:: Recensione di Inferno di Dan Brown (Mondadori, 2013) a cura di Micol Borzatta

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InfernoUn’altra avventura del professore Robert Langdon.
Robert si sveglia all’ospedale e non si ricorda più gli ultimi due giorni della sua vita, quando viene avvicinato da una dottoressa scopre che si trova lì perché lo hanno trovato ferito da un colpo di pistola alla testa. Robert non capisce come mai qualcuno lo voglia morto e all’inizio è anche incredulo se non fosse che si ritrova a faccia a faccia con la propria assassina.
Robert e la dottoressa Sienna Brooks scappano dall’ospedale e iniziano una lunga fuga alla ricerca del motivo per cui vogliono ammazzare Robert seguendo vari indizi che arrivano direttamente dall’Inferno della Divina Commedia che li portano a viaggiare tra Firenze, Venezia e Istanbul, alle prese con i più bei quadri e le più belle opere architettoniche delle varie città.
Un ennesimo capolavoro di Dan Brown che come nei suoi precedenti lavori è riuscito a unire storia e fantasia talmente bene da non notarsi quando inizia uno e finisce l’altro.
Una corsa contro il tempo che tiene il lettore inchiodato al libro dall’inizio alla fine togliendo il fiato a ogni pagina. Colpi di scena che si accavallano alla storia giocando con il lettore che ogni volta che pensa di aver risolto una parte del mistero trova quel particolare che cambia tutto.
Una visione dei luoghi più segreti e invisitabili delle città più belle portano il lettore a scoprire nuovi posti e nuova storia che lo invogliano ad approfondire, magari andando proprio a visitare le strade percorse da Robert.
Un capolavoro da non perdere che saprà coinvolgervi come non mai.

Dan Brown Figlio di un insegnante di matematica e di una musicista professionista era il primo di tre figli.
Frequentò la Phillips Exeter Academy e subito dopo si iscrisse all’Amherst College dove entrò a far parte di una confraternita la Psi Upsilon.
Nel 1986 dopo essersi laureato si trasferì a Hollywood dove intraprese una carriera di cantautore e pianista fino a quando non decise di trasferirsi a Siviglia in Spagna per studiare Storia dell’arte all’università dove nacque la sua passione e il suo interesse per Leondardo da Vinci e per la crittografia.
Nel 1993 ritorna nel New Hampshire e inizia a insegnare Inglese alla Phillips Exeter e alla Lincoln Akerman School.
Nel 1994, dopo che a Tahiti in vacanza lesse un libro di Sidney Sheldon, decise di scrivere un romanzo insieme alla moglie, convinto di poter diventare uno scrittore migliore.
Nel 1995 pubblicò 187 Men to Avoid: A guide for the Romantically Frustrated Woman.
Nel 1996 decide di lasciare il ruolo di insegnante e dedicarsi interamente alla scrittura.
Attualmente vive a Rye nel New Hampshire e si fa aiutare nelle sue ricerche dalla moglie che è storica dell’arte e pittrice.

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