:: Recensione di Piazza San Sepolcro – La prima indagine dell’ispettore Lucchesi di Gianni Simoni (TEA, 2012)

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Piazza San Sepolcro – La prima indagine dell’ispettore Lucchesi di Gianni Simoni, edito da TEA, inaugura un nuovo ciclo narrativo dello scrittore bresciano, conosciuto per il ciclo di Petri e Miceli, che ha per protagonista Andrea Lucchesi, ispettore appena trasferito al Commissariato Centro di Piazza San Sepolcro per divergenze con il commissario Vincenzo Lo Bue.
Andrea Lucchesi, padre italiano e madre eritrea, è forse il primo ispettore di colore del giallo poliziesco italiano, caratteristica che non solo influisce sulla psicologia del personaggio, burbero e solitario e forse profondamente infelice per la sua percezione della diversità, ma permette all’ex magistrato di criticare il razzismo latente e una certa mentalità provinciale e gretta, con i suoi pregiudizi e le sue intolleranze, che ancora infestano la nostra quotidianità.
Cambiano i personaggi e cambia anche l’ambientazione. Lasciata Brescia, scenario dei casi di Petri e Miceli, ci troviamo in una Milano invernale, si sta avvicinando il Natale, che per i suoi tocchi crepuscolari non può non portare alla memoria la Milano di Scerbanenco. Due sono i filoni di indagine seguiti nel romanzo: la caccia ad uno stupratore seriale, caso che solo incidentalmente tocca il protagonista, e la ricerca della banda di responsabili di furti di opere d’arte.
Ma la tenue traccia investigativa quasi rappresenta un pretesto per parlare dei personaggi, vero obbiettivo dell’autore. Tutto ruota intorno a Andrea Lucchesi, un uomo stanco, pieno di vizi e debolezze, stazzonato nel vestire, solo e decisamente lontano da qualsiasi ottica di carriera o di miglioramento della propria posizione. Un uomo che inspiegabilmente piace alle donne, che lui caparbiamente rifugge, che si intende di arte e pittura, che nasconde dietro una maschera di ruvidezza e scontrosità un’anima sensibile, poco adatta al lavoro che svolge e al mondo che lo circonda.
I capitoli sono brevi, la scrittura lineare e scevra di artifizi, quasi impressionista nel descrivere le atmosfere metropolitane ingrigite dal freddo e melanconiche. Una lettura interessante, non troppo piena d’azione, ma forte di un solido talento narrativo. Un buon poliziesco all’italiana di un autore che non conosco molto bene, ma la cui lettura mi ha lasciato una piacevole curiosità. Consigliato.

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