:: Un’ intervista con Carola Blasi, a cura di Elena Romanello

caroCarola Blasi ha scritto il libro Alla ricerca della felicità, non un diario autobiografico, ma la storia di un cervello in fuga italiano a Barcellona, divisa tra lavoro, amiche, sogni, amore per gli animali. La abbiamo incontrata per parlare del suo libro ma anche di quello che c’è dietro.

Come è nata l’idea della storia che racconti?

Qualche anno fa viaggiavo molto per lavoro e tra treni, aeroporti e notti solitarie in hotel avevo più tempo libero di quello che mi sarebbe piaciuto…così cominciai, quasi per scherzo, a mettere nero su bianco (esagerando un po’, diciamoci la verità) tutto ciò che non mi piaceva del mio lavoro e i vari dubbi che mi frullavano per la testa. Prima quasi di rendermene conto mi ritrovai con pagine e pagine scritte…a quel punto decisi di creare dei veri e propri personaggi, tracciare una storia e trasformare le mie lamentele in un vero e proprio libro 🙂

Il tuo libro si svolge quasi tutto a Barcellona: che rapporto hai con questa città?

Vivo a Barcellona! Proprio come la protagonista del libro ho vissuto quasi tutta la vita a Torino e a 24 anni mi sono trasferita in Spagna, in una delle città che amo di più al mondo.

Uno degli argomenti del tuo libro è l’animalismo: tu ti dichiari animalista e se sì cosa fai in tal senso e come sei arrivata a fare questo percorso?

Lavoro in una ONG di protezione animale, quindi possiamo dire che dedico tutte le mie energie a questa causa. Sia io che il mio compagno inoltre siamo vegani e nelle nostre scelte quotidiane cerchiamo di essere il più coerenti possibili con la nostra decisione di rispettare tutti gli essere viventi.

Uno dei temi del libro è la possibilità, malgrado la crisi, di porsi degli obiettivi da realizzare: tu cosa consiglieresti ad un ragazzo o ragazza in tal senso?

Per quanto sia difficile (so che lo è!), gli/le direi di cercare di dimenticarsi un pochino della crisi e continuare a lottare per realizzare i suoi sogni, perché tutti abbiamo il diritto di averne! E se questo significa lavorare il doppio o rinunciare a parte del suo tempo libero…il sacrificio varrà sicuramente la pena!

Prossimi progetti?

Fare la mamma a tempo pieno fino a fine gennaio e poi ritornare al lavoro più carica di prima 🙂

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