:: Le ossa della principessa, Alessia Gazzola, (Longanesi, 2014)

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ossa_della_principessaDopo L’Allieva, Un segreto non è per sempre, e Sindrome da cuore appeso (prequel della serie) torna il personaggio di Alice Allevi, creato dalla simpatica autrice messinese Alessia Gazzola, in Le ossa della principessa, sempre edito da Longanesi, come i precedenti romanzi. Passano gli anni, Alessia nel frattempo è diventata mamma della piccola Eloisa, e anche il personaggio di Alice Allevi è cresciuto, si è arricchito di sfaccettature, esperienza e delusioni, pur non perdendo le connotazioni buffe e divertenti che l’hanno fatto emergere nel panorama giallo italiano.
La mia ipotizzata virata verso il medical thriller, con connotazioni più forti e drammatiche, non c’è stata, la Gazzola resta fedele al suo schema iniziale che unisce una piacevole  indagine gialla, (niente accenni macabri, derive pulp, per intenderci),  agli ingredienti tipici del romanzo rosa, venato di umorismo e vera e propria comicità. Alice Allevi è sempre sbadata, pasticciona, incapace di avvicinarsi ad un oggetto fragile senza mandarlo in mille pezzi, sempre innamorata sia di Arthur che di Claudio Conforti, (non spoilero promesso, ma in questo romanzo Alice compirà delle scelte definitive, e a meno che la Gazzola non introduca un nuovo personaggio maschile più tranquillo e posato, ma altrettanto affascinante, capace di darle una nuova serenità sentimentale. Daniel Sahar sarebbe stato un buon candidato, se non fosse…) Ma basta cercare marito alla povera Alice Allevi e analizziamo un po’ la trama puramente gialla.
Allora al centro de Le ossa della principessa ci sono due casi paralleli: una sparizione e un cold case. A sparire è niente meno che l’odiosa Ambra Negri della Valle, collega, nemica e rivale di Alice, della quale verremo a scoprire un lato più tormentato e umano, che di punto in bianco scompare da Roma, gettando nella disperazione la madre Isabella, un irriconoscibile Claudio Conforti, macerato dai sensi di colpa, e la stessa Alice che con sua somma sorpresa prova sentimenti ambivalenti nei riguardi di una ragazza fino a quel momento platealmente odiata. Il cold case invece è legato al ritrovamento in un campo delle ossa di un’archeologa morta alcuni anni prima, con accanto una coroncina di plastica da principessa delle favole, indizio messo apposta forse per sviare le indagini, e una moneta da due euro, quasi un obolo per Caronte, (nella religione greca e romana, l’obolo era appunto necessario per pagare il viaggio al traghettatore dell’Ade) segno forse d’affetto di chi comunque non si è preoccupato di dare degna sepoltura alla sfortunata ragazza.
Affiancati dall’Istituto di medicina legale, Calligaris, (il poliziotto alla Maigret, nostra vecchia conoscenza), e Alice porteranno avanti le indagini scoprendo collegamenti inaspettati, (Ambra e l’archeologa uccisa erano amiche e compagne di scuola), che avvalorano così il sospetto che i due casi possano essere legati e che anche Ambra possa essere morta. Il tutto porterà l’improbabile coppia di investigatori a vagliare ipotesi, seguire piste, interrogare presunti testimoni, ma naturalmente c’è qualcuno che mente, c’è qualcuno che ha qualcosa da nascondere e sarà proprio Alice, sempre più pasticciona, ad avere l’intuizione risolutiva, perché sarà anche imbranata e sentimentalmente scombinata, ma l’intuito investigativo non le manca e la porta ad anticipare lo stesso Calligaris, fiero della sua giovane allieva, forse più portata a fare il poliziotto che il medico legale.
Dunque la trama è semplice, con leggerezza e  agilità la Gazzola la dipana, giocando su una sorta di doppio,  Alice e Viviana (l’archeologa uccisa) si somigliano e più l’una conosce l’altra attraverso la lettura delle sue mail, e dei suoi diari, e più l’immedesimazione sembra sconcertare la stessa protagonista. Le difficoltà lavorative, le storie sentimentali complicate, il rapporto mentore allieva, tutto si sovrappone in un incalzante gioco delle parti. Chi sarà l’assassino dell’archeologa? Che fine avrà fatto Ambra? Sarà coinvolto Claudio Conforti nella sua sparizione? Come in ogni giallo che si rispetti il lettore si trova a porsi le stesse domande dei personaggi.
In più una spruzzata d’avventura. L’Oriente, gli scavi archeologi in Palestina e Israele, la scoperta dello scheletro di una antica principessa, la difficile situazione socio-politica, (che la Gazzola fa emergere dai dialoghi dei personaggi) le aspirazioni di una ragazza determinata, competente, e innamorata, che si scontrano con le competizioni del mondo accademico. Viviana ne esce un bel personaggio, non la solita vittima che sbiadisce sullo sfondo, la Gazzola la fa rivivere in pagine che frammentano la narrazione in prima persona di Alice.
Chiude il romanzo il più classico cliffhanger. La narrazione si interrompe con l’ incipit del prossimo romanzo della serie: l’annuncio di un delitto a teatro, lo stesso teatro in cui Cordelia e la sua compagnia fanno le prove ogni giorno, quindi in un modo o nell’altro Arthur tornerà a fare capolino. Non temete. Fascetta niente meno che di Jeffery Deaver, il padre di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs: «Un talento incredibile. Un thriller che ti conquista fin dalla prima pagina… Grande tensione psicologica e un ritmo travolgente. Vi terrà svegli tutta la notte.»

Alessia Gazzola è nata a Messina nel 1982. Medico chirurgo, dal 2007 si sta specializzando in Medicina legale. Ha scritto il suo primo racconto all’età di cinque anni e da quel momento non ha più smesso di scrivere, ma L’allieva è il primo suo romanzo a essere letto da qualcuno che non sia la madre. Vive e lavora a Messina con il marito.

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