:: Donne per il terzo millennio. Problema o risorsa?, Enrica Rosanna (Milella, 2007) a cura di Daniela Distefano

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Questo libro è un’occasione per considerare i valori fondamentali dell’umanità. La Chiesa ringrazia la santissima Trinità per il “mistero della donna”, una cristallina ispirazione evangelica. E’ necessario fondare la “civiltà dell’amore”, seguire la missione nel mondo di un essere che sappia trasformarsi in “genio della donna”. Ma chi incarna questa genialità più di tutti? Ovviamente Maria, madre santissima del Signore. La storia della donna è un cammino sofferto e splendido. I movimenti femminili propugnano una liberazione della donna in quanto risorsa per il genere umano con la sua intelligenza, resistenza, fedeltà: risorsa morale, culturale, che deve sostenere la partecipazione del gentil sesso nei luoghi di potere. Ma non il Potere di dominio, semmai un potere inteso come “servizio”. Il tema della felicità, cioè della libertà e della pace è un traguardo che dev’essere raggiunto nel nostro cosmo oramai globalizzato. Ci vuole più solidarietà universale, specie tra i giovani che devono lottare per la pace, riducendo gli individualismi esasperati. Manca, di fatto, un reale processo di formazione. Don Bosco usava il termine “familiarità” per definire il rapporto tra adulti educatori e giovani. Oggi i ragazzi devono affrontare le problematiche di un mondo in crisi e in guerra perenne. Il drammatico attacco alle torri gemelle è stato macabro e inquietante, un’ombra lunga sull’Occidente. Tutti siamo stati lambiti dal terrore. L’educazione – non solo femminile – alla pace è un tassello imprescindibile per chi voglia seminare grano e non sterpaglia da bruciare. Il Signore chiede molto, ma dà anche molto. “La donna non può ritrovare se stessa se non donando l’amore agli altri”. Quello che Suor Enrica intende sottolineare è che l’uomo e la donna sono membri con pari prospettive per il Cristo Gesù. Non è una questione solo di privilegi o sotterfugi, di stipendi più alti per i maschi, di lavoro più duro per le donne, non è solo un fattore di schiavitù femminile, di casi di femminicidio, di vita beata che non sempre è fattibile. La donna, semplicemente, fa parte – come l’uomo – di un piano divino. Voler negare questo assunto significa non considerare il cammino sulla Terra come passaggio per il Cielo. Tutti dobbiamo lottare per i valori che ci appartengono. La crisi di oggi non è solo di genere, economica, politica, istituzionale, cancerogena per la società. Il fatto è che oggi abbiamo crocifisso Gesù senza neanche saperlo. Buttiamo un sasso nello stagno del benessere, del consumismo, del capitalismo, e cosa ne viene fuori? Il caos della perduta Babilonia. “Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti”, dice il Signore: noi stiamo seppellendo i nostri costumi, le nostre tradizioni, i nostri ideali, la fede in Dio, la speranza di salvezza. La competizione, la concorrenza, sono questi i nostri obiettivi. E il prossimo? C’è tra noi ancora un buon Samaritano? Forse sì, non siamo troppo pessimisti, però chi lo ringrazierà per il suo aiuto? Ritornando al tema del libro, cioè la donna, tutti dobbiamo sforzarci di essere grati a Dio per averla creata. Non è solo un fatto di procreazione, o di materna bontà. La donna non deve essere più schiavizzata, deve emanciparsi senza scavalcare nessuno, non è guerra, è libertà. Quali sono i modelli di donna a cui ispirarsi? Naturalmente, le donne del Vangelo, sante e pie mediatrici, esempi di vita consacrata all’eterno gaudio. Il Signore si serve di loro come testimoni della Resurrezione. L’umiltà, il coraggio, la franchezza, la devozione, la sottomissione, la preghiera, sono attributi delle donne del Vangelo. Dobbiamo a loro la fedeltà ai sacramenti del Signore. Assieme agli apostoli, e a tutti i cristiani, eredi di una testimonianza millenaria. Questo libro è un incipit alla riflessione su ciò che siamo e quello che con l’aiuto di Dio possiamo diventare. La donna è completamento del disegno divino, non riconoscere questo compito sarebbe un degradare l’umanità a qualcosa di spezzato e non fecondo.

Enrica Rosanna è Docente Emerito della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium» di Roma –

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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