:: Teste Matte, di Guido Lombardi e Salvatore Striano (Chiarelettere, 2015) a cura di Lucilla Parisi

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Ambientato nei Quartieri Spagnoli di inizio anni Novanta, quando la zona era una cittadella dove le persone vivevano secondo proprie regole e dove la polizia veniva percepita come un corpo totalmente estraneo, il romanzo di Guido Lombardi e Salvatore Striano, Teste Matte (Chiarelettere, 2015), racconta la storia di due cugini, ancora bambini, Sasà e Totò, artisti del furto, mariuoli sempre alla ricerca di occasioni. Tra contrabbando, prostitute, soldati americani, troveranno presto un protettore, il ladro più abile del quartiere, ’O Barone. La madre di Sasà, Carmela, prova a frenare quel figlio che cresce troppo in fretta. Lei sa cos’è la malavita: suo fratello è in carcere per omicidio e da allora combatte contro chi si vuole vendicare.
Così Sasà si trova di fronte a una scelta paradossale, eppure l’unica possibile: entrare nella camorra per difendersi dalla camorra. Non ancora maggiorenne incontra i due uomini che gli cambieranno la vita: un trafficante di coca che tutti chiamano Rummenigge e un bandito detto Cheguevara, per il suo spirito rivoluzionario. Insieme combatteranno contro il boss dei Quartieri spagnoli, ’O Profeta, dando vita alla prima vera scissione nella storia della camorra napoletana. Dalle ceneri di questa guerra, nascerà qualcosa di mai visto prima: Le Teste Matte. Ragazzi così pazzi da dichiarare guerra a tutti i clan di Napoli.
Il romanzo, a tratti travolgente, nonostante le coincidenze costruite per non dare fiato al lettore a volte risultino un po’ troppo “cinematografiche”, è un buon libro, costruito sulla storia vera ed estrema di un gruppo criminale che ha osato combattere la camorra con le sue stesse armi.
Le Teste Matte, estranei ai codici d’onore, con un nome più da ultras calcistici che da malviventi di strada, sono giovanissimi. Molti di loro non hanno nemmeno vent’anni, sono più affezionati alle orge di cocaina che alle reverenze ai boss del quartiere. Si muovono nel dedalo di vicoli addossato alle strade della Napoli più commerciale e alle tradizionali riunioni mattiniere di stile camorristico preferiscono i giri in tarda sera sulle loro motociclette, mentre l’effetto della cocaina sta svanendo e nuove strisce e nuove guerre li aspettano con il calare totale del buio.
Dalle loro gesta ne nasce un romanzo fiume, un affresco su una delle zone più controverse della città partenopea, dove ai ritratti dei componenti della banda si affiancano quelli dei loro famigliari – su tutti quello di Carmela, la madre di Sasà – delle persone che vivono nei Quartieri Spagnoli, dei loro amici e dei loro nemici. E più la storia avanza verso un non scontato epilogo, più il ritmo si fa incalzante, violento, adrenalinico. I morti aumentano, così come l’abuso di droga, la follia collettiva e la disperazione di non riuscire a controllare un contro-potere una volta abbattuto il vecchio sistema malavitoso che imperversa per le strade.
Teste Matte è una lettura consigliata a tutti quelli che vogliono immergersi in una cronaca dolorosa e molto più vicina di quanto crediamo, un testo che, grazie al suo linguaggio semplice e diretto, può essere amato anche da lettori tutt’altro che forti.

Guido Lombardi (Napoli 1975) è regista, sceneggiatore e scrittore. Nel 2011 realizza il suo primo lungometraggio, Là-bas, vincitore del Leone del Futuro alla 68a Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia. Del 2013 è la sua opera seconda Take Five, in concorso al Festival di Roma e in cui figura come protagonista proprio Salvatore Striano. Sempre nel 2013 pubblica il suo primo romanzo, Non mi avrete mai (con Gaetano Di Vaio), edito da Einaudi.

Salvatore Striano è nato a Napoli nel 1972. Durante un periodo di reclusione nel carcere di Rebibbia ha frequentato corsi di recitazione, appassionandosi al teatro, soprattutto shakespeariano. Dopo essere uscito grazie all’indulto nel 2006, ha esordito nel cinema grazie al regista Matteo Garrone, che l’ha scritturato per il film Gomorra, tratto dal bestseller di Roberto Saviano. Dopo alcuni anni è ritornato in veste di attore a Rebibbia, dove ha interpretato il ruolo da protagonista di Bruto nel film dei fratelli Taviani Cesare deve morire. Nel 2015 firma insieme a Guido Lombardi Teste matte pubblicato da Chiarelettere: un romanzo travolgente e feroce, costruito sulla storia vera ed estrema di un gruppo criminale che ha osato combattere la camorra con le sue stesse armi.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Giulia dell’ Ufficio Stampa Chiarelettere.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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