“Non si esce vivi dagli Anni ‘80”, cantava Manuel Agnelli degli Afterhours, neanche troppo tempo fa. Niente di più vero. Gli eighties hanno influenzato i nostri tempi più di quanto si pensi. Gli Smiths e il loro frontman Morrissey, i Velvet Underground, David Bowie, Patti Smith, i Siouxsie and the Banshees, i Cure e i Joy Division.
Adesso guardate la copertina del libro alla vostra destra: quello più in avanti, con la cresta alta e al vento, non vi sembra proprio Morrissey? E la ragazza alla sua sinistra non assomiglia a Nico, la cantante tedesca che collaborò coi Velvet Underground a partire dal 1967 regalandoci la sua voce per pezzi magnifici come Femme Fatale, All Tomorrow Parties e I’ll Be your Mirror.
Sì? No? Non ve lo ricordate?
No, non sono loro, anche se ci si avvicinano parecchio. Morrissey non ha gli occhi allungati, dal taglio orientale e la bionda Nico, all’alba degli anni ottanta, non collaborava già più col gruppo di Lou Reed.
Poco male, perché quella che voglio cercare di raccontarvi adesso è proprio la storia di questi quattro ragazzi.
Siamo a Luton, cittadina prevalentemente industriale che dista cinquanta chilometri da Londra, e gli Anni Ottanta sono appena all’inizio. Robbie, di origine irlandese e membro di una famiglia sulle cui spalle grava un enorme fardello di dolore e pena, al college incontra Fran, ragazzo vietnamita che, a sua volta, ha alle spalle un’infanzia travagliata, quindi si comporta come se fosse un poeta maledetto, giocando anche su una sua presunta bisessualità, ma ciò che lo contraddistingue più di tutte le altre sue qualità è il carisma innato che sembra possedere. Legati da subito da una profonda e totalizzante amicizia, Robbie e Fran, da giovani, non sono ancora del tutto a conoscenza di ciò che li tiene uniti. Successivamente incontrano due gemelli, fratello e sorella: il batterista Seán e la violoncellista Trez, di cui Robbie si innamorerà.
I quattro fondano un gruppo, The Ships. Venticinque anni di musica, vita dissoluta, amicizia, amore e allontanamenti sono narrati in prima persona proprio da Robbie Goulding che ripercorre, mettendo da parte materiale su materiale per questa che diventerà la biografia del loro gruppo, tutta la strada fatta insieme. Una vita da rock star, una rock band con tutti i suoi pregi e difetti. Una biografia fatta di ricordi, quelli di Robbie, che spesso con coincidono con quelli degli altri componenti del gruppo: per questo è stata ampliata, cassata, riampliata, adattata, arricchita di interviste e testimonianze nel corso degli anni. Un valido aiuto viene anche dalla figlia di Robbie, curatrice di una sorta di appendice a fine romanzo.
Le memorie e il vissuto di Robbie diventano tutt’uno con la narrazione di Joseph O’Connor: ci riportano indietro in un tempo, quello dei rockeggianti Anni ’80 in cui a farla da padrone, soprattutto in ambiente artistico, ci sono droga, trasgressioni, vita brava e vita da strada, nelle periferie inglese che sanno di desolazione, di incontri con star famose, famosissime, fino ad arrivare alla vita bohémienne dell’East Village a New York, concerti all’Hollywood Bowl, fino al ritorno a Dublino.
O’Connor ci racconta la storia de Il Gruppo come solo un appassionato di musica rock potrebbe fare: alternando serietà e leggerezza, comicità, aneddoti e non tralasciando il fulcro drammatico delle vicende che, com’è ovvio, solo una vita vissuta all’insegna della dissolutezza può portare.
A corredo della pubblicazione, su Spotify si può trovare un’intera playlist dedicata alla trama del romanzo. Playlist che spazia da Johnny B. Good di Chuck Berry, Stairway to Heaven dei Led Zeppelin, The Song of Silence di Simon & Garfunkel, Paranoid dei Black Sabbath, Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan, Ashes to Ashes di David “il Duca Bianco” Bowie e tanti altri pezzi.
Un libro, quello di O’Connor, che, se siete amanti del rock e delle storie forti e piene zeppe di musica, non potete assolutamente farvi scappare.
Joseph O’Connor, classe 1963, è uno scrittore irlandese protagonista, come tanti altri scrittori della sua generazione, dell’eccezionale fioritura letteraria iniziata a cavallo degli anni ’80 e ’90 nel suo Paese. I suoi libri sono stati tradotti in 29 Paesi. Il suo Cowboys & Indians è stato finalista al Whitbread Prize. Stella del mare è il romanzo che lo ha consacrato a livello internazionale, diventando un bestseller. In Gran Bretagna e Irlanda è stato il libro di narrativa più venduto in assoluto nel 2004, rimanendo al primo posto per più di un mese e nelle classifiche di vendita per 35 settimane di fila. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui: l’Irish Post Award per la letteratura, il premio dell’American Library Association, il Prix Millepages in Francia e il Prix Madeleine Zepter come romanzo europeo dell’anno. Il gruppo è il suo ultimo romanzo, pubblicato in Italia da Guanda Editore, come molti altri suoi titoli, tra cui: La fine della strada, Il maschio irlandese in Patria e all’estero, Yeats è morto!, Desperados, Stella del mare, Cowboys & Indians, Un comico, Dove sei stato? e molti altri.
Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Paola dell’ Ufficio Stampa Guanda.
Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria
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Tag: Federica Guglietta

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