:: Incontri con i docenti: prof. ssa Carla Magnani, docente di lettere nella Scuola Secondaria di Primo Grado Benedetto da Norcia di Rodengo Saiano.

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scuola secondariaLa gente non legge, i giovani preferiscono passare il loro tempo utilizzando smartphone, videogiochi, ascoltando musica, andando al cinema, che leggendo libri. L’editoria è in crisi. Stavo pensando: perchè oltre a scrittori, editori, traduttori, editor, non intervistare docenti di lettere? Sono o non sono il tassello fondamentale su cui costruire, sul quale si poggia l’educazione dei lettori di oggi e di domani? La prima docente di lettere che ha aderito a questa mia richiesta è la professoressa Carla Magnani, docente di lettere, nella Scuola Secondaria di Primo Grado Benedetto da Norcia di Rodengo Saiano (Brescia). Ecco l’intervista:

Buongiorno professoressa Magnani, e grazie di aver accettato questa intervista. E’ docente di lettere nella Scuola Secondaria di Primo Grado (la vecchia scuola media) Benedetto da Norcia di Rodengo Saiano. Ci parli del suo ciclo di studi, come si è avvicinata all’insegnamento?

Ho alle spalle un percorso anomalo, avendo esercitato per molti anni la libera professione in altro settore. Ho iniziato a insegnare quando mi sono trasferita in Lombardia (25 anni fa), in istituti tecnici e professionali per poi passare, nel 2000, alla Secondaria di primo grado. Questa scelta è nata dal bisogno di avvicinarmi al mondo giovanile, avendo allora una figlia di nove anni e reputandolo uno strumento efficace per seguire le varie dinamiche che caratterizzano la pre-adolescenza.

Come nasce secondo lei l’amore per i libri? Come è nato il suo?

Una componente che reputo essenziale è il contatto anche fisico che il bambino dovrebbe avere con i libri fin dai primi anni di vita. Toccarli, manipolarli, li rendono familiari e diventano utili a fornire risposte ai mille perché tipici di quell’età. Riguardo al mio amore per i libri non so dire quando sia iniziato, certo molto presto, ed è cresciuto con me.

Nella fascia di età dei suoi studenti (1114 anni), quali sono i libri che considera indispensabili, quelli fondanti?

Quelli che non si limitano a divertire, a far sognare, ma hanno anche il pregio di far riflettere.

Quali sono i principali nemici che allontanano i giovani dai libri?

Crescere in un ambiente dove la lettura è bandita, l’imposizione di alcuni titoli che sono lontani agli interessi dei ragazzi e una certa loro pigrizia ad avvicinarsi ad un mondo che sentono distante.

Durante le sue lezioni, leggete ad alta voce testi classici?

Sì, naturalmente solo delle parti. Impossibile dedicarsi totalmente a un’opera; cerco di dare una visione globale della storia della letteratura attraverso i suoi autori più significativi.

La gente non legge, l’editoria è in crisi. Oltre a lamentarsi e strapparsi le vesti, non vedo grandi iniziative. Tutto ciò è quasi considerato un male inevitabile, un segno dei tempi. Perché non sostenere la scuola, l’educazione? Da docente, avendo un fondo da destinare a incrementare la lettura, cosa farebbe?

La mia scuola, nelle classi prime, è da anni che promuove un torneo di lettura con lo scopo di avvicinare anche gli studenti più restii a leggere. Sotto forma di gara, tutti si sentono più motivati e, devo dire, che per alcuni, otteniamo risultati soddisfacenti.

Che consigli darebbe ai suoi colleghi, che volessero avere un approccio meno istituzionale, e più teso a dare una sorta di autonomia agli studenti? Per esperienza i libri imposti dai programmi di studio, li ho sempre letti quasi con disagio, mentre se scelti da me acquistavano molto più interesse.

Personalmente tengo conto degli interessi degli alunni e li oriento solo verso il genere letterario che preferiscono. Lascio a loro la libertà di scelta del titolo, aiutata anche dall’ottimo servizio fatto dalla Biblioteca Comunale, nell’indirizzarli.

Il progresso tecnologico, più che un ostacolo può essere un alleato. Oltre ai libri cartacei, stanno diffondendosi i libri digitali, aperti a numerosi contenuti interattivi. Immagini, suoni, link possono rendere la lettura dell’Odissea altrettanto appassionante che un video gioco (se non di più). Cosa ne pensa? preferisce il libro tradizionale, o è favorevole anche agli ebook? Gli studenti con meno possibilità economiche come possono accostarsi a questi mezzi tecnologici?

Pur avendo il lettore di ebook continuo a comprare e leggere libri cartacei. La mia esperienza mi porta a ritenere che gli alunni, ad un ebook, preferiscano ancora il libro tradizionale, magari sostituito da un DVD.

Per concludere, cosa si auspica per il futuro?

Qualunque sia il supporto su cui leggere, l’importante è farlo fino ad arrivare a scoprirne la magia.

Grazie della disponibilità.

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