:: Blogtour All’ombra dell’impero – Il segreto del Mandylion (Baldini e Castoldi, 2013) – prima tappa.

Inizia oggi il blogtour dedicato al romanzo storico All’ombra dell’impero – Il segreto del Mandylion di Alberto Custerlina e in questa prima tappa potrete trovare le domande fatte all’autore, alcune foto d’epoca decisamente suggestive legate al romanzo, una gustosissima ricetta del gulasch e qualche riferimento sul periodo storico, la Trieste asburgica del 1902.

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“Davorin s’incantò di fronte a una pasticceria e distolse lo sguardo quando sfilarono davanti a un negozio di biancheria femminile, come faceva sempre il signor Anton quando passavano di lì”

Benvenuto Alberto e grazie per aver accettato questa mini intervista per la puntata N° 1 del Blogtour dedicato al primo episodio della trilogia All’ombra dell’impero – Il segreto del Mandylion, che comprenderà poi anche La carovana dei prodigi, e Enigmi nell’oscurità. Innanzitutto perché una trilogia?

Avevo in mente una storia molto lunga, che però avrebbe dovuto essere narrata attraverso ambienti molto diversi tra di loro e sviluppando varie tematiche, quindi ho preferito dividerla in tre parti: la prima parla del confronto tra modernità e tradizione, la seconda di crescita e consapevolezza, mentre la terza tratterà di paura e pazzia. Alla fine, poi, sarà più un trittico che una trilogia.

Come sei giunto all’idea di lasciare il noir, avevi avuto un buon successo con i tuoi romanzi precedenti, e dedicarti al romanzo storico?

Credo sia la naturale evoluzione di un autore che non condivide l’idea di scrivere qualcosa solo perché va di moda. Troppi scrittori italiani hanno cavalcato l’onda delle cronache giornalistiche o delle mode derivate dal mondo delle fiction o del cinema senza credere veramente in ciò che stavano facendo. E i risultati si sono visti. (con poche eccezioni)
E io, che sono uno a cui piace anticipare questi “movimenti” (come ho fatto con i miei noir-pulp, ai quali alcuni giovani autori italiani si sono “ispirati” parecchio), ho deciso che era venuto il momento di tornare alle radici – back to the roots – e di reinventare un genere che riscoprisse la tradizione anglosassone del mystery e la miscelasse al romanzo d’avventura alla Salgari e alla Verne; insomma, una letteratura popolare di stampo marcatamente europeo, con la quale il lettore potesse viaggiare con la fantasia attraverso tempi e luoghi che hanno fatto sognare molte generazioni di lettori.
E adesso ti faccio un regalo e rivelo per la prima volta una cosa che solo pochissime persone sapevano fino a questo momento: l’anno scorso, questo progetto è stato visionato da alcune grandi case editrici, che l’avevano cassato a favore di alcuni noir di cui ho detto sopra, così ora posso togliermi due belle soddisfazioni: godere di un buon successo e mostrare un dito medio.

Scenario del romanzo è la Trieste asburgica del 1902, più alcune parti ambientate tra Hong Kong, Macao e Singapore. Come ti sei documentato? Su che testi, vedendo quali film, documentari, libri di fotografie? Hai usufruito infatti di un discreto apparato iconografico. Alcune foto storiche sono presenti anche in questo articolo.

Il romanzo storico necessita di un’accuratissima documentazione, per cui ho attinto a numerosi media e confrontato molte fonti per essere sicuro che le informazioni fossero corrette. Le fotografie d’epoca sono vitali e per fortuna della Trieste asburgica ne esistono a palate. Poi i giornali, dove non trovi solo le informazioni leggendo gli articoli, ma puoi ottenere moltissime indicazioni sulla vita quotidiana attraverso le pubblicità. Infine, ho letto o riletto molti romanzi scritti e ambientati (più o meno) in quel periodo, da Svevo a Slataper, da Doyle a Dickens (e molti altri). Infine, sulla Trieste dell’epoca asburgica esistono decine di saggi che la trattano da tutti i punti di vista: toponomastico, sociale, mondano, sportivo, politico eccetera.
Per le parti ambientate in oriente, ho utilizzato per la maggior parte la Rete, anche se alcune cose le ho trovate a Trieste, che all’epoca era già in strettissimo collegamento commerciale con il mondo orientale.

All’ombra dell’impero – Il segreto del Mandylion è un romanzo di avventura per adulti si potrebbe dire con molti connotati tipici dei romanzi per ragazzi. Davorin per esempio è una sorta di Huckleberry Finn con i capelli rosso carota e ha un ruolo fondamentale nella storia. Perché questa scelta?

Mi ricollego a ciò che ho risposto alla seconda domanda e amplio il concetto. Credo che oggi – nel panorama editoriale italiano – manchi un filone di narrativa che permetta agli adulti di riassaporare le atmosfere che avevano vissuto da giovanissimi leggendo la letteratura per ragazzi. Il successo di Harry Potter tra gli adulti supporta questa mia ipotesi. E allora ecco che arriva Custerlina, che non ha paura di rischiare e s’imbarca su una giunca cinese diretta verso i mari del sud, convinto che un adulto seduto in una comoda poltrona con una tazza di the in mano possa riprendere a fare, con grande soddisfazione e divertimento, il viaggio che aveva interrotto molti anni prima. Naturalmente, nella mia narrazione non mancano alcuni riferimenti “adulti” veri e propri e uno stile di scrittura tutto sommato moderno, ma ciò non toglie nulla al respiro ottocentesco del romanzo.
E in questo senso, Davorin Paternoster è la quintessenza dell’avventura, ispirato ai personaggi di Twain, ai figli del capitano Grant, ai ragazzi di Dickens. E poi, va detto che il mio progetto completo prevede di farlo crescere romanzo per romanzo, fino a ripercorrere, attraverso i suoi occhi, l’incredibile storia di Trieste nella prima metà del ‘900. Ho stimato che mi serviranno 16 romanzi in tutto (la maggior parte indipendenti uno dall’altro). Ce la farò? Non lo so, voi intanto cominciate a leggere questa trilogia.

