:: Recensione di La stagione dei ricordi perduti, Ellen Marie Wiseman, Newton Compton, 2013 a cura di Viviana Filippini

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ricordiSono una miriade i romanzi che si occupano della Seconda guerra mondiale, ma quelli che ho letto fino a questo momento di solito si sono sempre sviluppati sul campo di battaglia, dentro a quelli di concentramento o sulle montagne dove agivano i partigiani. In questi mesi mi sono capitate tra le mani storie belliche ambientate nel mondo civile, in particolare nella Germania degli anni Trenta e Quaranta del Novecento. L’ultimo libro di questo tipo letto è La stagione dei ricordi perduti di Ellen M. Wiseman, autrice americana di origine europea, la quale sviluppa la sua storia nel mondo sociale tedesco in un piccolo paesino della Germania del Sud. Qui vive Christine, una ragazza che con la madre lavora dai Bauerman, un’importante famiglia di origine ebraica dove è nato il giovane Isaac. Tra i due nasce una rapida intesa e in breve tempo l’amicizia si trasforma in amore reciproco, rispettoso, fino a quando l’imporsi sempre più effettivo del regime hitleriano metterà a repentaglio l’incolumità della coppia. Povertà, rappresaglie compiute da parte della Gestapo verso i tedeschi sospettati di aver aiutato gli ebrei, deportazioni, violenza e la fame dentro e fuori i campi di concentramento sono i temi riguardanti l’umanità europea tra il 1939 e il 1945. Su di essi si innesta la storia della famiglia di Christine con i drammi interni derivanti dal degrado esistenziale causato dal conflitto bellico. Christine e Isaac vengo da due mondi diversi – lei cattolica, lui ebreo – ma indipendentemente dalle origini la brutalità della guerra non risparmierà a nessuno dei due violenze e ritorsioni, i cui effetti non sempre calcolabili si rifletteranno sul vissuto privato di entrambi. Le pagine di  La stagione dei ricordi perduti corrono via veloci e nonostante il tanto male presente in esse, la speranza e l’amore si dimostrano essere alcuni tra gli antidoti  presi ad uso dai personaggi per rialzarsi e tentare di continuare a vivere. I personaggi principali sono la coppia di giovani che con la forza dell’amore sfidano un regime autoritario per cercare la salvezza. Allo stesso tempo i tanti comprimari che agiscono accanto a loro – sorelle, fratelli, amici – sono coinvolti in situazioni che evidenziano l’espansione ramificata di un dramma comune a molti. Un esempio toccante di questa drammatica realtà è la vicenda riguardante Maria, sorella di Christine, anche lei sopravvissuta alla guerra, purtroppo vittima di una violenza derivante dai disordini post liberazione che segneranno per sempre la vita e il suo destino. La stagione dei ricordi perduti è una narrazione dal ritmo incalzante, ricca di sentimenti ed emozioni che aiutano il lettore  a conoscere la dimensione del vissuto civile della popolazione tedesca durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale. L’autrice dichiara che i protagonisti della vicenda non sono suoi parenti diretti, ma conferma che quello che i suoi nonni e genitori vissero in Germania in quegli anni è sicuramente stato una fonte importante di ispirazione.  La stagione dei ricordi perduti è un romanzo dove amore, terrore, coraggio, speranza e bisogno di giustizia convivono, restituendo a noi lettori il quadro del dramma – da non dimenticare per non ripetere gli errori del passato- che colpì l’intera umanità della Germania e dell’Europa. Traduzione dall’inglese di Maria Grazie Perugini.

Ellen Marie Wiseman è nata e cresciuta in un piccolo paesino della Stato di New York. La stagione dei ricordi perduti, il suo primo romanzo, si ispira alle storie dei suoi nonni e dei suoi genitori, arrivati negli Stati Uniti dopo aver conosciuto gli orrori della Seconda guerra mondiale e dello sterminio. La Wiseman vive con il marito sulle rive del lago Ontario. Per saperne di più su di lei: ellenmariewiseman.com.

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