:: Un’ intervista con Queen Persefone, alias Milena Rao a cura di Elena Romanello

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la-luna-nera-e-la-fanciulla-dagli-occhi-di-rugiadaIl vasto panorama della letteratura fantastica si arricchisce con un nuovo titolo della casa editrice specializzata nel genere Anguana, che propone La luna nera e la fanciulla dagli occhi di rugiada, di Queen Persefone, alias Milena Rao, che cura anche i disegni della copertina. In un mondo del futuro, dove una tecnologia di tipo steam punk si affianca alla magia, nuovi equilibri e nuove lotte attraversano le terre conosciute, abitate da genti che sono l’evoluzione di molte delle culture di oggi. Gli apostoli del Sacro Zodiaco, che ispirano terribili tiranni, si trovano di fronte i ribelli della Luna Nera, tra cui emergono Shin, erede delle tradizioni delle dee indiane, e la giovanissima e misteriosa Callisto.

Abbiamo chiesto a Queen Persefone, nuova voce del fantastico, di dirci qualcosa in più sul suo romanzo.

Come è nata l’idea del libro?

L’idea è nata molti anni fa e l’ho sviluppata gradualmente, attraverso un percorso fatto di studi e visioni immaginarie, un viaggio trasversale dentro e fuori di me. L’idea iniziale era quella di creare un genere di personaggi e di storia che, da lettrice, mi sarebbe piaciuto leggere: volevo ad ogni modo che la narrazione ruotasse attorno alla protagonista, Callisto (il cui nome significa “la Bellissima”); che fosse un personaggio con un certo spessore emotivo. Il cinema americano ha molto influenzato le atmosfere di ciò che ho scritto finora.

Il tuo romanzo è un fantasy con vene fantascientifiche: come mai questa scelta?

Nonostante non sia mai stata una lettrice del filone fantascientifico tradizionale, ho apprezzato molto opere come Il nuovo mondo di Huxley, V for Vendetta (sia il fumetto che la trasposizione cinematografica), e film come Matrix e, più tardi, Avatar; tutte opere ambientate in un ipotetico futuro che è in parte il riflesso delle nostre attuali paure ma anche delle nostre speranze, dei sogni dell’uomo contemporaneo. Ho pensato che sarebbe stato bello creare qualcosa del genere, un contesto immaginario ma ricco di elementi appartenenti al nostro presente e, soprattutto, al nostro passato, alla nostra storia, dove la suggestione epica si fonde col dinamismo futurista, la natura con la tecnologia, la magia con la scienza.

Nel tuo romanzo si parla di tematiche come l’integralismo religioso, il ruolo delle donne, il razzismo: cosa diresti a chi dice che la letteratura fantastica è pura evasione e letteratura di serie B?

Il livello della letteratura non è stabilito dal suo genere, bensì dal suo contenuto effettivo, dal modo in cui “l’oggetto” viene trattato: di un medesimo argomento se ne può parlare in modo mediocre oppure magistrale. Il problema, soprattutto in Italia, è dato da due principali cause: da una parte ci siamo fossilizzati troppo sul neorealismo, nel cinema come nella letteratura come nella fotografia, facendolo emergere come genere dominante su tutti gli altri, dall’altra, ci siamo rifiutati di trovare maniere diverse per parlare di qualcosa, qualsiasi cosa: tuttora la saggistica viene considerata l’unico mezzo di comunicazione per tutta una serie di tematiche; ma non è così. I mezzi sono infiniti, dal romanzo, alla poesia, alla pittura, alla musica, come sono infinite le cose di cui si può parlare. Inoltre, non bisogna sottovalutare né sminuire l’importanza dell’arte e della letteratura come forme di evasione dalla realtà, di escapismo: questo permette all’uomo di sopravvivere, di superare anche i momenti più difficili della propria vita. Anche di creare dentro di sé una sorta di “Eden”, di mondo migliore in cui rifugiarsi e coltivare quel genere di bellezza e di valori che hanno il potere di trasformare l’individuo e, in un’ottica più ampia, la società stessa. C’è una ragione ben precisa, del resto, se fede, politica ed arte esistono sin dagli albori delle prime civiltà che hanno popolato il nostro pianeta: l’essere umano ne ha bisogno in egual misura. Neppure in tempi di crisi o di guerra le varie forme artistiche hanno cessato di esistere, ed anzi, talvolta, è nei periodi più oscuri che esse sono nate o si sono rafforzate.

Quali sono i tuoi maestri nei generi del fantastico e non?

Ho iniziato da ragazzina leggendo Stephen King: mi piace specialmente il suo modo di rendere l’interiorità di un personaggio, di farlo emergere dalla carta. Sono presto passata alla letteratura gotica, leggendo H.P. Lovecraft e apprezzandone le atmosfere oniriche, surreali. Quella che ho amato maggiormente all’interno del genere è stata Anne Rice, che ha davvero un modo unico di raccontare il gotico moderno unendo carnalità e spiritualità, ma soprattutto un’estetica nello stile di scrittura che mi ha molto ispirata. E ovviamente, Tolkien: la sua opera è una pietra miliare di tutta la letteratura, non solo di quella fantastica. Un autore che non ha a che fare col genere fantastico, ma che continuo ad amare moltissimo e che è stato fondamentale nella mia formazione come scrittrice, è invece Gabriele D’Annunzio (preciso: le opere del periodo romantico/decadente, non le ultime di stampo verista). Il suo modo magistrale di scrivere della Bellezza e del Piacere, la sua poetica, la sua esaltazione della natura e dei sensi, possono considerarsi un’autentica celebrazione della Materia universale.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Senz’altro continuare a lavorare alla saga: il secondo ed il terzo volume sono già scritti, ed ho iniziato il quarto. Ci sarebbe anche, parallelamente, un saggio sugli Animali Totemici. In più ho di recente iniziato a lavorare ad un altro progetto del quale per ora non posso dire altro.

Consigli per gli esordienti?

Leggete tanto, tutto quello che vi ispira, di vecchio e di nuovo, di qualunque genere: confrontatevi con diversi autori. Andate al cinema, a teatro, alle mostre di pittura e fotografia, viaggiate. Lasciatevi ispirare da tutte le cose del mondo in grado di suscitarvi emozioni. Ascoltate tanta musica. Curate con amore e dedizione quel giardino dentro di voi, coltivate il vostro mondo interiore, concepite visioni, immagini, dialoghi: vivete tutto dentro voi stessi, prima di metterlo su carta. E soprattutto, non rinunciate mai ai vostri sogni; invece lottate per realizzarli senza farvi influenzare dal giudizio del mondo esterno.

Una Risposta to “:: Un’ intervista con Queen Persefone, alias Milena Rao a cura di Elena Romanello”

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