:: Numero Zero, Umberto Eco (Bompiani, 2015) a cura di Federica Spinelli

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ecoQuesta è la mia prima volta con Eco romanziere. Come scrittore e come saggista io penso sia una delle migliori penne di sempre. La sua scrittura così precisa, varia e strutturata è capace di rendere accessibile a chiunque anche la materia più oscura. Ma come dicevo questa è la mia prima volta con Eco romanziere. Mi accingo quindi a parlare per la prima volta di uno scrittore che per me è un Mostro Sacro.
Il romanzo narra la storia di una redazione incaricata di preparare il numero zero di un fantomatico giornale, “Domani”,  per ordine di un’eminenza grigia, il Commendatore, personaggio di dubbia coscienza, che per pestare i piedi ai salotti della Milano bene e ai politici decide di mettere in piedi questo giornalaccio fatto di false notizie e articoli gonfiati. I personaggi non sono eroi, ma nella maggior parte dei casi gente che tira a campare ai margini del grande giornalismo con profiletti da ultima pagina. L’ambientazione è quella della Milano di inizio anni Novanta, poco prima dei grandi processi che buttarono all’aria il capoluogo lombardo. In questa città cupa e un po’ sbavata si srotola la storia dei protagonisti del romanzo, i giornalisti della redazione.
Il complottismo palesemente ironico è l’ingrediente principale di questo romanzo, insieme alla dettagliata ricostruzione storica degli eventi, alla conoscenza dell’ambiente letterario e giornalistico di cui l’autore ha per tanto tempo fatto parte. Si evidenzia una fortissima componente didascalica in quelle parti del romanzo occupate da excursus sul giornalismo, sulla ricostruzione dei quartieri e della storia di Milano e nelle inchieste condotte dai giornalisti.
Una gigantesca presa in giro di un modo fare giornalismo, di un modo di affrontare la realtà che negli ultimi anni ha sporcato il giornalismo di cronaca con il gusto per il pettegolezzo o il dato morboso. Questo stile di  scrittura, su consiglio e ordine di Simei, un professore in contatto con il Commendatore nonché capo del progetto, diventa il modus operandi per la redazioncina del “Domani”. Questo personaggio, viscido e senza scrupoli, consapevole dell’inutilità del lavoro della redazione e intenzionato a lucrare il più possibile su quanto avviene: assolda il protagonista, Colonna, per fargli da ghost writer e raccontare con toni trionfalistici e nobili la storia del numero zero di “Domani”. Simei, in qualità di caporedattore nelle riunioni affronta sistematicamente tutti gli argomenti del buon giornalismo stravolgendoli e insegnando come trasformare un pettegolezzo in una incontrovertibile verità da dare in pasto agli immaginari lettori, volgari e ignoranti. Unica nota romantica è la storia d’amore tra Maia, ingenua giornalista di cronaca rosa che capitata nella redazione di “Domani” in cerca di un riscatto professionale, e Colonna.
Il romanziere lascia spesso il posto allo storico nelle pagine del romanzo, il che non guasterebbe se non fosse che in certi momenti si ha l’impressione di uscire dalla cornice narrativa per ritrovarsi tra i banchi di scuola. L’intera impalcatura del romanzo risente talvolta di questi momenti a svantaggio della trama che si sfuma in alcuni passaggi. Ma come dicevo prima, è la mia prima volta con Eco romanziere e si sa che le prime volte non sono mai un granché. Ricomincerò da Il nome della rosa, Professore. Perdonami.

Umberto Eco nasce ad Alessandria (Piemonte) il 5 gennaio 1932. Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. A ventidue anni si è laureato all’Università di Torino con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d’Aquino. Noto per le brillanti inchieste sulla cultura di consumo (Diario minimo, 1963; Il superuomo di massa, 1976; Sette anni di desiderio, 1983; Il secondo diario minimo, 1992), ha ottenuto un successo mondiale con il romanzo Il nome della rosa (Bompiani, 1980, premio Strega), thriller gotico d’ambientazione medievale e conventuale che sviluppa, con lucido razionalismo, la fitta trama di un dibattito ideologico. Tra i suoi ultimi libri: il romanzo Il cimitero di Praga (2010), la raccolta di saggi Costruire il nemico (2011), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013) e Numero Zero (2015).
Umberto Eco è stato uno dei favoriti per l’assegnazione del premio Nobel per la Letteraura. (dall’Enciclopedia della Letteratura Garzanti)

 

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