:: La pianista di Vienna, Mona Golabek e Lee Cohen (Sperling & Kupfer, 2016)

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Tra i libri, soprattutto romanzi (e quest’anno sono davvero tanti) usciti in occasione del Giorno della memoria, che si celebra oggi per commemorare e onorare le vittime della Shoah, vorrei segnalare alla vostra attenzione un libro bellissimo uscito il 19 gennaio per Sperling & Kupfer, La pianista di Vienna, (The Children of Willesden Lane, 2002) tradotto da una traduttrice di grande esperienza come Anna Carbone e scritto da Mona Golabek e Lee Cohen. Un caso editoriale, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2002 e da allora ripubblicato e letto con costante interesse.
Bellissimo, dicevo per diversi motivi: innanzitutto perché è scritto (e tradotto) con cristallina limpidezza, mi ha ricordato per certi versi lo stile e la semplicità di Natalia Ginzburg; perché sebbene sia una lettura per adulti, lo consiglio particolarmente alle giovani lettrici per delicatezza e capacità di far riflettere su temi anche dolorosi con commovente naturalezza e empatia; perché ci parla di un programma di soccorso denominato Kindertransport, forse da molti non conosciuto, che si adoperò di salvare migliaia di bambini (10 000 nella sola Inghilterra), prevalentemente ebrei, dalla persecuzione nazista; e soprattutto perché è un tributo sincero e appassionato di una figlia alla propria madre e questo amore traspare in tutte le pagine.
La pianista di Vienna ci narra la vita di Lisa Jura, ebrea austriaca nata e vissuta a Vienna prima della Seconda Guerra Mondiale. Una ragazzina coi capelli rossi e un dono, un talento per la musica coltivato prima dagli insegnamenti della madre Malka, e poi da quelli del valente professor Isseles, che aveva avuto come professore uno studente di Franz Liszt.
Il romanzo inizia con una scelta straziante che i suoi genitori devono compiere un po’ come ne La scelta di Sophie: quale delle tre figlie salvare e mandare in Inghilterra con il Kindertransport. La scelta si riduce alle due figlie più piccole, le sole che rientrano nel programma, e i genitori scelgono Lisa perché è la più forte e ha la sua musica come difesa. Così Lisa Jura parte con una sola valigia, il solo bagaglio consentito dai nazisti che occupavano l’Austria, e arriva a Londra come profuga in compagnia di altri bambini come lei.
Chi non trova famiglie di parenti o amici che si occupino di loro viene smistato in centri di accoglienza o mandato a servizio in qualche casa, perché ogni bambino deve pagare il suo mantenimento col lavoro, e così capita a Lisa che finisce nella casa di campagna di un colonnello.
Ma la sua idea di futuro non è quella di diventare una cameriera e così compra una bicicletta e torna a Londra. Sarà inviata proprio a Willesden Lane (del titolo) e da questo momento in poi con lo scoppio della guerra tra i bombardamenti e le difficoltà di restare in contatto con i suoi a Vienna, avrà la sua musica come amica, come le aveva consigliato sua madre. Ho pianto leggendo questo libro, non mi capita spesso di farmi coinvolgere così intimamente, ma nel complesso è stata un’esperienza positiva, che è stata capace di arricchirmi. Sì, è un bellissimo libro, come dicevo all’inizio, e sono sicura che apprezzerete anche voi. Buona lettura.

Mona Golabek vive a Los Angeles. Pianista di fama internazionale, ha trasmesso ai suoi figli – anche loro musicisti – la passione per la musica, quella che lei stessa ha ereditato dalla madre, Lisa Jura, protagonista di questo libro.

Lee Cohen è giornalista, sceneggiatore e poeta. Vive a Los Angeles.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Marina dell’Ufficio Stampa Sperling & Kupfer.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

2 Risposte to “:: La pianista di Vienna, Mona Golabek e Lee Cohen (Sperling & Kupfer, 2016)”

  1. La Lettrice Segreta Says:

    Anche io, come la protagonista ho la musica nel sengue… canto da quando avevo 12 anni e questo rende le note sul pentagramma una costante meravigliosa cha amo ritrovare di tanto in tanto nelle mie letture! Devo assolutamente leggerlo, grazie del bel consiglio ❤

    • liberidiscrivere Says:

      Sì, è un libro molto bello, consigliabile soprattutto alle lettrici più giovani, ed è l’omaggio di una figlia a sua madre, molto toccante. Ne hanno anche fatto uno spettacolo teatrale, e dovrebbero farne un film o uno sceneggiato per la BBC. Non ho notizie più precise. Magari riesco a intervistare l’autrice. Quando l’hai letto poi torna a dirmi se ti è piaciuto 🙂

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