges Simenon è il sedicesimo autore più tradotto di sempre e il terzo di lingua francese dopo Jules Verne e Alexandre Dumas (padre) – Wikipedia

Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo l’Ufficio Stampa “Adelphi”.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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