:: Liberi junior – Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry , (Beat edizioni, 2015) a cura di Viviana Filippini

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Piccolo PrincipeIl piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry è uno dei libri per bambini – adatto anche agli adulti-, più conosciuti al mondo e non a caso è stato tradotto in più di duecento lingue e dialetti, tra cui l’Esperanto. Nonostante questa sua fama, l’ho letto – e me ne pento – per la prima volta solo qualche anno fa. La mia prima conoscenza del Piccolo principe è avvenuta attraverso un cartone animato che facevano in TV negli anni ’80, del quale ricordo l’immagine di questo ragazzino biondo, che viveva sul suo pianeta con una rosa parlante. Solo anni dopo, ho scoperto che quel cartoon era ispirato al libro dello scrittore di Lione, pubblicato per la prima volta il 6 aprile del 1943, in inglese, dall’editore Reynal & Hitchcock di New York. La storia è semplice e affascinate, perché narra l’incontro tra un pilota di aerei, precipitato nel deserto del Sahara, e un bambino che come prima cosa gli chiede di disegnargli una pecora. Il pilota, nel quale non è difficile, identificare l’autore stesso, rimane un po’ stranito dalle richieste e dalle cose che quello strambo ragazzino gli chiede. Solo ascoltandolo, l’adulto capirà che quel bambino ha in sé un’avventurosa storia da raccontare. Il Piccolo principe comincia a dire di sé, narrando che viene da un asteroide dove vive con rosa vanitosa che lui accudisce. Il ragazzino prosegue il suo racconto descrivendo i viaggi che ha fatto, prima di arrivare sulla Terra, partendo dall’asteroide 325 al 330. Queste esperienze gli hanno fatto scoprire che i grandi sono persone davvero molto strane. Il Piccolo Principe non venne solo scritto, ma anche illustrato da Antoine de Saint-Exupéry  e ciò che mi stupisce di questo libro, ogni volta che lo rileggo, sono la spontaneità insita nel piccolo protagonista e la sua capacità di stupirsi davanti alle piccole cose quotidiane. Lo sguardo puro e innocente del ragazzino venuto sulla terra da un altro pianeta, mi fa pensare a quella “parte bambina” che molte persone perdono, assieme alla capacità di provare meraviglia per gli eventi del viver quotidiano, quando diventano adulti. Forse al Piccolo Principe i grandi incontrati (un vecchio re solitario che si crede onnipotente e che cerca di farlo suo ministro per essere sempre ascoltato; un uomo d’affari che passa i giorni a contare le stelle credendo che siano sue; o un geografo seduto alla sua scrivania che ha idea di come sia fatto il suo pianeta) sembrano strani, poiché seguono un comportamento che non ha più la spontaneità tipica della fanciullezza, perché trasformato dalle prove della vita. Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry è sì un libro per bambini, ma ha in sé una natura filosofica che riflette su tematiche eterne della condizione dell’uomo come la solitudine, il significato dell’amore e dell’amicizia. Un pensare che invita tutti i lettori – grandi o piccini che siano – a cercare il senso della vita e a mantenere viva, anche da grandi, la stessa capacità di meravigliarsi per le piccole cose, tipica del Piccolo Principe venuto dall’asteroide B 612.

Traduzione integrale dal francese di Giuliano Corà, condotta sulla base dell’edizione originale dell’opera.

Antoine de Saint-Exupéry nacque a Lione nel 1900 e morì il 31 luglio 1944 a bordo del suo aereo, abbattuto da un caccia tedesco al largo della costa marsigliese. Scrisse numerose opere sul mondo dei primi voli aerei, tra i quali Volo di notteTerra degli uomini e L’aviatore. Compose Il Piccolo Principe negli Stati Uniti e lo dedicò al bambino che fu Léon Werth, suo grande amico. Nel 1946, a guerra finita, Gallimard diede alle stampe l’edizione francese dell’opera. Saint-Exupéry non ebbe dunque il tempo di vederla pubblicata in patria né di assistere al suo strabiliante successo dell’opera che ha venduto 150 milioni di copie.

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