Da alcuni anni prolificano storie di genere thriller ascrivibili ai cosiddetti cold case, i casi di anni prima mai risolti, oggetto anche di una popolare e struggente serie di telefilm statunitense, ma anche di fatti reali: un po’ le nuove tecniche di indagine scientifica permettono di cercare di dare una risposta a crimini di anni fa rimasti irrisolti, un po’ perché il dolore per ogni perdita non si esaurisce mai e si cerca di dare una risposta comunque.
A questo filone appartiene il giallo d’esordio come autore di narrativa di Massimo Polidoro, Il passato è una bestia feroce, storia di una ricerca su una scomparsa di decenni prima di una ragazzina da parte del suo miglior amico, tra pericoli, nostalgia, disincanto per quello che non è stato e non ci sarà più.
Bruno Jordan, cronista di nera in un giornale specializzato, appena lasciato dalla fidanzata e con un papà ex cantante pop ora malato di demenza senile che non gli fa riconoscere il figlio e lo fa inveire contro la moglie che sarebbe fuggita con un amante quando in realtà è morta di cancro da anni, riceve una strana lettera che gli riporta alla mente la scomparsa di Monica, sua compagna di scuola e amica, in una lontana estate di oltre trent’anni prima, quando sparì senza lasciare tracce e lasciando nella costernazione lui e altri due amici.
Bruno torna nel paesino della bassa Padana in cui è cresciuto, scoprendo cosa ne è stato, spesso in negativo, di persone che erano sue amiche e conoscenti anni prima, e si butta a capofitto alla ricerca di Monica, scoprendo false piste e coincidenze inquietanti, fino al finale imprevedibile.
Il passato è una bestia feroce ha dentro di sé due anime che convivono perfettamente: una è ovviamente la trama thriller, abbastanza ben congegnata, forse con qualche eccesso nel finale e con un ultimo capitolo che apre nuove avventure per Bruno. L’altra è la riflessione sulla generazione che era adolescente negli anni Ottanta, Monica sparisce nel 1982, la sera in cui l’Italia sta stracciando la Germania ai Mondiali di calcio e tra le righe sono citati cantanti e programmi tv. Una generazione che poi si è confrontata con un mondo sempre più precario e assurdo, che ha perso molte delle certezze che aveva in quelle lontane estati, che ha dovuto confrontarsi con una realtà che ha deluso e disilluso e che oggi, non più giovane, campa tra lavori non sempre entusiasmanti e problemi familiari e personali vari. Bruno, che ha perso i suoi sogni con la sua amica trent’anni prima, cerca di recuperare quel momento, di scoprire la verità per ritrovare quel se stesso, ma certe cose sono andate per sempre, come un amico morto di cancro, come una vicina di casa finita malissimo.
Chiunque ha più o meno l’età di Bruno ritroverà qualcosa di se stesso, si appassionerà alla sua ricerca e alla sua discesa agli inferi di qualcosa che non era immaginabile, ma soprattutto sentirà un groppo in gola pensando a quello che si pensava che potesse essere la vita e cosa è diventata. A tutto questo si aggiunga l’enigma e le ferite sempre aperte delle persone che spariscono nel nulla per non tornare mai più e non essere mai ritrovate né vive né morte, un qualcosa che destabilizza e inquieta chiunque rimanga.
Massimo Polidoro è crittore e giornalista ed è considerato uno dei maggiori esperti internazionali nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito. Conduttore e consulente scientifico di trasmissioni televisive di successo, ha scritto saggi come Enigmi e misteri della storia e di Rivelazioni. Ha fatto dell’indagine sui misteri la sua professione. IL passato è una bestia feroce è il suo primo libro di narrativa.
Source: libro del recensore.
Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.
Scopri di più da Liberi di scrivere
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Tag: Elena Romanello

16 luglio 2015 alle 13:06 |
[…] :: Il passato è una bestia feroce, Massimo Polidoro, (Piemme, 2015) a cura di Elena Romanello | Lib…. […]