:: Non sei mica il mondo, Raphaël Geffray (Tunué, collana tipitondi, 2017), a cura di Maria Anna Cingolo

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Edito da Tunué nella collana tipitondi, Non sei mica il mondo è il primo graphic novel di Raphaël Geffray e ha come protagonista Bené, un bambino di otto anni e mezzo, aggressivo, irascibile e con una storia familiare dolorosa. Bené è analfabeta perché il suo atteggiamento violento non è accettato nelle scuole e per questo ogni volta viene cacciato ancor prima di poter imparare a leggere e a scrivere. All’inizio di Non sei mica il mondo, Bené giunge alla porta della direttrice dell’ennesima scuola, la Scuola dei colori, e viene mandato nella classe della maestra Valentine. Il bambino continua a comportarsi molto male, finendo subito nei guai come tutti in fondo si aspettano. Bené, infatti, è consapevole della maschera che si è costruito e che gli altri continuano ad attribuirgli: è la stessa maschera che disegna, quella di un viso arrabbiato e cattivo, quella di un bambino da allontanare. La maestra Valentine, però, non si lascia convincere dalle apparenze, crede nelle sue potenzialità, glielo dice e glielo dimostra, riuscendo ad entrare in contatto con lui. Così Bené, proprio nel periodo di carnevale, quando si può scegliere di essere chi più si vuole, decide per una volta di provare ad essere sé stesso; inizia a relazionarsi con i suoi coetanei integrandosi e facendosi degli amici; grazie alle cure di Valentine impara a leggere le scritte e anche un po’ quel mondo che prima non riusciva a decifrare. Quando, però, alla maestra viene affidata un’altra classe, tutto quanto cambia e Bené rimette la sua maschera, tornando il bambino dagli occhi grandi e spenti, rabbioso e incontrollabile, che era nelle prime pagine.

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Geffray lascia raccontare questa storia soprattutto alle immagini. Non ci sono colori in questo graphic novel, tranne il bianco e il nero, tutto appare senza speranza e cupo, così che il lettore si senta incompreso e in trappola come Bené; i disegni spesso si trasformano in gomitoli di linee, un labirinto dove l’unica via di uscita è chiudersi in sé stessi; le immagini spesso si fanno sfocate come quelle di un incubo che, una volta aperti gli occhi, speri finisca e invece rimane lì, perché la realtà spesso sa essere peggiore.
Non sei mica il mondo racconta la vita di un ragazzino difficile che non desidera altro che essere come gli altri ma è troppo fragile per credere in sé stesso con le proprie forze. Bené ha bisogno che qualcun altro lotti per lui, si impegni e gli dia quella possibilità di ricominciare che la vita sembra avergli strappato dalle mani prematuramente. Per questo Geffray ha creato il personaggio di Valentine, una maestra che non si dà per vinta e urla a Bené “io non ti mollo!”. Non sei mica il mondo vuole ricordarci l’importanza di una didattica veramente inclusiva, di una scuola che si prenda cura di ogni bambino senza mai trascurare quei casi difficili che non si inseriscono nello standard previsto. “Straordinario”, infatti, significa “fuori dall’ordinario” ma può allo stesso modo essere sinonimo di “meraviglioso” così come di “anomalo”: la differenza sta nella decisione dell’insegnante di non mollare.

Raphaël Geffray: francese d’origine, si stabilisce in Belgio per studiare illustrazione e fumetto, e lì comincia a firmare i suoi primi lavori. Con Non sei mica il mondo (C’est pas toi le monde), porta ora in Italia un’opera d’esordio che l’ha già reso celebre.

Source: libro inviato al recensore dalla casa editrice. Ringraziamo Simone dell’ufficio stampa Tunué.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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