:: Recensione di Non sarà mai inverno di Andrew Nicoll (Sonzogno, 2012) a cura di Viviana Filippini

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Un po’ di leggenda, un po’ di fiaba, un giusto tocco di realismo – concedetemelo – magico ed ecco tra gli scaffali delle librerie un romanzo d’amore gustoso, frizzante e non melenso. A quale libro mi sto riferendo? A Non sarà mai inverno di Andrew Nicoll, giornalista scozzese al sue esordio narrativo con questo romanzo pubblicato in Italia dalla Sonzogno. La storia prende forma nel piccolo e sperduto centro urbano di Dot, sulle rive del mar Baltico, dove la vita sembra trascorrere ogni giorno monotona e sempre uguale a se stessa, ma l’imprevisto si nasconde dietro l’angolo. Ad accorgersi che tra il sindaco Tibo Krovic e la sua segretaria Agathe Stopak c’è qualcosa di particolare, che potrebbe essere un qualcosa di più di una semplice simpatia reciproca, non sono gli abitanti della cittadina, ma Walpurnia la santa barbuta protettrice della città. Sarà proprio questa figura che dall’alto controlla ogni anfratto di Dot a fomentare quel sentimento incontrollabile nei due protagonisti di Non sarà mai inverno, scatenando una scia di emozioni e di eventi che cambieranno per sempre la vita della comunità dottiana. Non sarà mai inverno di Nicoll è la storia di un amore nascente che lotta contro le complessità caratteriali dei protagonisti per potersi manifestare e concretizzare. Tibo e Agathe hanno due vite private un po’ dolorose e devo dire minate da un profonda solitudine che li induce a riflettere su quello che vorrebbero dalla vita ma che non riescono ad ottenere, un po’ per volontà dell’imprevedibile destino e un po’ per la loro imbranataggine nel vivere. Il sindaco è single e travolto in modo completo dal suo lavoro da pensare troppo agli altri e mai a se stesso. Agathe ha un marito, ma il dramma familiare che li ha travolti ha causato un completo collasso nella relazione sentimentale della coppia. Due piccoli mondi di sofferenza che si incontrano ogni giorno ed imparano a conoscersi fino a quando il tocco magico interverrà a sconvolgere le loro esistenze. Non a caso tra Tibo e Agathe scoppierà la passione amorosa fatta di incontri, cenette romantiche, lunghe passeggiate che danno vita ad un rapporto del tutto platonico, nel quale lui dimostrerà di essere sì innamorato, ma un po’ troppo impacciato a dimostrare apertamente ad Agathe quelli che sono i suoi sentimenti.  Il sindaco è un uomo timido- troppo direi- a compiere il passo decisivo con Agathe, che ad un certo punto si stancherà di aspettarlo gettandosi tra le braccia di un uomo che in realtà non la ama veramente. Non sarà mai inverno è un romanzo d’amore caratterizzato da un’ atmosfera tragicomica nella quale i sentimenti umani messi in gioco vengono vissuti con imbarazzo e forte impaccio da parte dei due protagonisti, creando una trama dove gioie e dolori della vita si mescolano. Nel romanzo primo di Nicoll i sentimenti messi in gioco sono profondamente umani, ma il tocco di magia che si insidia ovunque crea un atmosfera fantastica e fiabesca, nella quale la storia di amore tra due metà separate prende pian piano dimensione valicando ostacoli fisici e anche di forma. Giunti alla fine di Non sarà mai inverno ci si accorge che la storia non è solo una piacevole avventura d’amore, ma essa ha la tipica strutta della fiaba d’altri tempi che fa sorridere e risolleva un po’ il morale del lettore in tempi cupi per la nostra società. Interessante, ci terrei sottolinearlo, è che l’atmosfera fantastica non sminuisce il contenuto del romanzo di  Nicoll, anzi la magia convive perfettamente con la complessità reale dei sentimenti che agitano il cuore degli esseri umani protagonisti influenzandone le parole e le azioni, dimostrando che nonostante le difficoltà e gli ostacoli di ogni giorno è ancora possibile sperare e amare.

Andrew Nicoll è nato a Dundee, in Scozia, 49 anni fa. Da sempre vive tra i vicoli del villagio di pescatori dove la sua famiglia risiede da generazioni. Ha tre figli che frequentano le stesse scuole che ha frequentato lui da bambino e sostiene che Dundee è l’unico luogo dove vuole stare perché quando guarda il mare, seduto davanti alla porta di casa, sa esattamente qual è il suo posto nella mappa del mondo. E’ giornalista e ha pubblicato vari racconti. Non sarà mai inverno è il suo primo romanzo e ha vino il prestigioso premio Saltire per la miglior opera d’esordio.

2 Risposte to “:: Recensione di Non sarà mai inverno di Andrew Nicoll (Sonzogno, 2012) a cura di Viviana Filippini”

  1. Andrew Nico Says:

    Thank you so much for your kind interest. I’m glad you liked it.

  2. Viviana Says:

    Hi Andrew, nice to meet you, thank to you to this book. It’s very nice and interesting. You go into the deep of soul and human heart.

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