:: Le bambine dimenticate, Sara Blaedel (Fazi, 2017) a cura di Micol Borzatta

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Louise Rick, agente del Dipartimento Investigativo della Polizia di Stato, viene convocata dal medico legale dopo il ritrovamento del cadavere di una donna sconosciuta.
Louise ed Eik Nordstrom, il suo partner, decidono di inviare una foto della donna a tutte le testate giornalistiche, in modo da chiedere aiuto ai cittadini per il riconoscimento.
Vengono così a sapere che si tratta di Lise Andersen, che risulta morta insieme alla gemella Mette a diciassette anni e mezzo, e che era ricoverata dall’età di tre anni a Eliselund, un ricovero per minorati mentali, a causa di imprevisti durante il parto della madre che ha causato danni al cervello a lei e alla gemella.
Le gemelle, a Eliselund, erano considerate bambine dimenticate, ovvero facevano parte di quel gruppo di pazienti che non avevano più nessun rapporto con la famiglia, a volte per volere della famiglia, a volte per imposizione della direttrice.
Ovviamente il certificato di morte è falso, visto che il cadavere ha circa quarant’anni ed è morto due giorni prima.
Louise ed Eik iniziano allora a indagare per trovare anche la gemella, ipotizzando la falsità anche del suo certificato.
Romanzo molto coinvolgente e particolare per il suo genere.
Per essere un thriller nordico, infatti, ha un ritmo molto veloce e scorrevole, molto più americano rispetto a quello che altri autori del genere ci hanno abituato.
Le descrizioni sono molto minuziose, portando a vivere appieno e in prima persona ogni emozione dei personaggi, provando così la rabbia e l’angoscia di Louise, la calma, a volte apparente, di Eik e la curiosità di Camilla. Stesso discorso vale per le ambientazioni che sembra di poterle toccare con mano, come se ci stessero circondando per tutta la durata della lettura.
Unica critica che mi viene da fare, ma è solo un giudizio personale, secondo me l’autrice avrebbe potuto approfondire maggiormente la parte relativa a Eliselund, descrivere più approfonditamente quello che avveniva e come erano trattati i bambini ricoverati, per il resto il romanzo è eccezionale e colpisce appieno coinvolgendo fino all’ultima molecola, tant’è che una volta iniziato non si può più smettere di leggerlo.

Sara Blaedel nasce nel 1964 a Copenhagen e cresciuta a Hvalso in Danimarca dove ambienta tutti i suoi romanzi. Autrice danese è molto conosciuta per la serie di romanzi gialli con protagonista Louise Rick.
Figlia di un giornalista e di un’attrice, ha ricevuto in Francia numerosi premi e i suoi libri sono tradotti in 31 paesi.

Provenienza: pdf inviato dall’editore al recensore, si ringrazia Cristina dell’ Ufficio Stampa Fazi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: Le bambine dimenticate, Sara Blaedel (Fazi, 2017) a cura di Micol Borzatta”

  1. Micol Borzatta Says:

    L’ha ribloggato su Quattro chiacchiere in compagniae ha commentato:
    Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

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