:: Un’ intervista con Duane Swierczynski

duane-swierczynskiCiao Duane, è un piacere ritrovarti. L’ultima nostra intervista risale al 2009, quando uscì in Italia forse il tuo unico romanzo uscito da noi “Uccidere o essere uccisi” Severance Package (St. Martin’s Press, 2008). Era stato molto bene accolto, specie dagli esperti di settore. Ricordo critiche entusiaste al libro. Che esperienza è stata pubblicare in Italia?

Sono per un quarto italiano (dal lato di mio padre), quindi è stato elettrizzante essere pubblicato in Italia! L’unica cosa che mi ha colpito è la strana copertina, che ha raffigurato un uomo in un costume da animale con in braccio un fucile. Non ci sono fucili nel romanzo, e non ci sono costumi da animali. Licenza artistica, forse? Spero solo che i lettori italiani si siano divertiti leggendolo.

Ho comunque continuato a seguirti. Cosa è cambiato da allora, quali sono le novità?

Il libro apparve nel 2008, che è lo stesso anno in cui lasciai il mio precedente lavoro (ero editor di un giornale di Filadelfia) e iniziai a scrivere a tempo pieno. Così quello stesso anno tutto è cambiato! Ho scritto un sacco di script di fumetti per la Marvel, DC, IDW, Dark Hors, ho co-scritto una trilogia di thriller con Anthony Zuiker, il creatore della serie CSI (la serie Level 26, che sono abbastanza sicuro sia disponibile in italiano), e naturalmente, ho continuato a scrivere i miei romanzi.

Cosa hai pubblicato prima e dopo Severance Package?, che in realtà era il tuo quinto romanzo, un’ opera pulp, molto estrema.

Sì, Severance era piuttosto estremo, come tutto quello che scrivo, in realtà. Il mio primo romanzo è stato Secret Dead Men, un mix di hardboiled, horror e fantascienza. Dopo ho pubblicato The Wheelman (la storia di una rapina in banca), The Blonde (un thriller a orologeria). Severance Package è il mio quarto romanzo, in realtà. Dopo che è venuto Expiration Date (un murder mystery/science fiction, che è stato anche nominato per l’Edgar nel 2011), la Charlie Hardie trilogy (la mia versione del sottogenere “immortale eroe d’azione”), e poi due romanzi polizieschi: Canary e Revolver.

Dopo Canary (Mulholland Books, 2015), che quest’anno era trai nominati per il miglior romanzo ai 2016 Edgar Allan Poe Awards, ed era il mio preferito sebbene poi abbia vinto Let Me Die in His Footsteps di Lori Roy, hai pubblicato Revolver (Mulholland Books, 2016). Ce ne vuoi parlare?

Revolver è il mio tentativo di raccontare una lunga saga familiare, che abbraccia quasi 90 anni, lasciando fuori tutte le parti “noiose”. Così la narrazione ruota attraverso il tempo, saltando dal 1960 al 1990 ai giorni nostri (con un paio di deviazioni a sorpresa lungo la strada). Parla dell’ omicidio di due agenti di polizia nel 1965, e degli effetti a catena di questo crimine 50 anni dopo. E anche se non è autobiografico, tuttavia è stato in parte ispirato da un crimine reale avvenuto nella mia famiglia. Un giorno potrei scrivere un libro su questo caso.

Vedremo a breve qualcosa di tuo in Italia? Ci sono progetti di traduzione, o i tuoi lettori possono continuare a leggerti solo in inglese?

Per un breve periodo, c’è stata voce che il primo Charlie Hardie novel, Fun & Games, sarebbe stato tradotto in italiano. Ma adesso c’è calma piatta su questo fronte. Speriamo che i lettori inizino a chiedere a gran voce più Swierczynski tradotti! (Cioè, se riescono a pronunciare il mio cognome.)

Cosa stai leggendo attualmente?

In questo momento sono a metà di uno dei due volumi della storia di Star Trek, così come di un romanzo sci-fi intitolato Off Rock di Kieran Shea. Le mie abitudini di lettura seguono dei cicli, e in questo momento sono nel bel mezzo di un grande ciclo sci-fi. Credo che questo sia il modo in cui il mio subconscio mi distrae dalle assurdità in corso negli Stati Uniti in questo momento.

C’è qualche autore giovane in America che ci consiglieresti di tenere d’occhio?

Suppongo di aver raggiunto quell’età in cui non sono più un giovane scrittore … aspetta un minuto, mentre ingoio la mia pillola e trovo i miei occhiali da lettura … Tornando seri: se vi piacciono le dark private eye stories, vi esorto a procurarvi di Dave White, la sua serie di Jackson Donne (il più recente è il quarto: An Empty Hell). Se amate l’horror, c’è questo maniaco di nome Adam Cesare, che non manca di stupirmi. Procuratevi Tribesmen. E, infine, ci sono voci di un grande romanzo space opera dello scrittore di graphic novel Michael Moreci (autore di Roche Limit), e io non vedo l’ora.

Grazie della disponibilità, e spero che questa intervista permetta di farti conoscere ai lettori del mio blog che ancora non ti conoscono. Come ultima domanda mi piacerebbe sapere cosa stai scrivendo attualmente e quali sono i tuoi progetti futuri.

In questo momento sto lavorando al mio undicesimo romanzo (sto ancora ballando intorno al titolo, ma ne ho due che mi piacciono) e sto lavorando su una serie di romanzi brevi con James Patterson (The House Husband, The Shut-In e Stingrays). Pensandoci bene, scommetto che saranno tradotti in italiano quanto prima. Mi sono anche trasferito con la mia famiglia a Los Angeles la scorsa estate, quindi spero di fare più cinema e TV, già che sono qui. Grazie per questa intervista, facciamolo di nuovo tra otto anni! (Se non prima).

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