:: Segnalazione di Quando lei era buona, Philip Roth (Einaudi, 2012)

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quando leiQuando lei era buona, Philip Roth
Traduzione di Norman Gobetti

In questo romanzo tanto divertente quanto terrorizzante, assoluta protagonista è, caso unico nei romanzi di Philip Roth, una donna. Lucy Nelson reagisce alle ferite dell’infanzia con una rabbia ferocemente moralista: il suo desiderio di essere «buona», anzi di essere la piú buona di tutti, condurrà lei e chi la circonda al disastro.
Da bambina Lucy Nelson vede il padre alcolista finire in galera. Da quel giorno ha cercato di redimere qualunque uomo le capitasse intorno, per la rovina sua e dei suoi amanti. Quando Roy e Lucy iniziano a uscire insieme, lui lo fa perché sta cercando se stesso, lei perché non sopporta più una madre remissiva e un padre ubriacone. Si innamorano, o cosi credono. Quando Lucy cede alle estenuanti insistenze, alle canzoni romantiche e alle parole rassicuranti di Roy e “va fino in fondo”, rimane incinta. Da quel momento in avanti, come in una tragedia greca in cui, qualunque cosa si faccia, non si può sfuggire al destino, tutto precipita. Lucy non vuole ripercorrere le orme della madre, non vuole diventare la moglie di un uomo egoista, debole e fallito, ma si convince di essere già quel tipo di donna, trascinando il matrimonio – e se stessa – alla rovina. Uscito subito prima del Lamento dì Portnoy, questo terzo romanzo di Philip Roth contiene già tutto il sarcasmo, l’ironia tagliente, l’inquietudine morale delle opere della maturità. Ma possiede una caratteristica che lo rende una stella preziosa: è l’unico romanzo del maestro di Newark ad avere per protagonista una donna. Con Lucy, Roth consegna alla storia della letteratura un personaggio agghiacciante e commovente, incarnazione di una donna che lotta per non sprofondare nella propria follia.
Con i ritratti infallibili e precisi di Lucy e di Roy, il marito infantile e sfortunato, Roth ha creato un grande quadro della vita americana e dei suoi sentimenti, dei suoi desideri e dei suoi rancori, una visione allo stesso tempo spietata e piena di compassione.
Il terzo romanzo di Philip Roth, pubblicato nel 1967 e proposto oggi in una nuova traduzione, procede con la stessa ineluttabilità della tragedia greca.

«Quando lei era buona è un passo avanti rispetto alla maggior parte dei romanzi usciti in questi anni. Roth è uno scrittore serio, uno di quelli che volge le spalle alle mode e alle aspettative, uno capace di prendersi dei rischi. Per questo e per altri motivi Roth è uno dei pochi scrittori di oggi di cui valga la pena occuparsi in futuro».

Recensione originale del «New York Times»

«Una grande, poderosa tragedia, terribile come la vita».

Stanley Elkin

Un estratto

2 Risposte to “:: Segnalazione di Quando lei era buona, Philip Roth (Einaudi, 2012)”

  1. Enrico Pandiani Says:

    Devo dire che l’ho trovato tut’altro che divertente. È un libro cupo e angosciante, un viaggio senza speranza verso una fine ineluttabile che molto presto il lettore riesce a immaginare. Quasi un’anticipazione del femminicidio.

    • liberdiscrivere Says:

      E’ del 1967 ripubblicato oggi con una nuova traduzione di Norman Gobetti. Ne ho sentito parlare oggi su Billy e ho fatto un po’ di ricerche. Non so perchè l’avevo ignorato, forse un presentimento. Sembra davvero fosco e cupo, immagino un finale di morte e di disperazione. L’ho segnalato anche se con colpevole ritardo e spero di leggerlo, almeno quando sarò dell’umore per affrontarlo.

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