:: Phobia, Wulf Dorn, (Corbaccio, 2014)

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phobiaLetto in bozze in anteprima questa estate, Phobia (Phobia, 2013), ultimo romanzo di Wulf Dorn, edito in Germania con Heyne Verlag, del gruppo Random House  e in uscita per in Italia con Corbaccio nella collana Top Thriller la prossima settimana, per la precisione l’11 settembre, tradotto dal tedesco da Leonella Basiglini, è un classico psichothriller alla Wulf Dorn, caratterizzato da forte tensione psicologica, una spruzzata di horror, (pensate solo al sogno in cui Mark vede la compagna morta in stato di decomposizione, o anche solo il volto deturpato dalle cicatrici del villain della situazione che compare all’improvviso dal buio, solo per fare un esempio) personaggi solidi e sfaccettati e buone ambientazioni, questa volta dislocate tra Londra e Francoforte.
Ritroviamo Mark Behrendt, personaggio già visto ne La psichiatra (ricordate lo psichiatra che aiutava Ellen Roth a far luce sulla scomparsa della paziente della camera numero 7) in questo romanzo provato dalla tragica morte della compagna, quasi alcolizzato, sospeso dalla professione, insomma in condizioni estreme e pur tuttavia l’unico che si decide ad aiutare Sarah Bridgewater, protagonista assieme al figlio Harvey e al marito Stephen di Phobia.
Dunque tutto ha inizio una notte nel quartiere londinese di Forest Hill. Sarah è sola in casa, una di quelle eleganti villette unifamiliari che sorgono nella periferia residenziale, con suo figlio, un bambino di 7 anni, sente dei rumori in cucina e si trova davanti uno sconosciuto, con i vestiti di suo marito, l’auto di suo marito, la borsa di suo marito, che dice di essere suo marito e conosce particolari della sua vita che solo suo marito potrebbe conoscere. Ma l’uomo non è suo marito. Sarah lo avverte chiaramente non ostante il suo volto sia deturpato da orribili cicatrici. Chi è? Cosa vuole dalla sua famiglia? E soprattutto dov’è Stephen?
Come è apparso, l’uomo scompare e la polizia avvisata sembra guardarla come una mitomane. Suo marito per loro sta bene, è in viaggio d’affari e presto tornerà a casa. Convinzioni confermate da una telefonata rassicurante alle forze dell’ordine da questo fantomatico “sconosciuto” a cui tutti sembrano credere. Ma Sarah avverte che quell’uomo è un pericolo, per lei, per suo figlio e soprattutto per Stephen molto probabilmente prigioniero nelle sue mani.
In una storia dove tutti nascondono qualcosa, dove nessuno è limpido come apparentemente può sembrare, compreso Stephen, il lettore si troverà ad assistere a una lotta contro il tempo, in un susseguirsi di fatti apparentemente slegati, fino almeno alla chiarificazione finale.
Sorprendente? Forse. Non vi aspettavate niente di quanto succederà? Molto probabile. La particolarità di questo romanzo è quella di giocare con le paure della gente, con il concetto stesso di paura. Fisiologica, patologica, vicina a tutti noi, improbabile. La paura a quanto apre si insinua nella mente della gente e al spinge ad agire, comportarsi a volte in maniera contraddittoria, e irragionevole. La paura della morte, dell’abbandono, di essere traditi, di essere delusi.
Alcuni traumi possono condizionare le esistenze, farci perdere tutto da un giorno all’altro come capita a Mark, o farci credere che quello che ci capita è una giusta punizione, qualcosa che ci meritiamo come capita a Stephen. Insomma Wulf Dorn scava nei meccanismi della psiche e ne trae materia per un romanzo di suspense, forse più che un thriller. E con al sua scrittura piana e levigata rende il tutto immediato e diretto. Siamo ai livelli dei precedenti, una conferma per chi ama questo autore tedesco, capace di portare sulla carta vere esperienze vissute, casi di cronaca, reali sfumature psicologiche. Buona lettura.

Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato La psichiatra, che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, Il superstite, Follia profonda (tutti anche in edizione TEA) e Il mio cuore cattivowww.wulfdorn.net

3 Risposte to “:: Phobia, Wulf Dorn, (Corbaccio, 2014)”

  1. AnimaNoirBlog Says:

    Io sono una grande “fan” (se così si può dire, non mi viene un termine più appropriato!) di Wulf Dorn, Phobia mi è piaciuto più di “Il mio cuore cattivo” che mi è sembrato un po’ “moscio” rispetto agli altri, ma devo dire che rispetto ai primi romanzi mi è sembrato sempre un’asticella sotto… Comunque ho spiegato un po’ meglio pro e contro che ho individuato nel mio blog se ti interessa uno scambio di opinioni =)

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