:: Un’ intervista con Karim Miské

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karimCiao Karim e grazie per aver accettato di incontrare i lettori del blog “Liberidiscrivere”. Sei uno scrittore di nazionalità francese, nato in Costa d’Avorio nel 1964. Puoi parlarci un po’ di te, chi è  Karim Miské? Ci piacerebbe conoscere i tuoi punti di forza e di debolezza …

Arab Jazz è il mio primo romanzo. Prima di questo romanzo, ho realizzato documentari per 20 anni su una gran varietà di argomenti che vanno dalla sordità al fondamentalismo religioso. Proprio dopo aver fatto un film su questo tema ho iniziato a scrivere Arab Jazz. Per trasformare tutte queste storie vere che filmavo da molto tempo in materiale letterario. Per raggiungere un altro aspetto della realtà attraverso la finzione.

Probabilmente avrai dei ricordi dell’Africa, vuoi dirci qualcosa a riguardo? Parlaci della tua infanzia, delle tue radici. Quando sei arrivato in Francia?

Ho trascorso troppo poco tempo in Costa d’Avorio, dove sono nato per caso. Sono cresciuto a Parigi, nella famiglia francese di mia madre, che era divorziata da mio padre mauritano. Sono invece andato in Africa durante l’ adolescenza. Questi viaggi mi hanno influenzato, la mia personalità si è arricchita e si è ampliata la mia visione del mondo, anche se culturalmente ero molto francese.

Come è nato il tuo amore per i libri?

Ero l’unico figlio di mia madre, mi annoiavo davvero in famiglia, circondato dalle conversazioni degli adulti. I libri mi hanno salvato. Erano i miei amici, il mio mondo. Attraverso di loro ho vissuto le emozioni più forti. Amo questa frase di Oscar Wilde: “Una delle più grandi tragedie della mia vita è la morte di Lucien de Rubempré“. Questo riflette il potere dei libri. Quando leggevo, la vita era più grande, un respiro mi attraversava, mi trasportava lontano. Non c’era nessuna religione in senso convenzionale nella famiglia di mia madre, decristianizzata come molte famiglie francesi, però, si parlava molto di politica. Una speranza, quasi messianica, seguita specialmente dalla liberazione dei popoli del Terzo Mondo. La politica mi interessava, ma da una certa distanza. Niente poteva competere con Stendhal o Horace McCoy.

Tutti abbiamo libri che ci hanno colpito più degli altri, autori che preferiamo. Che libri ti piacciono? E quali autori ti hanno segnato?

Amo moltissimi libri, ma mi limito a due esempi. Come Oscar Wilde, ho mantenuto un rapporto speciale con  Splendori e miserie delle cortigiane di Balzac. Non solo per Rubempré, ma perché è un affresco straordinario di una nuova società, la Francia capitalistica post-rivoluzionaria. Tutte le fondamenta del nostro mondo sono state poste in modo visionario. Per me, questo è un romanziere. Un chiaroveggente che vede la verità del suo tempo e la rivela agli altri. Più vicino a noi, c’è James Ellroy: naturalmente il titolo del mio romanzo, Arab Jazz, è un omaggio al suo White Jazz, che raffigura in modo incredibilmente onesto e polifonico tutti i conflitti dell’America degli anni Cinquanta. Conflitti inestricabilmente legati a temi come la razza, l’identità, la politica, e, naturalmente, la droga. Conflitti che assumono un significato particolare nella nostra Europa combattuta tra multiculturalismo e un desiderio quasi irresistibile di affermare la supremazia bianca.

Mentre scrivi preferisci descrivere i luoghi, i personaggi o ideare i dialoghi?

Non ho preferenze. Per me la scrittura è un continuum, una immersione. Una volta che ho camminato attraverso la porta tra i mondi, amo scrivere tutto ciò che costituisce la materia vivente del libro.

Ho amato molto Arab Jazz che è stato pubblicato in Italia da Fazi. Hai scelto Parigi per ambientare questo romanzo perché riflette meglio la società multietnica che vuoi rappresentare nel tuo libro?

Grazie! Ho scelto Parigi perché è la città che conosco meglio al mondo. Quella dove sono cresciuto, dove mi sono innamorato più volte, in cui ho costruito la mia vita adulta. Parigi è una città multietnica, che permette di scrivere romanzi in cui sono presenti tutte le sezioni trasversali della società.

Hai una tipica giornata dedicata alla scrittura?

Non proprio. Scrivo di giorno e di notte. Ho solo bisogno di tempo e di solitudine. Trascorro ore su internet o guardando la TV e dimentico la realtà del mondo esterno prima di iniziare a gettare le basi della mia scrittura.

Ci sono progetti cinematografici legati al tuo polar?

Per me, la letteratura è un’estensione del mio lavoro di documentarista. E ora vorrei adattare il mio romanzo in un lungometraggio. Attualmente sono in corso degli incontri, ma è troppo presto per sapere se porteranno a qualcosa, e quando.

Verrai in Italia per presentare i tuoi libri?

Sono venuto ai primi di giugno a Cremona per il Festival “Le corde dell’anima”. Se mi invitano di nuovo, sarò felice di tornare per incontrare il pubblico italiano!

Parlaci del tuo rapporto con i lettori? Come possono contattarti?

Sono sempre felice di incontrare i lettori o ricevere e-mail. Potete scrivermi attraverso il mio sito web: karimmiske.com o la mia pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Karim-Misk% C3%A9/366969336336

Caro Karim, grazie per essere stato così disponibile. Per concludere, puoi dirci qualcosa sui tuoi lavori futuri … puoi farci qualche anticipazione?

Ho intenzione di scrivere il seguito di Arab Jazz. Spero di iniziare al più presto!

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