:: Quello che non uccide, David Lagercrantz (Marsilio, 2015), a cura di Micol Borzatta

QUELLO CHE NON UCCIDE

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Frans Balder, grande scienziato svedese di fama internazionale, specializzato nell’intelligenza artificiale, torna in Svezia dopo aver passato anni a lavorare negli Stati Uniti. il suo ritorno in patria interessa a molte persone, specialmente visto il grande cambiamento avvenuto in lui, che oltre a renderlo quasi irriconoscibile lo riavvicina al figlio autistico permettendogli in questo modo di scoprire che il piccolo è un savant, ovvero rientra nel gruppo di autistici che grazie al loro QI superiore alla media sono dei geni.
L’interesse nei suoi confronti però non coinvolge soltanto i suoi familiari e conoscenti, ma anche un’organizzazione criminale interessata ai suoi studi.
Balder, sentendosi in grave pericolo, si rivolge prima a Lisbeth Salanger, hacker sua amica, per scoprire chi lo stia spiando, e poi contatta Mikael Blomkvist, giornalista di cui è un grande ammiratore per la sua integrità e coerenza, per fargli rendere pubblici i suoi studi e le sue scoperte.
Purtroppo Mikael non scoprirà mai cosa Badler volesse comunicargli perché appena arriva all’appuntamento lo scienziato viene ucciso davanti agli occhi del figlio.
L’omicidio di Badler riunisce così nuovamente le strade di Mikael e di Lisbeth che torneranno a indagare insieme per scoprire il responsabile della morte dello scienziato e rilevare i suoi studi secondo le sue volontà.
Romanzo che ha fatto parlare molto di sé e che si è rilevato un ottimo seguito della trilogia originale.
Lagercrantz infatti riesce a ricalcare pienamente le orme di Larsson riproducendone perfettamente lo stile, la tipologia di descrizioni e il ritmo di narrazione.
Ritroviamo, quindi, anche in questo romanzo personaggi non particolarmente approfonditi e ambientazioni descritte lo stretto necessario. C’è da aggiungere però che Lagercrantz, per permettere anche a chi non ha letto la trilogia originale di leggere il libro, spesso ripete e riassume il passato dei personaggi in moda da permettere a chi ha letto i precedenti libri di fare mente locale, ricordarsi gli avvenimenti e ripartire così da zero.
Anche in questo nuovo capitolo troviamo degli argomenti di fondo molto forti e di rilevanza sociale come la violenza sulle donne, la disabilità, nello specifico il problema dell’autismo, e il progresso scientifico come la creazione di un’intelligenza artificiale. Tematiche molto amate da Larsson, e l’ultima molto cara a Lagercrantz.
La storia narrata è davvero intrigante e coinvolgente e sa come catturare il lettore esattamente come hanno fatto i primi tre capitoli della saga, anche se il continuare, da parte dell’autore, a ripetere il passato dei personaggi per cercare di dare la possibilità di ripartire da zero rende la narrazione a tratti lenta e pesante, narrazione che oltretutto ha una grave carenza di suspance causata dalla brutta abitudine dell’autore di svelare troppe informazioni troppo presto.
Nonostante questi due piccoli problemi negativi il romanzo è davvero spettacolare e sa soddisfare appieno tutte le aspettative che chi ha amato Larsson si aspettava di trovare.

David Lagercrantz è nato in Svezia nel 1962. Giornalista e scrittore ha fatto il suo ingresso nella letteratura internazionale con il romanzo biografico Zlaba Ibrahimovic: Io, Ibra pubblicato nel 2011, ma in realtà aveva pubblicato già altre due biografie in Svezia: Gora Kropp nel 1997 e Ett Svenskt Geni nel 2000, che non sono mai state tradotte.

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Chiara dell’ufficio stampa Marsilio.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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2 Risposte to “:: Quello che non uccide, David Lagercrantz (Marsilio, 2015), a cura di Micol Borzatta”

  1. Matteo Baudone Says:

    Averlo letto è un privilegio di cui ringrazio chi me lo ha prestato. Ma consigliarlo a qualcuno sarebbe bello se non si trattasse di un libro unico.
    A parere personale si quota il fatto che si dica subito e troppo facilmente le info della narrazione.
    Se si fosse spalmata la stessa storia su due libri della stessa quantità di pagine, con più narrazione e più dovizia di particolari anche quando non ce ne fosse bisogno, si tratterebbe di un altro paio di maniche: qualcosa che sarebbe piacevole pagare al libraio per i propri momenti di lettura.

  2. liberdiscrivere Says:

    Credo che David Lagercrantz parta dal presupposto che i precedenti libri di Larsson siano così straconosciuti, da non fare spoiler. La parte sull’intelligenza artificiale deve essere interessante, Lagercrantz scrisse un libro su Alan Turing, il padre dei calcolatori elettronici. Ricordi il paradosso tu crei una macchina più intelligente di te, che a sua volta crea una macchina più intelligente e così via. C’è un film, uscito ultimammente su questa tematica: http://www.spietati.it/z_scheda_dett_film.asp?idFilm=5570.

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