:: La primavera dei barbari, Jonas Lüscher, (Keller editore, 2015) a cura di Viviana Filippini

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Il resort turistico dal lusso estremo situato nell’ oasi di Shub in Tunisia è la scena del nuovo romanzo di Jonas Lüscher, La primavera dei barbari, pubblicato da Keller editore. Qui, in quello che sembra essere una sorta di rifugio pacifico lontano da ogni problema, si trovano personaggi che incarnano, con i loro caratteri, la più diversa umanità. Tra loro l’industriale Preising che in pochissimo tempo è diventato milionario grazie alla geniale – poi si vedrà se è proprio così- intraprendenza di Prodanovic, un suo dipendente di origine bosniaca. Accanto a lui lavorano, come bagnino, un noto ex campione di nuoto che odia l’acqua e un cuoco proveniente dalla Carinzia, conosciuto in tutto il mondo per la sua abilità ai fornelli. Tra i clienti ci sono una coppia di giovani broker inglesi che hanno deciso di celebrare il loro matrimonio in questo centro turistico così bello e prezioso da sembrare uscito da una fiaba de Le mille e una notte e al loro seguito c’è una bizzarra ciurma di invitati. Il clima di vita che caratterizza l’intera atmosfera del resort è consacrato al lusso, alle spese pazze e astronomiche compiute dai diversi personaggi presenti sulla scena, orami tutti pronti ed emozionati per il gran matrimonio. Poi, all’improvviso, l’aura di felicità si incrina nel momento in cui dalla Gran Bretagna arrivano le notizie, prima sporadiche, in seguito sempre più concrete e drammatiche, del grave crack economico che ha colpito il regno d’oltre Manica.  I personaggi “made in UK” prenderanno un poco alla volta coscienza di questo collasso e per loro sarà l’inizio di una completa trasformazione. Tanto per cominciare i gestori dell’albergo di lusso limiteranno al minimo necessario i servizi concessi agli ospiti anglosassoni, perché questi ultimi si ritroveranno non solo ad essere impossibilitati a pagare, ma scopriranno che l’accesso ai loro conti in banca sarà del tutto bloccato. L’unico per il quale non cambierà nulla è Preising, il ricco industriale, che non avendo nulla a che fare con la squattrinata massa di ospiti potrà godere ancor dei suoi privilegi. L’uomo sarà colpito da una profonda amarezza perché assisterà, come noi lettori, alla totale perdita di razionalità della coppia di broker e dei loro amici. Il gruppo, nel momento in cui si troverà privato di ogni ricchezza e certezza, darà il via ad una escalation di brutali azioni che dimostreranno come in ogni cuore umano si annidi una bestia nera pronta ad uscire all’improvviso. Ci saranno tradimenti, gesti di violenza e brutale vandalismo contro qualsiasi cosa e persona, atti di sfruttamento minorile, fino al limite estremo, quando il gruppo di amici, che ormai hanno perso la ragione, arriverà a compiere omicidi senza senso. Lo svizzero Jonas Lüscher con La primavera dei barbari crea un romanzo piacevole, dal ritmo incalzante, che però allo stesso tempo si pone come una pungente satira nei confronti della società dei nostri tempi, dove i protagonisti vivono nell’ordine e nel rispetto di ciò che li circonda fino a quando hanno la consapevolezza di una stabilità economica. Nel momento in cui l’economia e la finanza nella quale sono radicati vacillerà in modo catastrofico, il gruppo non avrà più appigli e sicurezze e tirerà fuori quell’istinto primordiale e primitivo che mi ha ricordato il germe oscuro presente nei diversi personaggi letterari di Cuore di tenebra di Joseph Conrad. La primavera dei barbari Jonas Lüscher analizza un mondo contemporaneo non molto diverso dal nostro, nel quale il dissesto economico è una conseguenza  – più o meno consapevole- dell’agire non sempre giusto ed adeguato del genere umano. Traduzione di Roberta Gado.

Jonas Lüscher è nato in Svizzera nel 1976. Dopo essersi formato come insegnante di scuola primaria a Berna, ha lavorato per anni nell’industria cinematografica tedesca e studiato Filosofia a Monaco di Baviera. La primavera dei barbari è il suo primo romanzo.

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