:: Il sapore inatteso delle cose perdute, Jessica Soffer (Piemme, 2014) a cura di Valeria G.

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saporiDevo confessare che ho qualche difficoltà a scrivere la recensione del romanzo “Il sapore inatteso delle cose perdute” pubblicato da Piemme Editore , primo lavoro dell’americana Jessica Soffer: è piuttosto difficile trovare il modo di spiegare un libro cosi intenso senza svelarne i segreti più intimi che la storia stessa nasconde; è anche piuttosto complicato affrontare i temi che la scrittrice ha deciso di raccontare: ci si trova immersi in paure, autolesionismo, indifferenza, abbandono, adozioni, tantissima solitudine, moltissima voglia di amare e di essere accettati.
La solitudine non ha età, il dolore causato dall’abbandono ha lo stesso peso, che sia vissuto da una ragazzina o da una donna anziana; il bisogno di amare, di essere accettati e di far parte di una famiglia, ha la stessa importanza che voi siate fanciulle o donne adulte; la disperazione e la paura di essere abbandonati e dimenticati, ha lo stesso peso che voi siate bambine o che voi siate vicine alla fine dei vostri giorni.
Lorca e Victoria sono le protagoniste del romanzo e sono due personaggi le cui vicende sono piuttosto complicate, ognuna delle due infatti vive una condizione estremamente difficile e di grande solitudine:
Lorca ha solo 15 anni e vuole farsi amare da sua madre, Victoria è anziana e dopo la morte del marito crede di non avere più nessuno da amare;
Lorca si convince che se imparerà a cucinare alla perfezione il piatto preferito di sua madre, lei non finirà in un collegio; Victoria aveva un ristornate e ha deciso di dare lezioni private di cucina, per combattere la solitudine e sentirsi di nuovo utile;
Lorca si fa del male, Victoria ne ha fatto tanto in passato al marito quando decise di non tenere la loro bambina;
Lorca ogni tanto pensa che se sua madre potesse conoscere i suoi genitori biologici, forse sarebbe meno fredda e arrabbiata, Victoria invece vorrebbe incontrare la figlia che diede alla luce tanti anni prima e che per scelta decise di dare in adozione;
Lorca vuole avere un futuro; Victoria desidera fare pace con il passato;
Lorca è tornata a vivere a New York con la madre dopo la separazione dal padre, Victoria è irachena ma è arrivata nella Grande Mela tantissimi anni prima con il marito per sfuggire alle violenze che la sua gente ha dovuto subire;
Il piatto che Lorca deve imparare a cucinare è il masgouf, piatto a base di pesce tipico della cucina irachena.
Lorca e Victoria non potranno più fare a meno l’una dell’altra.
Le storie delle due protagoniste si fondono, e si crea un legame indissolubile tra di loro. E il tutto avviene all’interno di una grande cucina dove i sapori si sposano con i sentimenti, gli odori si scontrano con le lacrime, le delusioni si confondono con le gioie, gli ingredienti vengono miscelati alla perfezione e creano un rapporto unico, che va oltre ogni età, ogni classe sociale, ogni paese di origine.
Il lettore non può fare a meno di amare le due protagoniste: Lorca per la sua spontaneità e personalità e Victoria per la sua ironia e fragilità.

Jessica Soffer è figlia di uno scultore e pittore iracheno emigrato in America negli anni 40. Vive a New York e insegna letteratura al Connecticut College. Il sapore inatteso delle cose perdute è il suo primo romanzo e ha avuto un’ottima accoglienza da parte della critica e del pubblico.

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