:: Un’ intervista con Blake Crouch

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I-misteri-di-Wayward-PinesBenvenuto Blake e grazie di aver accettato questa intervista per Liberi di Scrivere. Prima di iniziare a parlare del tuo libro, raccontami qualcosa di te. Chi è Blake Crouch? Punti di forza e di debolezza.

Sono, naturalmente, uno scrittore. Punti di forza: la suspense, i personaggi, la creazione di atmosfera, le grandi idee. Ma la mia forza nel pensare grandi idee può anche essere la mia debolezza. Per iniziare un nuovo progetto ho sempre bisogno di una grande idea, e come sai le grandi idee non vengono tutti i giorni, per cui ritardo spesso di iniziare i miei libri.

Parlaci del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.

Sono cresciuto nel Sud degli Stati Uniti, ho studiato letteratura e scrittura creativa all’università e mi sono trasferito a Ovest dopo la laurea.

Cosa ti ha spinto a diventare uno scrittore? Che cosa ti ha fatto decidere di iniziare a scrivere romanzi?

Scrivo da sempre, da quanto posso ricordare. Credo che tutto sia iniziato quando ero bambino, e inventavo per i miei fratelli minori (spaventose) favole prima di dormire. Al liceo ho scritto un sacco di poesia di pessima qualità, alcuni brevi racconti, e una volta all’università ho iniziato a perseguire attivamente il mio sogno.

Raccontaci qualcosa del tuo debutto. La tua strada verso la pubblicazione. Hai ricevuto molti rifiuti?

Pines è il mio primo romanzo a essere tradotto in italiano, ma non è il mio primo romanzo in assoluto. In realtà è il mio 10° libro. Gli altri sono stati pubblicati in America dal 2004, anno in cui è uscito il mio primo romanzo, Desert Places. Sì, la mia strada verso la pubblicazione è stata costellata di rifiuti, un sacco di crepacuore, ma poi ho finalmente avuto la fortuna di attirare l’attenzione di qualcuno.

Pines è stato appena pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer con il titolo I misteri di Wayward Pines e tradotto da Stefano Di Marino. Ho avuto la fortuna di recensirlo e mi è davvero piaciuto.  Cosa ti ha spinto a scriverlo? Qual è stato il punto di partenza nel processo di scrittura?

Sono stato ispirato da un piccolo paese di montagna in Colorado chiamato Ouray, dove la mia famiglia ed io spesso trascorriamo le vacanze. Mentre stavo camminando per le tranquille strade di Ouray una notte ho sentito uno squillo del telefono e allora ho pensato: Che cosa succederebbe se un uomo solo possedesse l’intera città? Che cosa succederebbe se, per quanto mi sforzassi, non riuscissi a lasciarla? Che cosa succederebbe se l’intera città cercasse di uccidermi, o di farmi impazzire?

Il capitolo di apertura presenta il protagonista. Potresti dire ai lettori cosa succede?

Ethan Burke si sveglia nella strana città di Wayward Pines, Idaho, e in un primo momento non riesce a ricordare dove si trova, perché è lì, o chi sia. Vaga in giro per la città, cercando di mettere insieme i suoi ricordi, e alla fine del primo capitolo si rende conto che è stato coinvolto in un brutto incidente stradale. Si ricorda che è un agente dei servizi segreti, e che è a Wayward Pines in missione per trovare la sua ex-partner.

Parlaci dei personaggi principali del libro.

Il protagonista/eroe è Ethan Burke, un agente dei servizi segreti che viene inviato a Wayward Pines in cerca della sua collega scomparsa (con la quale ha avuto una recente relazione). Questa partner scomparsa è Kate Hewson, e lei è bella, intelligente, e sta cercando accettare la realtà, che lei è stata intrappolata in questa città per 12 anni. Naturalmente, c’è l’ infermiera Pam, uno dei miei personaggi preferiti. Ci appare subito come una psicopatica nelle prime pagine di Pines, ma andando avanti ci rendiamo conto che è molto di più di una semplice infermiera. Infine, c’è David Pilcher, il grande uomo dietro Wayward Pines. Ha visto quello che stava arrivando, ha costruita la città, e l’ha popolata con i residenti. Egli è il “Dio” di Wayward Pines.

Non vorrei entrare troppo nella trama, o spoilerare il finale. Eppure, mi piacerebbe sapere come hai costruito la trama.

Sapevo di voler scrivere la storia di un uomo intrappolato in una città che non poteva lasciare. Avevo in mente gran parte della storia, ogni cosa sulle esperienze di Ethan a Wayward Pines, ma non sapevo dove tutto ciò avrebbe portato. Allora ho fatto un patto con me stesso che non avrei iniziato il libro fino a quando non avessi saputo quale sarebbe stato il finale, la grande rivelazione. Ho pensato che il pubblico meritasse una storia che contenesse una grande rivelazione. Non mi ricordo il momento esatto in cui ho capito che cosa Wayward Pines era in realtà, ma mi ricordo la sensazione che provai e fu qualcosa di molto speciale.

C’è una tua scena preferita in Pines?

Senza dubbio, la scena in cui Ethan è inseguito da tutta la città. Questa è stata la prima scena che ho avuto in mente quando ho avuto l’idea per il libro ed è stato il motivo per cui ho deciso di scriverlo.

Pines è un thriller, con un pizzico di fantascienza e di horror. E’ anche una parabola ecologista? Un memento per una società che viaggia verso la distruzione?

Mi piace la tua frase “parabola ecologista.” E’ certamente anche questo. Volevo che il libro portasse un messaggio circa l’atteggiamento sconsiderato dell’ umanità verso la terra, che è la sua casa, ma senza sembrare troppo predicatorio.

Wayward Pines è un’ imminente serie televisiva americana, basata sul tuo romanzo Pines e diretta da M. Night Shyamalan. Hai già visto l’episodio pilota? Puoi parlarci del rapporto tra cinema e letteratura. Ritieni il tuo stile cinematografico?

Sì, l’ho visto! Ed è davvero incredibile. Non vedo l’ora che anche il pubblico possa vederlo. Per il resto è un tale rompicapo. Io credo che il mio stile sia cinematografico, sì. E probabilmente è dovuto al fatto che quando sto scrivendo un romanzo vedo sempre le scene e i personaggi piuttosto vividamente, come in un film o in uno show televisivo che sta scorrendo nella mia testa. E cerco solo di trasportare questa visione dalla mia testa nella pagina.

Verrai in Italia per promuovere i tuoi libri?

No, attualmente non c’è nessun progetto, ma mi piacerebbe visitare l’Italia. Non sono mai stato nel vostro bel paese.

Grazie per la tua disponibilità. Mi piacerebbe chiudere questa intervista chiedendoti notizie su Wayward, il secondo episodio e The Last Town, la terza e ultima parte.

Wayward continua la storia iniziata in Pines. E ‘stato pubblicato lo scorso autunno negli Stati Uniti e sarà presto disponibile in Italia. The Last Town, è l’ultimo libro della Wayward Pines Trilogy uscirà negli Stati Uniti, tra tre settimane, e speriamo esca in Italia il prossimo anno. Tutti e tre i libri avranno spazio nello show in tv.

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Una Risposta to “:: Un’ intervista con Blake Crouch”

  1. :: I misteri di Wayward Pines, Blake Crouch, (Sperling & Kupfer, 2014) | Liberi di scrivere Says:

    […] Intervista a Blake Crouch: qui […]

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