:: Una casa in Sicilia, Daphne Phelps (Beat, 2015) a cura di Elena Romanello

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Spesso la Sicilia è in prima pagina sui giornali italiani per fatti di cronaca nera e mafia, o per denunciare i gravi problemi lavorativi e sociali dell’isola. Ogni tanto si parla di Sicilia anche come terra di turismo per le sue grandi bellezze, ma si dimentica spesso il periodo in cui fu un luogo di attrazione per stranieri incantati da mare, sole, arte, cibo e archeologia, come e anche di più della tanto decantata e blasonata Costa Azzurra, anche perché offriva più calma e relax e non solo mondanità.
Una casa in Sicilia racconta proprio questa stagione, attraverso una storia vera che parte all’inizio del Novecento, quando Robert Hawthorn Kitson, giovane, pazzo e inglese, come veniva definito dagli abitanti di Taormina, costruisce sulla collina dietro alla città una villa tra la Madonna della Rocca da cui si può rimirare la penisola di Naxos, la piana di Catania, il mare e ovviamente la città di Taormina con le sue bellezze artistiche e archeologiche.
Nel 1947 Kitson muore e Casa Cuseni, così è stata chiamata la villa, va in eredità alla nipote Daphne, che ci vivrà a lungo e che nelle pagine di questo libro racconta la storia di una casa, dalle origini, quando fu costruita con i massi tolti dalla colline al suo periodo d’oro, quando ospitò personaggi della cultura e dello spettacolo come il filosofo Bertrand Russell, il drammaturgo Tennessee Williams, lo scrittore Road Dahl, l’attrice Greta Garbo e tanti altri, in periodi di vacanza e riflessione, nonché di scambio di idee e di esperienze che resero questo un luogo unico.
A sentire così sembrerebbe un libro frivolo e mondano, in realtà ci si trova di fronte ad un ritratto di un’epoca e di un mondo, nonché ad un omaggio a un luogo d’incanto e bellezza, eterno e splendido, che abbiamo in casa e al quale spesso non pensiamo. Una visione più intima ma non banale di menti importanti, tutte conquistate da un luogo unico, sospeso tra passato e presente, nella modernità ma un luogo a parte da vivere.
Un libro curioso, nostalgico ma non retorico, interessante, appassionante, dove la casa è luogo vivo di incontri e relazioni, ma anche di scenario di splendore, che esce in Italia nella collana Beat alzando il sipario su un mondo comunque italiano, e sull’amore che persone di luoghi diversi nutrono per il nostro Paese e i suoi angoli.
Le edizioni Beat sono pregevoli e interessanti, in questo caso mancano un po’ di immagini, comunque Casa Cusani è visibile per chiunque si rechi a Taormina, oggi un luogo di vacanze, di cultura, di intrattenimento.

Daphne Phelps è nata nel 1911 e si è formata alla St. Felix School di Southwold e al St. Anne College di Oxford. Nel 1948, dopo la morte di suo zio, si è trasferita in Sicilia per occuparsi della proprietà da lui lasciata: Casa Cuseni a Taormina. Di recente,le Belle Arti di Messina hanno dichiarato la proprietà di «importanza storica e culturale». Daphne Phelps è morta nel 2005 in Casa Cusani.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Giulia dell’Ufficio Stampa BEAT.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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