:: Recensione di Chi semina vento di Nele Neuhaus (Giano, 2013)

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chiseminaventoChi semina vento di Nele Neuhaus (Wer Wind sät, 2011), trasposizione letterale del titolo originale, edito ad aprile da Giano nella collana I libri della Civetta e tradotto da Alessandra Petrelli, è un poliziesco tedesco con venature ambientaliste – tanto da essere definito dallo Stern “uno straordinario eco-thriller”-  in cui accanto alle indagini investigative dei due protagonisti, la commissaria Pia Kirchhoff e il commissario capo Oliver von Bodenstein, coadiuvati da un folto gruppo di colleghi appartenenti alla squadra dell’ufficio II di Hofheim, si da grande spazio alle loro vicende personali, pur non essendo i due personaggi legati sentimentalmente tra loro, cosa piuttosto insolita.
Il volume è decisamente corposo, quasi esattamente 500 pagine, anche se la scrittura scorrevole, grazie anche al lavoro della Petrelli, che si conferma una solida professionista, regge bene la lunghezza e rende la lettura veloce e agevole. Natura e ambiente costituiscono poi un valore aggiunto insolito e interessante, che scava in una piaga contemporanea di grande attualità, ovvero la corruzione e i raggiri legati a numerose aziende che si occupano di energie rinnovabili e enti pubblici che si occupano di tutela ambientale. E’ indubbio che le grandi quantità di denaro che ruotano intorno a questi interessi, l’ecosostenibilità ambientale è un’ esigenza vitale per il pianeta, si prestano a diventare oggetto di feroci contese, legate non solo alla grande criminalità, in cui si mischiano avidità, egoistici interessi personali, vendette, terreno ideale per un romanziere in cerca di validi moventi per un delitto.
Chi semina vento inizia infatti nel più classico dei modi, per un poliziesco, con un delitto. Rolf Grossmann, guardiano notturno della WindPro, azienda che si occupa di impianti eolici, viene rinvenuto cadavere da un’ impiegata al fondo di una scala. Ad un primo accertamento la morte sembra causata da un incidente, Grossmann era noto per essere dedito all’alcool anche durante le ore di lavoro e cadere dalle scale non sembra così inverosimile. Ma subito un particolare mette in allarme Pia, chiamata ad investigare. Sempre quella notte un estraneo, individuato dai video di sorveglianza, si è introdotto nell’azienda posizionando la carcassa di un criceto sulla scrivania di Stefan Theissen, capo della WindPro. Atto che fa cadere inevitabilmente i sospetti dell’ irruzione su un gruppo di ambientalisti che si oppone alla realizzazione di un parco eolico nel Taunus che implicherebbe la deturpazione del paesaggio, l’abbattimento di un bosco e la messe in pericolo di una colonia di specie protetta di criceti selvatici, oltre ad essere completamente inutile, come ha determinato la perizia privata fatta dai manifestanti.
Naturalmente grandi somme di denaro sono legate a questo progetto, essenziale per la WindPro, che rischia il fallimento. E quando il padre di Oliver von Bodenstein, anch’egli parte del gruppo ambientalista che si oppone al parco eolico, trova il cadavere di Ludwig Hirtreiter, uno dei capi della protesta, a cui la WindPro aveva offerto tre milioni di Euro per un campo essenziale per la costruzione del parco, offerta da lui sdegnosamente rifiutata non ostante l’insistenza dei figli,  inequivocabilmente ucciso a colpi di fucile con il suo cane, le indagini finalmente si avviano e una pista sembra certa, Jannis Theodorakis, lo stesso ambientalista sospettato dell’effrazione nella WindPro, è anche colui che aveva litigato violentemente con Hirtreiter, poche ore prima della sua morte. Ma ovviamente nulla è semplice come appare, e Pia Kirchhoff si troverà quasi da sola sulle spalle un caso difficile e complesso alla cui radice come sempre si troverà il denaro.
Nele Neuhaus, scrittrice tedesca, classe1967, già autrice di Biancaneve deve morire (2011), Ferite profonde (2012), e La donna malvista (2012) è un nome piuttosto noto nel panorama europeo del poliziesco, o krimi. A lungo ai primi posti nelle classifiche dei besteseller in Germania, con la coppia di investigatori composta da Pia Kirchhoff e da Oliver von Bodenstein, la Neuhaus è riuscita a creare una serie, con questo romanzo giunta al quinto episodio, ma in Germania è già uscito nel 2012 il sesto, Böser Wolf, di sicuro interesse per gli appassionati di polizieschi.
L’inizio è piuttosto lento, con il ritorno di Pia Kirchhoff da una vacanza in Cina, alcune scaramucce con l’ex marito, la scoperta di un cadavere la cui morte sembra causata da un incidente, ma ben presto l’indagine prende l’avvio e la lettura inizia a scorrere veloce. La parte investigativa infatti è sicuramente quella che ho apprezzato di più, alternata a vivaci squarci di vita domestica dei due investigatori e degli ambientalisti impegnati nella protesta. La trama è piuttosto complessa, ricca di false piste, intricata quanto basta da non rendere subito evidente lo svolgimento dei fatti, anche se movente e tempi dell’azione rendono tutto plausibile. Un buon poliziesco.

Nele Neuhaus è nata in Germania nel 1967 e, prima di diventare scrittrice, ha studiato Giurisprudenza, Storia e Letteratura, e ha lavorato in un’agenzia di pubblicità. Biancaneve deve morire è stato, e continua a essere, un successo straordinario in Germania. http://www.neleneuhaus.de

Una Risposta to “:: Recensione di Chi semina vento di Nele Neuhaus (Giano, 2013)”

  1. Viviana Says:

    questa scrittrice è una grande

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