:: L’ostinato scorrere del tempo, Justin Go, (Einaudi, 2014) a cura di Elena Romanello

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einaudi_go21481graTristan Campbell, uno studente californiano di oggi, segnato dalla morte prematura di cancro della mamma, riceve una lettera di uno studio legale londinese che gli comunica che forse è l’erede di un’immensa fortuna, frutto di un lascito di un ricco rampollo dell’aristocrazia britannica, Ashley Walsingham, eroe della Grande Guerra morto nel 1924 durante la prima, sfortunata spedizione europea sull’Everest, che lasciò i soldi al suo amore di cui non aveva più notizie, la ribelle e volitiva Imogen Soames-Andersson, forse la bisnonna del ragazzo da parte di madre.
L’ostinato scorrere del tempo, romanzo d’esordio di Justin Go, racconta due storie in parallelo, il grande amore tra Ashley e Imogen nei primi decenni del Novecento con sullo sfondo quella guerra di cui quest’anno si celebra il centenario, e la ricerca di Tristan di oggi, tra vari Paesi europei dove le tracce sembrano sbiadire ma dove forse troverà qualcos’altro. Ci sono due piani narrativi, quindi, da un lato una storia letteraria di gran fascino, raccontata al passato remoto e in terza persona nella parte ambientata un secolo fa, e in prima persona e al presente nei capitoli di oggi, non sappiamo se ispirati a qualcosa di vero per l’autore o persone a lui vicine.
Un libro interessante, che parla di fatti storici su cui forse non si sa abbastanza, dalla battaglia della Somme alle spedizioni in montagna, passando per la condizione della donna al principio del Novecento e la vita degli artisti, ma anche del mondo di oggi, così frenetico e dove forse può diventare importante cercare le proprie radici, da dove si viene, chi erano e cosa facevano i propri antenati, perché alla fine è questo che importa a Tristan.
Romanzo storico, storia d’amore appassionante, non scontata e mai volgare, ricerca di un senso della vita oggi: L’ostinato scorrere del tempo è tutto questo, un libro che avvince tra l’ieri e l’oggi, tra un mondo che non esiste più e una vita di oggi in cui quei ricordi, relativi a persone che non si sono conosciute e che per ovvi motivi non si conosceranno mai, possono dare un senso all’esistenza oltre al miraggio di un’eredità. Non è la prima volta che in un romanzo si parla di generazioni diverse e di ricerca del passato, ma Justin Go riesce a farlo in maniera particolarmente interessante, e a fare affezionare ai suoi personaggi, ai due amanti di quel passato ormai lontano ma ancora vivi attraverso i documenti e le tracce che Tristan raccoglie, e all’eroe per caso di un presente in tante città e luoghi più o meno iconici, in una ricerca di sé che gioca tra thriller e nostalgia, con un finale a sorpresa.
Come Tristan, Justin Go è californiano, ha studiato tra il Berkley College e l’University of London e sta lavorando ad un nuovo romanzo, che chi ha letto questo non può non vedere l’ora di leggerlo ma che per ora resta top secret. Traduzione di Carla Palmieri.

Justin Go è nato a Los Angeles, ha studiato storia a Berkeley e letteratura allo University College di Londra. Ha vissuto a Tokyo, Stoccolma, Parigi. Nel 2008, a ventisette anni, ha lasciato il lavoro e si è trasferito a Berlino per scrivere il suo primo romanzo, L’ostinato scorrere del tempo (The Steady Running of the Hour), tradotto in oltre venti lingue e pubblicato nel 2014 da Einaudi Stile Libero.

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