:: Caligola Impero e follia, Franco Forte, (Mondadori, 2015) a cura di Laura M.

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3Se pensiamo che Io, Claudio di quel genio eclettico che era Robert Graves, uscì nel 1934 e ci presentò un Caligola fedele alla figura maledetta tramandata dai classici (pensiamo solo a Le Vite dei Cesari di Svetonio, e agli scritti di Dione Cassio), e che forse solo Camus dedicò a Caligola un’ opera teatrale, sempre condizionata da questa quasi indelebile damnatio memoria, non sono molte le opere letterarie dedicate o che anche trattano anche solo fuggevolmente la storia di questo sfortunato terzo imperatore della dinastia Giulio Claudia (morì a soli 29 ucciso da una congiura di pretoriani che portarono al potere lo zio Claudio) famoso forse più per aver fatto senatore il suo cavallo che per campagne militari, costruzioni di acquedotti o leggi o donazioni a favore degli strati più poveri della popolazione.
Ma dopo tutto aveva il suo bel daffare, come vedremo, per restare vivo, tra intrighi di corte, lotte di successione e vendette varie. In tempi più recenti giusto La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori dell’italiano Andrea Frediani ne ha parlato, ma anche qui è solo un personaggio tra i tanti descritti.
A sanare questa anomalia ci ha pensato Franco Forte con il suo Caligola Impero e follia, edito da Mondadori collana Omnibus Italiani, finalmente un’opera dedicata interamente a questo imperatore e narrata in terza persona ma dal suo punto di vista. Dandogli voce insomma e cercando di rendergli giustizia dopo tutti questi secoli, seguendo l’onda della storiografia ufficiale che sta cercando di scavare più a fondo analizzando le fonti (a dir vero poche, la damnatio memoria aveva anche questo inconveniente) con occhio critico soprattutto soppesando le reali motivazioni che spinsero Svetonio a descrivere Caligola come un pazzo sanguinario odiato da nobiltà e senato.
Un po’ come successe con i film western, all’inizio gli indiani erano brutti e cattivi poi si scoprì che qualche ragione ce l’avevano per cercare di difendersi dagli Yankee e che la loro cultura, lingua, religione aveva una dignità che andava rispettata e anche i film iniziarono a trattarli con sfaccettature più umane.
Si sa il romanzo storico è un ottimo veicolo di cultura e insegnamenti e se è messo in buone mani, e quelle di Forte lo sono, può dare vita a opere interessanti e anche storiograficamente accurate. E Forte ama scartabellare vecchi archivi, comparare documenti, aggiungendo poi alla narrazione quel tocco di fantasia che non guasta e invoglia alla lettura.
Ha inoltre uno stile di scrittura classico, apparentemente semplice (frutto di anni di studio, la semplicità non è mai semplice), privo di barocchismi, e questo è sicuramente il segreto che rende di facile lettura anche opere decisamente corpose e complesse.
Caligola Impero e follia è dunque un buon romanzo storico, ben strutturato, che copre una vasta parte della vita del personaggio, dall’infanzia alla morte.
Gaius Iulius Caesar Germanicus, soprannominato Caligola, (dai soldati di suo padre per l’uso fin da piccolo dei tipici calzari militari detti caliga), fu il più giovane di figli di Germanico e Agrippina Maggiore. Come risucì a sopravvivere alla sua famiglia è una storia avventurosa, che Forte ci narra con dovizia di particolari. Caligola sopravvive infatti ai suoi fratelli e all’amata (incestuosamente) sorella Drusilla, a suo padre, avvelenato quando lui ha sette anni, e a sua madre suicida in un’isola dove era stata confinata. Sopravvive per la sua astuzia, che o fa ascoltare tutti i corrotti di Roma quando è ancora ragazzino, e lo mette in guardia da tutte le cospirazioni che decimano la sua famiglia fino a essere eletto imperatore.
Sopravvive ad un avvelenamento e dopo aver visto morire avvelenata Drusilla capisce di non potersi più fidare di nessuno, e non potendo più nascondersi, (non è più un ragazzino che può passare in secondo piano) per sopravvivere utilizza metodi durissimi contro la nobiltà e il Senato e naturalmente fare questo a Roma è come firmare la propria condanna a morte.

Nato a Milano nel 1962, Franco Forte cura le collane da edicola Mondadori (Il Giallo Mondadori, Segretissimo, Urania) ed è considerato uno dei più importanti autori italiani di romanzi storici. Molti dei suoi romanzi sono stati pubblicati da Mondadori. Tra questi i due titoli della serie ‘Il romanzo di Roma’ Carthago (2009) e Roma in fiamme (2011), i gialli storici con protagonista il notaio criminale Niccolò Taverna Il segno dell’untore (2012) e Ira Domini ‘ Sangue sui Navigli (2014) e Gengis Khan ‘ Il figlio del Cielo (nuova edizione 2014). Ha inoltre lavorato per la televisione, come autore delle serie ‘Distretto di Polizia’ e ‘RIS: Delitti imperfetti’ e dei film TV ‘Giulio Cesare’ e ‘Gengis Khan’.

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