Torniamo a leggere con piacere la prosa distesa di Enrico Pandiani. Tra tanti buonisti o feroci per moda o convenienza Enrico ti sforna un romanzo dalla forma perfetta con un giusto equilibrio tra ironia e tristezza, tra crudeltà e passione, tra ferocia e detection, con una magnifica scena d’azione e due bei personaggi femminili. Jean-Pierre Mordenti, della brigata criminale de les Italiens, rimasto quasi l’unico (Alain Servadoni qui è poco più che comprimario) viene chiamato a Fointainebleau per indagare su un caso delicato. Se l’elefantino Babar (creato da Jean de Brunhoff nel 1931) per le generazioni di italiani più giovani magari dice poco, per chi conosce e ama la Francia rievoca tempi passati. Ed è questo il senso dell’inchiesta in cui ci sono morti ammazzati e pure male con una vecchia mitragliatrice della Guerra. Politici corrotti, traditori, nazisti, patrimoni e famiglie massacrate. Un amore da vendicare. Spunto forse non originalissimo ma raccontato con grande maestria e capacità di dosare tempi e modi senza voler fare a tutti i costi i postmoderni. Anche se la serie ha perso un po’ il ‘mordente’ della primissima avventura che resta insuperata per ritmo e tematiche , è un bel polmone d’aria nel panorama stentatissimo del thriller italiano. C’è una bella poliziotta vietnamita e un’altra ancor più bella su cui gli uomini scommettono. Mordenti si destreggia, rischia vita e cuore, risolve il caso. Mi ricorda sempre un po’ Lino ventura dei tempi belli con il viso da cucciolone ma il pugno e la pistola facili. Il cervello fino soprattutto. Insomma un gran bel libro che non cerca di imitare nessuno e muove passi sicuri lungo l’ispirazione dell’autore.
Stefano Di Marino
Scopri di più da Liberi di scrivere
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Lascia un commento