:: Un’ intervista con Homobruno, a cura di Diego Di Dio

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indexCiao Homobruno. Ho letto il tuo libro, “Basta poco”, e mi è piaciuto molto. Per questo ho deciso di farti qualche domanda. Iniziamo dal tuo pseudonimo: come mai Homobruno?

È un soprannome che mi hanno dato i miei amici: a volte sono molto istintivo.

Pubblichi sempre sotto pseudonimo o a volte usi il tuo nome vero?

No, solo pseudonimo. Credo nei nomi e nel loro valore. Ti ricordi Alinghi? Alinghi è il nome del canotto con cui Ernesto Bertarelli e sue sorella giocavano da piccoli al mare. Dopo quarant’anni hanno dato il nome alla barca che poi ha vinto la Coppa America. Spero di essere altrettanto fortunato.

Va bene, ora passiamo al tuo libro, “Basta poco” (Cavinato Editore, 2015). Dicci da cosa nasce l’idea di una storia così particolare.

Ci sono tante piccole cose che hanno contribuito a mettere su l’idea. Quella, forse, più importante è la strana circostanza che a volte, parlando con qualcuno, quando non riesce a dare spiegazione all’esito di quel colloquio, o di un rapporto uomo-donna, o di tante altre situazioni, allora queste vanno male. Invece noi sappiamo benissimo che ciò che serve affinché una situazione vada nel verso giusto, noi in fondo lo possediamo già. Basta poco.

E la struttura particolare del romanzo da cosa nasce? Si tratta, è vero, di un romanzo unitario, che però a tratti sembrerebbe dare l’idea di una raccolta di racconti…

Non credo dia l’idea di una raccolta di racconti. È un’unica storia vista da tre punti di vista differenti. Questi punti di vista a volte viaggiano paralleli, altre volte si intrecciano. La struttura serve a far luce su come le persone giudichino in maniera diversa quello che gli accade intorno.

Adesso parlaci un po’ della tua esperienza con la Cavinato Editore.

Mi sono rivolto a un editor, e insieme abbiamo corretto il libro. Alla fine lui lo ha proposto a varie case editrici e la Cavinato International ha deciso di pubblicarlo.

Cosa consigli a un autore esordiente per approdare a una pubblicazione seria e professionale?

Serve un’idea.

Dici che basta l’idea?

Quella deve esserci, e non parlo di vecchi ricordi che sono in soffitta o di storie personali condite da situazioni piccanti. Poi, certo, bisogna saper scrivere, ma lì ci si può lavorare, mentre se non hai un’idea…

Quali libri legge Homobruno e quali sono i suoi punti di riferimento letterari?

In questo momento sto leggendo tutti i libri che ha scritto Norman Mailer. Sono andato in fissa, e devo ammettere che questa full immersion non mi sta deludendo. Il mio podio aggiornati di libri è il seguente: al terzo posto Una cosa da nulla di Mark Haddon; secondo posto, L’informazione di Martin Amis; infine, al primo posto metto Gli inconsolabili di Ishiguro Kazuo. In generale, mi piacciono Proust, Balzac, Coupland, P.K. Dick, Roth, Auster e tanti altri.

Va bene, Bruno. Grazie mille per la chiacchierata e in bocca al lupo per “Basta poco”.

Grazie a te.

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