:: Kobane calling, Zerocalcare (Bao Publishing, 2016) a cura di Elena Romanello

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Leggi fumetti, i fumetti sono stupidi, i fumetti sono dequalificanti, i fumetti sono un mero passatempo: alzi la mano chi, tra i cultori delle nuvole disegnate, non si è sentito dire almeno una volta una di queste frasi! Praticamente tutti e tutte, anche se va detto che per fortuna le cose stanno cambiando, complici anche i titoli di indubbia qualità e sperimentazione artistica che stanno uscendo da tempo in Italia, provenienti da autori di varie parti del mondo.
Alcuni di questi titoli raggiungono ottimi risultati di vendita, rivaleggiando con i best-seller del momento, come è capitato con Kobane Calling, ultima fatica di Zerocalcare, uscito prima a puntate come vignette sul settimanale Internazionale e poi in volume per Bao Publishing.
L’autore racconta con il suo stile umoristico, dissacrante e toccante la sua esperienza di vita in aiuto dei curdi, tra Turchia, Siria e Iran, un’avventura nata per scopi umanitari e di aiuto, oltre che per conoscenza dall’Italia di alcune persone, donne in particolare, originarie di quelle terre, poi impegnate in quella guerra e poi diventata una sorta di missione in difesa di un ideale che l’autore ha abbracciato, quello di lotta contro un oppressore, certo, ma anche di ricerca di una società migliore.
Sono anni che si sente parlare di curdi, Medio Oriente, Isis, Siria: Zerocalcare, usando il linguaggio delle vignette e mantenendo i toni apparentemente sullo scherzoso, riesce ad entrare in un dramma di oggi, uno dei più grandi, ma nello stesso tempo a raccontare una delle poche vicende di vero eroismo non solo contemporaneo, ma risalendo indietro anche di decenni, quello della regione del Rojana, roccaforte curda contro gli integralisti islamici ma anche posto dove si vuole sperimentare un nuovo modello di società laico, egualitario, democratico.
Una storia non retorica, comunque, che informa senza annoiare, raccontando un’epopea che lascia con un groppo in gola, una storia che c’è in questo mondo e che in queste pagine trova una trattazione migliore di quanto non succeda in reportage giornalistici e televisivi. Un’opera per chi ama la buona narrativa, disegnata e non, per chi crede che i fumetti non siano inferiori a niente e che esista solo un criterio di qualità di storie raccontate, un’opera per sorridere e commuoversi, per indignarsi e ricordare l’oggi. Ma anche un’opera da consigliare per chiunque vuole capire qualcosa di più su cosa sta succedendo in un luogo da cui dipenderà la vita e la Storia di tutti nei prossimi decenni.

Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, classe 1983 è originario di Arezzo, è cresciuto in Francia, e ha debuttato come fumettista raccontando a modo suo i giorni del G8 di Genova. In seguito, ha svolto anche attività di illustratore, per copertine di libri e dischi, ha collaborato con Liberazione, Repubblica XL, Carta e Liberazione. Cura un suo sito zerocalcare.it ed ha pubblicato varie graphic novel, come La profezia dell’armadillo, Un polpo alla gola, Dimentica il mio nome, tutte basate su sue esperienze di vita tra passato e presente.

Source: dono dell’editore al recensore al Salone del libro.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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