:: Recensione di Il buon informatore di John Banville (Guanda, 2013) a cura di Michela Bortoletto

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john-banville-il-buon-informatoreJohn Glass è un giornalista irlandese da poco trasferitosi a New York. Nel passato è stato un corrispondente di prima linea: l’Intifada, il conflitto nordirlandese, Piazza Tienanmen. Abituato a trovarsi in mezzo a conflitti, guerre e rivoluzioni, Glass fatica ora ad abituarsi alla vita tranquilla e agiata di New York. Ha una moglie troppo impegnata per un’organizzazione benefica per dedicar a lui del tempo, un figliastro che lo odia e una pittrice  come amante.
La noia, la voglia di riscatto, la monotonia e soprattutto il ghiotto compenso economico offertogli sono alla base della decisione di Glass di accettare di scrivere la biografia di William “Big Bill” Mulholland: ex agente della Cia, magnate delle telecomunicazioni e suocero di John Glass.
Scrivere la biografia di Big Bill non è semplice. Con il suo passato di agente della Cia Big Bill ha parecchie informazioni che sono state nascoste e che devono rimanere tali. Inoltre è pur sempre il suocero di Glass e far emergere un passato non troppo immacolato significherebbe probabilmente mettere nei guai il suocero e rovinare la reputazione della moglie.
Preso da mille dubbi, John Glass decide di contattare Dylan Riley,  un giovane cacciatore di informazioni. Riley verrà incaricato da Glass di scoprire quante più cose possibili sul conto di William Mulholland.
Ma presto Riley verrà trovato morto: ucciso da un colpo di Beretta. Che abbia scoperto fin troppe cose?
Chi lo ha messo a tacere? Per quale motivo? Cos’aveva scoperto? E perché Riley nella sua ultima telefonata prima di morire ha detto a Glass di avere qualcosa di compromettente sul suo conto?
John Glass, preso ora da infiniti dubbi, comincia così una propria indagine per scoprire la verità sulla morte di Dylan Riley ma soprattutto su ciò che il povero informatore aveva scoperto di così scottante e compromettente da costargli la vita.
Il maggiore sospettato è ovviamente Big Bill ma il destino avrà in serbo sorprese ben peggiori per John Glass che si ritroverà presto a dover scegliere tra la verità e la famiglia. D’altra parte Glass era stato avvertito  “Siamo tutti colpevoli, tutti noi… te compreso!” Ora starà a lui scegliere fino a che punto essere colpevole.
Il buon informatore è essenziale e tagliente. Banville in poche pagine riesce a delineare perfettamente i dubbi, le certezze e le difficoltà di John Glass. Non si perde in ridondanti descrizioni ma va subito ai fatti, all’essenziale delle cose. Il buon informatore è, dal mio punto di vista,  una lettura ideale per un pomeriggio al mare. Trad. di Irene Abigail Piccinini.

John Banville è nato a Wexford, in Irlanda, l’8 dicembre del 1945. Romanziere e giornalista, scrive anche con lo pseudonimo di Benjamin Black. Banville ha studiato alla Christian Brothers’ School e al St Peter’s College a Wexford, ma non ha frequentato l’università. Alla fine degli anni Sessanta divenne redattore dell’Irish Press, per poi essere promosso capo redattore. Dopo il fallimento dell’Irish Press divenne redattore dellIrish Times. Venne nominato redattore letterario nel 1998 ma infine decise di andarsene. Banville scrive nel The New York Review of Books fin dal 1990. Banville ha un grande interesse per la vivisezione e i diritti degli animali e spesso rilascia dichiarazioni contro l’utilizzo della vivisezione a scopo di ricerca nelle università irlandesi.


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