:: Il palazzo d’inverno, Eva Stachniak, (Beat edizioni, 2014) a cura di Elena Romanello

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eva palazzo d'invernoIl Settecento, secolo affascinante, diviso tra Ancien Régime e aneliti di libertà, rivive in uno dei suoi Paesi più controversi e romanzeschi, la Russia dell’avvento di Caterina II, nelle pagine de Il palazzo d’inverno di Eva Stachniak, romanzo storico insolito e originale, appassionante senza scadere in banalità e stereotipi.
L’ascesa al potere della principessa tedesca Sophia Anhalt-Zerbst, sposa infelice di Pietro, nipote di Elisabetta Petrovna, diventata zarina di tutte le Russie con un colpo di stato, viene raccontata dal dietro le quinte, attraverso il personaggio di Varvara Nikolaevna, ragazza entrata al servizio di Elisabetta come protetta, una di quelle giovani, per lo più orfane e comunque povere, che svolgevano ufficialmente attività di cameriere, serve e cucitrici, ma che potevano diventare spie al soldo dei potenti, sentendo e sapendo tutto sulla persona che dovevano tenere d’occhio.
Varvara si vede destinata a spiare Sophia, la futura Caterina, ma tra le due giovani donne, entrambe imprigionate in un matrimonio che non ha scelto, nascerà complicità e alla fine la servetta sarà una delle più preziose alleate della futura sovrana nella sua ascesa, tra amanti, intrighi, figli illegittimi, complotti, attentati, fino a trovare anni dopo un suo equilibrio lontano dagli intrighi, con una nuova possibilità di vita libera da impegni e assilli.
Continua una tendenza degli ultimi anni, presente in questi mesi nelle librerie anche con Longbourn House di Jo Baker, senza dimenticare il serial cult Downton Abbey, e cioè di raccontare le storie dal punto di vista di chi era meno favorito, la servitù che per decenni, in libri e film, era solo una comparsa nelle vicende di principesse e favorite. Il palazzo d’inverno immerge in una corte complessa e crudele, in uno dei suoi momenti più appassionanti, raccontando fatti documentati attraverso un personaggio forse romanzesco ma basato su figure realmente esistite, in tutte le corti, che conoscevano tutti i segreti, anche i più imbarazzanti e scabrosi, da vizi ad amanti passando per aborti e problemi di salute, dei sovrani e nobili di cui erano al servizio.
Tra l’altro, non sono poi tantissimi i romanzi storici sull’epoca di Caterina II, che fu interpretata sullo schermo in tempi diversi da Marlene Dietrich, Jeanne Moreau, Julia Ormond e Catherine Zeta Jones, e che in libreria è stata protagonista essenzialmente con una monumentale biografia di Henry Troyat. Un motivo in più per non perdere questo romanzo se si ama l’epoca, e un altro punto di interesse della storia è di essere comunque lontana dai simpatici ma un po’ datati feuilleton di cappa e spada, presentando un’eroina arguta e realistica, non una wonderwoman guerriera o amante insaziabile, un archetipo divertente ma ormai un po’ superato.
Il titolo allude al principale palazzo della corte russa a San Pietroburgo, ancora oggi meta di visitatori: e viene voglia di andarci, per cercare tra le sale e i corridoi l’eco delle tante Varvare, amiche o nemiche implacabili dei potenti, che su di loro sapevano tutto e sui quali avevano in fondo un potere immenso.

Eva Stachniak è nata in Polonia. Laureata in Letteratura inglese alla McGill University di Montréal, ha insegnato inglese presso l’università di Breslavia, in Polonia, e allo Sheridan College di Toronto, Canada. Ha esordito nel 2000 con il romanzo, Necessary Lies, premiato come miglior opera prima dell’anno.

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