:: Un’ intervista con Barbara Garlaschelli

by

barbara[Mia intervista apparsa su Shenoir il 30 Maggio del 2010]

Benvenuta Barbara è un vero piacere ospitarti su Shenoir. Parlaci un po’ di te, descriviti anche fisicamente non tralasciando pregi e difetti…

Intanto grazie a voi per lo spazio dedicatomi. Parlarvi di me… posso dirvi che il mio mestiere è me, che scrivere è ciò che ho sempre desiderato nella vita e che sono stata una donna fortunata riuscendo a realizzare un desiderio così grande. Come tutti gli esseri umani sono un groviglio di pregi e difetti. Ciò che amo di più in me è la lealtà a qualunqe costo, e ciò che non amo, la mia durezza. Fisicamente sono bellissima e, come mi diverto a ripetere, molto ben carrozzata…

Come ti sei avvicinata alla scrittura. Era una tua aspirazione già da bambina? C’è stato qualcuno che ti ha consigliato, incoraggiato, trasmesso l’amore per la parola scritta?

In parte ho risposto prima: scrivere è ciò che ho sempre voluto fare. L’amore per i libri, anzi direi, la passione per i libri, è parte di me e in parte mi è stata trasmessa dai miei genitori. La nostra casa, da che io ricordi, è sempre stata invasa dai libri. Sia mio padre sia mia madre sono dei forti lettori. E io pure. E la casa con il mio compagno è anch’essa assediata dai libri. Mi è inconcepibile la vita senza libri.

Parliamo del tuo debutto. Raccontaci del tuo percorso verso la pubblicazione. Com’è avvenuto l’incontro con il tuo primo editore?

La primissima pubblicazione (che ogni tanto scordo) è avvenuta con un racconto inserito nell’antologia Crimini, uscita per Stampa Alternativa, nel ’95 mi pare, quando faceva i mitici raccoglitori simili ai pacchetti di sigarette. Laura Grimaldi lo aveva letto, ne era rimasta colpita e mi aveva suggerito di farlo partecipare al concorso nato alla Libreria del Giallo di Milano, della mitica Tecla Dozio (che allora non conoscevo). E’ piaciuto e l’hanno pubblicato. Poi è seguito O ridere o morire, una raccolta di racconti di humor nero, edita da Marcos y Marcos (anche qui lo zampino di Tecla Dozio è stato fondamentale). L’editore, Marco Zapporoli, decise in due giorni di pubblicarlo.

Raccontaci un episodio buffo, divertente che ti riguarda legato al tuo lavoro di scrittrice. O al contrario qualcosa che ti ha fatto profondamente arrabbiare.

Un episodio divertente è quando ho fatto parte della giuria del premio Azzeccagarbugli, un paio di anni fa. Il conduttore della serata era Luca Crovi, con cui ci conosciamo da anni: ha intervistato i giurati per presentarli al pubblico. Quando è stato il mio turno, mi ha chiesto: “Barbara, che qualità deve avere un libro per inchiodarti alla sedia?”, e mentre formulava la domanda ho letto nei suoi occhi il panico, perché mi conosce e sa quanto posso essere tremenda. I suoi occhi dicevano: “Non fare commenti!”, e io, con sorriso sornione, ho risposto: “Per inchiodarmi alla sedia? Pochissimo”. Il particolare piccolo, ma fondamentale è che sono su una sedia a rotelle 🙂

La memoria è un tema che ti è caro e tratti con sensibilità e originalità. Che sia la memoria storica o quella personale, quanto incide su chi siamo e chi eravamo?

Incide in modo fondamentale: noi siamo la somma di tutto ciò che è venuto e avvenuto prima di noi. Sia da un punto di vista storico e sociale sia personale. Siamo la somma anche di ciò che non è avvenuto. E la memoria è uno dei doni più preziosi che abbiamo e una delle maggiori responsabilità. Un popolo senza memoria storica è destinato all’inivisibilità.

In Non ti voglio vicino tratti un tema molto delicato: gli abusi sessuali sui bambini. La cronaca ci racconta troppo frequentemente di queste violazioni dell’infanzia, spesso devastanti e spesso origini di un circolo vizioso che trasforma le vittime da bambini in carnefici da adulti. Come hai affrontato questa realtà, come ti sei vaccinata contro l’orrore?

Non c’è vaccino contro questo orrore e non ci deve essere. Nel momento in cui non dovessimo più essere in grado di indignarci, di sentire rabbia, furore, disgusto, pietà saremo morti. Intendo,culturalmente ed eticamente morti. E il mio modo di affrontare l’orrore è stato ascoltando e scrivendo, per non dimenticare.

Nei tuoi libri tratti argomenti importanti per il pubblico femminile: l’amore, l’amicizia, la famiglia. Molte tue lettrici sono donne. Ti consideri femminista? Pensi che un giorno la parità uomo e donna sarà finalmente raggiunta o resterà per sempre un’aspirazione frustrata, un’ occasione mancata?

Mi sento una donna che ha molto chiari quali sono i propri diritti e i propri doveri, che sa quanto è stata dura e difficile la strada delle donne per arrivare dove sono arrivate e sa che non è ancora finito il viaggio, che nulla è stato donato, ma tutto è stato sudato. Che la parità di cui si parla sempre è ancora di là da raggiungere, anche se molti progressi sono avvenuti e molte battaglie sono state vinte. Ma viviamo in un momento storico pericoloso, in cui l’oscurantismo è tornato a essere un problema tangibile. La tentazione di manipolare il corpo delle donne è ancora forte.

Parlaci del tuo rapporto con la critica. Leggi le recensioni, t’influenzano, quale ti ha fatto più felice leggere?

Il mio rapporto con la critica è sereno. Leggo le recensioni e se sono di persone che stimo, ci rifletto ma non mi esalto e non mi abbatto. Su Non ti voglio vicino mi hanno resa felice praticamente tutte, soprattutto quelle di Giuliano Aluffi e Alessandro Castellari.

Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticipare qualcosa in esclusiva per i lettori di Shenoir?

Non sto scrivendo, ma sto pensando al prossimo… per ora nessuna anticipazione, è un progetto ancora molto vago.

Un’ultima domanda, più che altro una mia personale curiosità, se dovessi vincere lo Strega, a chi lo dedicheresti?

A mio padre, a mia madre e a Giampaolo, il mio compagno.

Tag: ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: