:: Gin&Genio, Dan Fante (Whitefly Press, 2014) a cura di Irma Loredana Galgano

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cop scheda lastGin&Genio di Dan Fante è stato pubblicato in Italia lo scorso maggio dalla Whitefly Press. La traduzione dall’inglese americano è di Gabriella Montanari, co-fondatrice della casa editrice.
Ciò che il lettore deve aspettarsi da Gin&Genio ben lo sintetizza Ben Pleasants nella prefazione: “I suoi romanzi, le sue commedie e le sue poesie sono rabbiosi fili spinati contro la monotonia del conformismo”. In effetti fin dalle prime battute emerge chiaro che le composizioni di Dan Fante poco hanno a che vedere con le liriche o i sonetti d’intonazione classica o classicheggiante e parimenti hanno poco in comune anche con la produzione poetica contemporanea. Non per questo però hanno meno valore o importanza, letterariamente parlando. “Ci sono 4,6 miliardi di persone su questo pianeta e in nessun momento uno solo di quei figli di puttana pensa a te”. Traspare tutta l’amara consapevolezza del mondo che lo circonda dai versi di Fante, di Los Angeles ma anche dei posti che ha visitato, compresa l’Italia. Viviamo in un mondo di finzione, dove l’apparenza e l’apparire conta più della sostanza, tutti sono pronti a svendersi per il vile denaro, compresi gli scrittori, i poeti, e gli artisti che divengono scribacchini al servizio dei loro editori, scenografi o produttori, scrivendo ciò che viene indicato loro e non quello che sentono veramente di dire. Dan Fante invece lo fa, al pari di un altro californiano d’adozione che tanto ha fatto parlare di sé per la sua scrittura senza veli. E tanti sono i legami con Charles Bukowski, primo fra tutti l’amore per l’alcool e per le donne, ma soprattutto l’essere una nota diversa in campo editoriale internazionale, che una volta scoperta lascia indelebilmente un segno profondo nel lettore. “Non conosco nessun altro poeta vivente che scriva in questo modo. La sua visione, la sua voce, così particolari, esplodono ad ogni pagina. Leggete chi vi pare, ma sappiatelo: non sarete più gli stessi dopo aver aperto questo libro” (Joyce Fante – Prefazione a Gin&Genio). Il vissuto che emerge dai suoi scritti regala l’immagine di un uomo che i problemi non li ha solo evitati, li ha anche affrontati, superati, con la consapevolezza della caducità della volontà nonché dell’imprevedibilità della vita stessa. Contrariamente a ogni aspettativa poi emerge forte la passione per il proprio lavoro di scrittore, di poeta, di narratore. Un sentimento puro, genuino, che va oltre il mestiere, il guadagno o la notorietà, piuttosto rammenta l’immagine di un cammino verso se stesso, un ritorno al proprio essere interiore rinnovato dal contatto con il mondo esterno. “L’unica vera pace uno scrittore la trova davanti alla macchina da scrivere quando deve buttarsi di testa senza trucchi e aspettare che le dita si muovano fin quando una volta di più con il cuore come sola difesa ascolta il suono della musica”.

Dan Fante: Nasce a Los Angeles nel 1944 dal celebre scrittore John e da Joyce Smart; insegna scrittura creativa all’Università di U.C.L.A. Annualmente fa ritorno in Italia, nella cittadina abruzzese di Torricella Peligna di cui era originario il nonno emigrato in America nel 1901. In Italia ha pubblicato con la Marcos y Marcos Angeli a pezzi, Agganci, Buttarsi, con Ad est dell’equatore Mae West, con Spartaco l’opera teatrale Don Giovanni, con Whitefly Press Gin&Genio.

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