:: L’angelo dell’oblio, Maja Haderlap, (Keller, 2014) a cura di Viviana Filippini

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angelo dell'oblioL’angelo dell’oblio, vincitore del prestigioso premio Ingeborg-Bachmann-Preis ricevuto nel 2011 è il primo romanzo della scrittrice Maja Haderlap. I protagonisti effettivi di queste pagine, oltre ai personaggi che si alternano nella scena narrativa, sono i tanti ricordi che emergono pagina dopo pagina durante lo svolgersi della trama. Chi racconta- e non è difficile identificare nella voce narrate un alter ego dell’autrice stessa – ascolta con attenzione dalla voce della nonna i pezzi di vita passata, il tutto protetta dal caldo profumato della vecchia stube (tipica baita di montagna). Non mancano le storie dei vari compaesani della narratrice che, dalle trattorie di paese dove fumo, cibo e vino si mescolano, fanno emergere i tanti ricordi legati al dolore, alla sofferenza e alla lotta partigiana. Sono frammenti di vita, di sentimenti incompresi nei quali la deportazione nei lager e la lotta per la tutela della propria autonomia e identità aleggiano in ogni pagina. L’angelo dell’oblio racconta la storia di un popolo e allo stesso tempo la vicenda della famiglia della narratrice, nella quale emerge il difficile rapporto tra i genitori della protagonista, caratterizzato da continue e reciproche incomprensioni delle parti o, il non detto sulla detenzione carceraria e sull’azione di lotta per la propria autonomia attuata da amici e parenti della famiglia di appartenenza della giovane protagonista. Le scene di vita quotidiana nelle quali chi racconta è la voce narrante bambina sono un insieme di usi e costumi di una terra e di un tempo ormai passati e racchiusi nella sola mente di chi li ha vissuti e conosciuti sulla propria pelle. Altro aspetto interessante è il fatto che la protagonista decida di studiare teatro e di scrivere prima poesie, poi testi narrativi, per mettere nelle sue storie la lingua, la cultura e il mondo dal quale proviene (un piccolo centro della Carinzia tra Austria e Slovenia) nel quale è cresciuta nel tentativo di evitare che il tutto vada dimenticato. Il romanzo della Hederlap ha un forte sapore autobiografico nel quale si percepisce la necessità della scrittrice di mantenere vivo il proprio passato mettendo su carta i racconti e le storie che ha ascoltato da piccola, ma anche da giovane donna. Uno dei tanti intenti del libro è quello di ricordare le persone che la narratrice-autrice ha conosciuto e che sono entrate a fare parete della sua vita. L’angelo dell’oblio della Haderlap cerca di far capire quanto sia importante l’atto di raccontare, quanto valga il culto della memoria di ciò che è accaduto ad una famiglia (la sua, come tante altre) e a un popolo, perché tra queste pagine oltre ai forti legami di sangue e amore, aleggia anche l’ardita battaglia compiuta delle umili genti della Carinzia per la tutela della propria identità culturale e linguistica. Traduzione Franco Filice.

Maja Haderlap è nata nel 1961 a Eisenkappel/Železna Kapla in Austria, in una famiglia appartenente alla comunità di lingua slovena della Carinzia. Dopo gli studi teatrali, dal 1992 al 2007 ha lavorato come drammaturga allo Stadttheater di Klagenfurt, città in cui vive oggi. Ha pubblicato diversi volumi di poesie sia in tedesco che in sloveno. Con L’angelo dell’oblio, suo primo romanzo ha vinto nel 2011 il prestigioso premio Ingeborg Bachmann, riscuotendo immediatamente  un caloroso consenso di critica e di pubblico.


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