:: Se ti chiami Mohamed, Jérôme Ruillier, (Il Sirente, 2015)

96front-cover Sono tanti i Mohamed d’Europa (termine di massima usato, non necessariamente in modo dispregiativo, per il maschile simile a Fatma con la stessa funzione per definire la donna araba) che vivono a Parigi, Berlino, Londra, e in una miriade di altri paesini, anche sperduti, nei quattro angoli dell’Europa. Le loro storie, per lo meno le storie delle loro famiglie di origine, per molti versi si somigliano, per altre sono uniche.

In questo graphic novel Se ti chiami Mohamed (Les Mohamed, Sarbacane, 2011), edito in Italia con il patrocinio di Amnesty International Italia da Il Sirente, nella collana Altriarabi migrante diretta da Chiarastella Campanelli, l’autore Jerome Ruillier, basandosi sul reportage giornalistico (tre documentari di 52’ realizzati nel 1997) Mémoires d’immigrés[1], della francese di origine algerine Yamina Benguigui, (Trois ans d’enquête, six mois de tournage et neuf de montage furent nécessaires à Yamina Benguigui pour réaliser Mémoires d’immigrés. L’héritage maghrébin , un documentaire en trois volets « Les pères », « Les mères », « Les enfants » – associant témoignages, images d’archives (CNDP, Pathé, INA) et images personnelles[2].) raccogliendo le testimonianze di padri, madri, figli ci narra in immagini (a tratti buffe) le storie dell’immigrazione maghrebina in Francia dagli anni Cinquanta a oggi, con ironia, rispetto, disincanto e una patina di amarezza, che non degenera mai, si insinua nel lettore aiutandolo a comprendere, a provare empatia per i protagonisti di questa storia d’Europa, per molti versi poco conosciuta.

105 Le storie narrate con leggerezza e, concedetemelo, poesia, sono storie di dolore, di sradicamento, di solitudine, di ingiustizia, di esclusione, di razzismo, ma nello stesso tempo di speranza, di amore, di integrazione, di ricerca d’identità, di vincoli familiari mantenuti non ostante la lontananza, di fiducia nel futuro ed è bello farne parte anche solo da lettore, da osservatore esterno. Anche noi italiani abbiamo nelle nostre famiglie storie di migrazioni, in Belgio, Germania, America, e simili esperienze ci accomunano molto più che dividerci, richiamando le stesse emozioni, le stesse vicessituidini le stesse ingiuste privazioni in cerca di riscatto. Leggendo questo graphic novel si prova porprio questo, un senso di comunione e di conoscenza dell’altro che ce lo fa apparire meno oscuro, minaccioso o anche solo altro. Mohamed-WWB-R-12 E così veniamo a sapere dell’orgoglio di Ahmed per la conquista, nel 1996, della medaglia d’oro olimpica di judo ad Atlanta nella caregoria 78 chili del figlio (Attento devi fare meglio degli altri perchè in caso di parità non passerai tu); degli scarafaggi sulla scatola di zucchero negli alloggi per celibi della Sonacotra; della riconoscenza di Zorah e Radia per la famiglia ebrea che sulla nave che le portava in Francia non le ha fatte morire di fame dandogli del pollo, del merkoda e un po’ di laktes, o del piccolo Mounsi che di Parigi sognava le luci della Tour Eiffel, e di colpo si trova in una baraccopoli. Mi ritrovo nella bidonville di rue de la Folie a Nanterre! Scopro un campo abbandonato circondato di reti, un’accozzaglia di baracche fatte di tegole, assi, casse, tetti tenuti assieme con gli pneumatici. E ovunque fango denso, vischioso, nauseabondo, in cui le scarpe restano incollate, ratti che corrono dappertutto, talmente affamasti che mi dicono si mangiano anche i gatti, bambini che giocano nell’ammasso di spazatura della discarica pubblica, proprio accanto alla bidonville.

Non sono sempre storie a lieto fine: si parla di aids, di droga, di carcere, di donne che non ostante i corsi di alfabetizzazione non impareranno mai a leggere e a scrivere, di donne picchiate dai padri, o dai mariti, di donne a cui è vietato leggere, ma stranamente non è mai la tristezza a prevalere, anzi una sorta di allegria sommessa e senza illusioni, ma proiettata verso il futuro, che sia il ritorno al proprio paese, o l’integrazione nel paese d’adozione. Un libro per conoscere in modo immediato e divertente la storia di tanti ragazzi d’ Europa, dai nomi esotici che ormai fanno parte a tutti gli effetti del colorato e multientico mondo che ci circonda. Da leggere nelle scuole, ma non solo, anche da regalare ai propri figli.

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Jérome Ruillier, nato nel 1966 in Madagascar, ha compiuto gli studi presso l’Institut d’Arts Décoratifs di Strasburgo. Ha scritto e illustrato molti libri per ragazzi. Pubblicato nel 2011 Les Mohamed è il suo secondo fumetto dopo Le coeur-enclume (2009), entrambi pubblicati da Sabarcane. Con Les Mohamed, Ruillier ha ottenuto nel 2012 il dBD Award per il miglior fumetto reportage.

[1] Memoirs de immigres http://www.yaminabenguigui.fr/dossiers/les-documentaires.html [2] Mémoires d’immigrés. L’héritage maghrébin de Yamina Benguigui. De l’ethos biographique aux hors sujets de la reception Béatrice FLEURY Université de Nancy https://uottawa.scholarsportal.info/ojs/index.php/revue-analyses/article/view/696/597

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