Quali romanzi ti hanno influenzato, quali autori ti hanno ispirato nella stesura del romanzo?

In parte ho già risposto, ma qui faccio un elenco più preciso: Dracula di B.Stoker, Sherlock Holmes (e altro) di A.C.Doyle, Incontri con uomini straordinari di G.I. Gurdjieff, Oliver Twist di C.Dickens, varie cose di H.G.Wells, ho riletto qualcosa di Lovecraft per le atmosfere, Salgari e Verne, I-Ching, alcune parti dello Zorah e di testi cabalistici, Le meraviglie del creato e le stranezze degli esseri di Zakariyya Al-Qazwini, i romanzi di Mark Twain. E di sicuro mi sono dimenticato qualcosa.

Oltre al rigore storico, hai aggiunto una punta di soprannaturale. Che rapporto hai tu con il soprannaturale, credi esitano poteri extrasensoriali di cui conosciamo ancora ben poco?

Più di una punta, direi! Nella mia vita sono stato testimone di numerosi accadimenti che non ho potuto spiegare attraverso le mie conoscenze tecnico-scientifiche e che mi hanno coinvolto anche in prima persona. Così, ecco spiegato il fil rouge di questo primo romanzo intitolato Il segreto del Mandylion, dove il tema riguardante il conflitto tra modernità e tradizione si può leggere anche in chiave di confronto tra la percezione positivista della realtà e quella esoterica delle manifestazioni soprannaturali.
Del resto il romanzo inizia con questo esergo: Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia (W.Shakespeare)

porto

Il porto

Il miglior gulasch dell’Impero (ricetta alla triestina di Alberto Custerlina):

Per 4 persone. Soffriggere 1kg di cipolla gialla affettata sottile in abbondante olio (meglio sarebbe un bianchissimo strutto di maiale). A cipolla imbiondita, aggiungere 1kg di polpa di manzo tagliata a tocchi (o, meglio ancora, mista al 50% con il maiale e senza togliere le parti grasse), aggiungere un cucchiaio di farina abbondante e mescolare spesso finché la carne non sarà completamente sigillata (all’esterno deve apparire perfettamente cotta). A questo punto, aggiungere due o tre cucchiai di paprica ungherese dolce (se lo si vuole piccante, aggiungere in più la paprika forte nella dose desiderata) e poi il concentrato di pomodoro (da un tubetto, circa 10 cm). Coprire tutto con acqua bollente (anche se sarebbe meglio usare del brodo) e lasciare sobbollire per 3 ore, mescolando ogni tanto e stando attendi ad aggiungere liquido se asciugasse troppo. Servire con gnocchi di patate oppure con Knödel.

giochi di bambiniTrieste fu da sempre una delle più importanti metropoli dell’Impero austriaco, dal 1867 Impero austro-ungarico, grazie al suo porto e alla sua vocazione cosmopolita che ne aveva fatto un crocevia di merci e di idee. Ma la situazione già piuttosto instabile degenerò tra la fine del Ottocento e i primi del Novecento. Ai movimenti irredentisti, che propugnavano il ritorno di Trieste all’Italia, si aggiunse infatti nel febbraio del 1902 lo sciopero operaio proclamato in appoggio ai fuochisti della compagnia di navigazione del Lloyd Austriaco che si trasformò successivamente in uno sciopero generale cittadino. La situazione già drammatica ben presto degenerò e i soldati austriaci agli ordini di Conrad von Hoetzendorf, su ordine del luogotenente del Litorale von Goess, arrivarono a sparare sulla folla, uccidendo decine di dimostranti e ferendone più di una cinquantina. In questo clima si svolsero i fatti narrati ne Il segreto del Mandylion, ed è interessante notare come Storia e narrazione romanzesca si intreccino riportando in vita le atmosfere di primo Nocevento grazie alla capacità evocativa di Custerlina, triestino doc e appassionato di avventura. La gente viaggiava ancora in carrozza, le donne indossavano corsetti e gonne vaporose, ma già i tram sferragliavano sulle rotaie e l’illuminazione elettrica, il telefono, le prime auto iniziavano a  far capolino tra la curiosità e la diffidenza della gente. Il progresso sembrava alle porte e i più avventurosi si accostavano alla fotografia, guidavano spericolati le prime biciclette, usavano le prime torce elettriche con pile a carbone, provenienti dagli Stati Uniti. Sembra incredibile, anche io leggendolo quasi non ci credevo, ma è tutto documentato.

Prossime tappe:

Seconda tappa: SognandoLeggendo
Terza tappa: Strategie Evolutive
Quarta tappa: Helldoom’s Reign
Quinta tappa: Le mele del silenzio

4 Risposte to “:: Blogtour All’ombra dell’impero – Il segreto del Mandylion (Baldini e Castoldi, 2013) – prima tappa.”

  1. | Alberto Custerlina Says:

    […] Comincia da qui […]

  2. Viviana Says:

    davvero interessante!

  3. prova articolo : Sognando Leggendo Says:

    […] tappa: Liberi di Scrivere2° tappa: SognandoLeggendo3° tappa: Strategie […]

  4. Blog Tour – Il Segreto del Mandylion | strategie evolutive Says:

    […] prime due tappe del tour sono state sui blog Liberidiscrivere e SognandoLeggendo. Altre tappe verranno postate nei prossimi […]

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