:: Il miniaturista, Jessie Burton (Bompiani, 2015) a cura di Elena Romanello

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La giovanissima Petronella, detta Nella, ha poca scelta nell’Olanda opulenta di fine Seicento: deve sposarsi per garantire a se stessa un futuro, e la scelta cade sul maturo e ricco Johannes Brandt. La ragazza si trasferisce ad Amsterdam, e si scontra con un marito che la trascura, senza maltrattarla, ma non si avvicina a lei per nessun motivo, e con una cognata, Marin, che non le manifesta certo amicizia e che ha non pochi segreti da nascondere, segreti che potrebbero esserle fatali.
Il dono che riceve Nella da Johannes è una casa di bambola in miniatura, a cui si aggiungeranno man mano degli omaggi da parte di un misterioso artista, forse una donna, che raccontano aspetti sempre più segreti di una famiglia a cui la giovane si trova legata, in uno dei Paesi in cui si stava all’epoca comunque meglio, ma dove c’erano leggi anche terribili che discriminavano chi non era ligio ad una certa morale.
Avvicinandosi a questo libro, viene spontaneo pensare ad un altro celebre romanzo storico sull’Olanda di quel tempo, La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier: anche Il miniaturista è una storia al femminile, basata su un’opera d’arte che esiste veramente ad Amsterdam, la casa in miniatura con bambole di una gentildonna dell’epoca. Infatti fu nella capitale olandese, centro nevralgico dell’arricchimento con i commerci verso il Nuovo Mondo, che prese il via un artigianato artistico che poi è durato fino all’epoca vittoriana, con qualche appendice oggi con prodotti rifatti su modelli antichi.
Il miniaturista esplora i segreti nascosti dietro le case di Amsterdam, quelle stesse case che oggi incantano abitanti e turisti, simbolo di una ricchezza antica ma anche testimoni di segreti inconfessabili. Nelle pagine del libro si parla alla fine di discriminazioni verso i diversi, le donne, gli omosessuali, gli abitanti delle colonie africane e americane, rinchiuse in casa senza voce, non considerati, costretti a nascondersi pena la morte. Un libro su una storia di ieri che è ancora l’oggi in certi Paesi, certo non più in Olanda, Paese visto da molti oggi come all’avanguardia per i diritti civili, con l’eredità di un passato che nacque nell’epoca in cui è ambientato il romanzo, come case, arte, cultura, ricchezza.
Il miniaturista piacerà ai cultori del romanzo storico al femminile con elementi sociologici, non è una favoletta improbabile sullo sfondo di un’epoca passata, ma una storia basata su fatti veri, un dramma che si consuma tra palazzi e canali, una testimonianza di un mondo comunque capace di affascinare, visto in aspetti quotidiani, meno noti, di vita in casa e sul lavoro. Nella, eroina dolente e figlia del suo tempo, e gli altri protagonisti delle pagine del romanzo, sanno conquistare con le loro vicende, dietro alla costruzione di questa casa in miniatura, un universo parallelo a quello reale, inquietante e affascinante. Per chi cerca storie interessanti, e per chi ama Amsterdam oggi, con i suoi misteri, i suoi tesori e la sua libertà.

Jessie Burton ha studiato all’Università di Oxford e alla Central School of Speech and Drama, dove ha interpretato ruoli in classici del teatro come Othello e Macbeth. Il miniaturista è il suo romanzo d’esordio, che l’ha portata a documentarsi su Amsterdam nel cosiddetto Secolo d’Oro, il Seicento.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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