:: Mediorientarsi: Sette Luoghi, Youssef Ziedan (Ed. Neri Pozza, 2015) a cura di Matilde Zubani

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sette_luoghi_02Questo è il terzo libro di Youssef Ziedan che l’editrice Neri Pozza propone ai lettori italiani. Pubblicato nel 2013 in Egitto col titolo originale di Mihal, viene poi tradotto direttamente dall’arabo da D. Mascitelli e L. Declich.

“Sette luoghi” è un romanzo che potremmo idealmente dividere in due parti. La prima parte è ambientata nello scenario splendido dell’Egitto classico, tra Assuan, Luxor e Alessandria. E’ in questi luoghi che il protagonista trascorre la giovinezza. Si tratta di un ragazzo di origini arabe, con padre sudanese e madre egiziana, studente di scienze sociali all’università, che trascorre le estati lavorando come guida turistica. L’autore ci delizia con idilliache descrizioni di meraviglie archeologiche e naturali che scorrono sotto gli occhi del ragazzo, le cui giornate sono scandite dai sogni più romantici e dalla recitazione di orazioni e versetti coranici, regalando al lettore occidentale un ritratto mistico del bravo musulmano. Unica stranezza in questo quadretto altrimenti perfetto, è la comparsa, sullo sfondo, di uno shaikh saudita il cui nome suonerà a molti familiare: Osama bin Laden.
Questo personaggio anticipa il tenore della seconda parte, in cui la storia del singolo si intreccia, in mondo quasi surreale, con la Storia. Il nostro giovane viene mandato dalla famiglia a lavorare negli Emirati Arabi. Da qui si sposterà in Uzbekistan, dove le sue vicissitudini personali lo portano a conoscere la complicata storia dell’Afghanistan di Ahmad Shah Mas’ud e del Mulla Muhammad Omar. La distruzione dei Buddha di Bamiyan, l’attacco alle Torri Gemelle; fatti tragici si susseguono come un fiume impetuoso e incontrollabile, conducendo il protagonista ad accettare un lavoro come reporter di guerra per Al-Jazeera: la sua prima destinazione sarà l’Afghanistan e la sua ultima sarà, incredibilmente, Guantanamo.
In genere non mi piace, quando recensisco un libro, soffermarmi troppo sulla trama svelandone l’impalcatura, ma questa volta non ho potuto evitarlo. Il romanzo scorre veloce, la lingua utilizzata è semplice, chiara e incalzante, ma la direzione della narrazione è sfuggente, piuttosto contraddittoria, al punto da risultare inverosimile. Forse l’autore ha voluto farci toccare con mano l’imprevedibilità della vita e l’impossibilità di sfuggire o contrastare gli eventi scritti dal destino; per fare questo però non ha rinunciato a nulla: romanticismo e lirismo uniti alla politica e a controversi scenari di attualità riservano qualche caduta di stile nella parte finale.

Youssef Ziedan (1958) è uno studioso egiziano specializzato in studi arabi e islamistica. Attualmente dirige il Centro dei manoscritti e il Museo affiliato alla Biblioteca d’Alessandria. E’ professore universitario di filosofia islamica e ha curato numerose pubblicazioni accademiche note a livello internazionale. Neri Pozza ha pubblicato i romanzi Azazel (2010) e Nabateo lo scriba (2011).

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