:: Un’ intervista con Roberto Mingoia

indexOspito oggi sulle pagine di Liberi di scrivere un giovane scrittore sardo con un progetto interessante, che sarà utile anche a tanti giovani scrittori che cercano una strada nel (difficile) mondo dell’editoria. Lascio a lui la parola.

Benvenuto Roberto su Liberi di scrivere e grazie di aver accettato questa intervista. Raccontaci qualcosa di te. Quanti anni hai? Dove sei nato? Che studi hai fatto?

Buona sera e grazie a voi per l’interesse. Ho 37 anni, sono di Cagliari e sono laureato in Scienze Politiche. Ho sempre amato scrivere ma ho aspettato ad essere gratificato sul lavoro e ad avere del tempo libero prima di buttarmi in questa avventura. Ora la gente mi considera uno scrittore, è una cosa meravigliosa ma anche una responsabilità. Anche quando prendo degli appunti o scrivo la lista della spesa non posso sbagliare una doppia o scrivere qualcosa di insensato.

Come è nato il tuo amore per i libri? Quali sono state le tue prime letture? C’è qualcuno nella tua famiglia o nella scuola che ti ha trasmesso l’amore per i libri?

Leggo da sempre, forse perchè vedevo mio papà farlo. Leggevo i libri che prendeva in prestito dalla biblioteca vicino a casa, ora sarà lui a leggere i miei. Mia mamma mi ha raccontato che si è commosso come ha letto i primi articoli sul mio nuovo romanzo.
Le prime letture che mi sono rimaste impresse sono state di Wilde, Orwell e Pirandello.

Da scrittore esordiente quali sono le principali difficoltà? Trovi attenzione presso i mass media: blog, giornali, radio, tv?

Da scrittore esordiente è durissima, devi avere una energia e una determinazione assoluta. Altrimenti è impossibile. Devi vedere l’obiettivo di arrivare al grande pubblico già realizzato anche se in un primo momento ti leggono solo i tuoi familiari o i tuoi amici, quello rimarrà sempre il nocciolo duro di pubblico per cui scrivi. Ma la persona per cui devi davvero scrivere tutti i giorni per il puro gusto di farlo, sei tu. Io scrivo per me stesso e sono in ogni caso contento di farlo perchè provo piacere nel farlo, nel trovarmi davanti a una pagina bianca con la mente vuota per poi riscoprire un capitolo pieno di personaggi e aneddoti che non pensavo nemmeno di poter concepire. Poi scrivo anche per trasmettere qualcosa di positivo agli altri, come se mettessi il mio cuore e i miei pensieri in una capsula del tempo e li dedicassi per sempre agli altri. Se ci credi funziona è il mio motto. Ora ho tantissima gente che mi chiede cosa sto scrivendo e non vede l’ora di leggermi.

E’ uscita su Bookabook.it (il primo portale italiano di crowdfunding del libro grazie a cui le opere più seguite verranno pubblicate) la tua opera dal titolo “Il Commissario Casu: la banda dei sequestratori seriali“, ambientata in Sardegna e in particolare nella città di Cagliari. Ce ne vuoi parlare? Come hai avuto l’idea di partecipare?

Ho avuto l’idea di partecipare in quanto avevo già percorso la via dell’autopubblicazione e quella della ricerca di un editore. E’ un’avventura davvero stimolante e ti apre mille orizzonti. Del resto a prescindere da chi o come è stato pubblicato il libro per farlo davvero arrivare a un pubblico vastissimo bisogna muoversi sul territorio: contattare biblioteche, associazioni, istituzioni, non lasciare nessuna strada intentata. Sono stato invitato anche da diverse scuole medie e superiori per presentare il libro e dar vita a dei laboratori di scrittura.

Il crowdfundig è un nuovo modo di promuoversi per chi ama scrivere, molto utilizzato all’estero ma ancora poco praticato e conosciuto in Italia. Come te lo spieghi?

In Italia è ancora poco conosciuto perchè in alcune cose fatichiamo ancora a sperimentare e sopratutto fatichiamo spesso a dare fiducia agli altri o a chiedere il sostegno degli altri. Sono tra le persone che crede che il crowdfunding sia il futuro sia nell’editoria che nel mondo dell’economia. E’ una forma di meritocrazia, va avanti chi funziona, chi riceve l’apprezzamento e il sostegno della gente, degli utenti finali.

Fino ad oggi è stata un’esperienza positiva? Stai ricevendo buona accoglienza?

E’ un’esperienza molto positiva e gratificante. Ho ricevuto complimenti, interviste, inviti a presentare l’opera nei circoli dei sardi in tutta Italia. Non pensavo nemmeno potesse piacere così tanto. E piace anche ai non sardi perchè il sardo è un testardo che si butta a capofitto in tutte le cose e si fa voler bene. Bisogna stare dietro alle biblioteche e alle istituzioni, i tempi sono lunghi e a volte sembra che ti stanno facendo un favore. Pensate all’obiettivo e che se si chiude una porta si apre un portone!

Parlaci del tuo libro, “Il Commissario Casu: la banda dei sequestratori seriali“, raccontaci di cosa parla, a che genere appartiene, quali sono le sue caratteristiche più insolite?

E’ un giallo avvincente, a tinte pulp, ambientato in Sardegna ma studiato sulla scia dei classici americani: medico legale, gangster, inseguimenti al cardiopalma. Il Commissario Casu, è pieno di caratteristiche insolite, ama bere, fumare, gli piacciono le donne e le auto sportive. Ama anche la musica raeggeton e il buon cibo, è gentile e generoso, è un inguaribile ottimista ma anche allo stesso tempo un’anima inquieta che soffre per le brutture del mondo ed è intenzionato a fare la sua parte per eliminarle. E’ anche un giocatore, ama fare la sua capatina settimanale nella sua agenzia di scommesse preferite e fare due chiacchiere con quella moltitudine di simpatici personaggi che la popola.
Il romanzo fa rivivere le atmosfere di suspence e tensione dell’epoca dei sequestri degli anni ’90 in Sardegna e lo fa in chiave moderna e originale. Il Commissario ama anche scrivere poesie e leggere libri motivazionali, una persona piena di risorse che non vi annoierà un minuto.

Quanta importanza ha per te una bella copertina nella vendita dei libri? Pensi sia un dettaglio marginale?

Una bella copertina è fondamentale. La mia l’ho realizzata in modo minimalista richiamando la sagoma di un delitto, colorata di giallo per evidenziare il genere della storia. Poi ci ho messo il Commissario che prende appunti con il suo taccuino, immancabile compagno di viaggio, dalla serie i dettagli sono importanti.

Diventerà una storia a fumetti?

Potrebbe benissimo diventarlo, finora a parte il grande interesse generale c’è stato anche l’interessamento di un regista. Lo vedo già il Commissario protagonista di un intrigante film giallo.

Sei uno scrittore che legge? Cosa stai leggendo in questo momento?

Leggo tanto, tutto quello che mi capita. Ora sto leggendo un libro giallo “Il Commissario Bordelli” di Marco Vichi. Carino, trovo tante affinità ma anche tante differenze, tutto questo è davvero stimolante.

Progetti per il futuro?

Sto finendo il secondo libro sull’investigatore sardo. “Il Commissario Casu e il serial killer della stella”. Ho in mente poi un terzo capitolo della saga ambientato tra Londra e New York per farlo conoscere ancora di più al grande pubblico e farlo cimentare in casi internazionali, visto che ama tanto anche viaggiare e non rinuncia mai alle sfide.

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