:: Intervista a Miriam Formenti tra amore e storia a cura di Elena Romanello

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MIRIAM FORMENTIMiriam Formenti è un nome noto a tutte le lettrici (e perché no i lettori) di romanzi sentimentali a sfondo storico, e sarà ospite sabato 26 marzo a La vie en rose, insieme a Sveva Casati Modignani, Ornella Albanese, Mariangela Camocardi, Roberta Ciuffi, Maria Masella, Theresa Melville, Paola Picasso, Sylvia Z. Summers (sito ufficiale sotto http://www.lavieenroseevento.it/).
Ma cosa vuol dire scrivere romance? Lo abbiamo chiesto appunto a Miriam Formenti.

Come sei arrivata a scrivere e perché?

Per caso, in una giornata in cui stranamente non avevo nulla da fare e, aggiungo, quasi per gioco.
In pratica, pur avendo una discreta fantasia non immaginavo, né sognavo, di fare dello scrivere la mia professione. Adoravo leggere: in metropolitana quando andavo e tornavo dall’ufficio; al parco, seduta su una panchina mentre le mie bambine giocavano o, semplicemente, quando riuscivo a ritagliarmi un momento tutto mio fra le varie incombenze. Insomma, appena potevo tenevo un libro fra le mani, che fosse  fantascienza, giallo o romance. Se un libro non mi convinceva, lo cancellavo semplicemente dalla mia mente dopo averlo comunque letto fino alla fine; se invece mi conquistava, mi capitava di immaginare cos’altro mi sarebbe piaciuto trovare in quella storia, perché diventasse davvero perfetta per i miei gusti. 
Un giorno mi sono chiesta se sarei stata capace di scrivere qualcosa. Mi sono quindi  messa alla prova, abbastanza sicura, conoscendomi,  che il giorno dopo non avrei più ripreso fra le mani quel quaderno. Invece non solo l’ ho ripreso; ho recuperato una vecchia Olivetti che i miei suoceri avevano in casa e in pochi mesi ho finito il mio primo romanzo contemporaneo,  adattissimo a una collana rosa,  seguito a  breve distanza dal secondo. Sono stata anche molto fortunata, poiché entrambi sono stati pubblicati quasi subito.

Tu scrivi letteratura al femminile, genere bistrattato: cosa diresti ai suoi detrattori?

Direi di allontanare tutti i pregiudizi; di  acquistare un romance senza lasciarsi forviare dalla copertina e concedersi qualche ora  di tempo sdraiati comodi su un  divano. Così potrebbero immergendosi completamente nel racconto, immaginando le scene che scorrono capitolo dopo capitolo, vedendole, persino, proprio come guardiamo un film nel buio di una sala cinematografica. 
Sono sicura che verrebbero conquistati dai sentimenti descritti; sentimenti che tutti nella vita proviamo e di cui non ci vergogniamo, poiché l’amore è il perno della nostra esistenza. Si lascerebbero prendere dall’avventura e probabilmente chiuderebbero il libro soddisfatti, magari già pronti ad acquistarne un altro.  

Scrivi sia romanzi contemporanei che storici: quali preferisci e che tipo di differenze c'è tra uno e l'altro?

Nei contemporanei esiste grande libertà di scelta nel costruire una storia: viaggi veloci per raggiungere posti esotici; telefoni, cellulari, computer e una grande apertura mentale rispetto a molte questioni sociali.  Ma ci sono dei limiti che ci pone proprio il progresso. Diciamolo, al giorno d’oggi alcune situazioni  sarebbero improbabili,  anche se non impossibili. Negli storici, che certamente preferisco, si può osare con l’inverosimile di questo secolo;  si  può scrivere di matrimoni combinati e forzati,  di figli scambiati, di rapimenti,  di ricevimenti  di cui possiamo solo sognare e  di uomini coraggiosi e sprezzanti della morte, che per il loro amore darebbero veramente la loro vita. E poi, anche se a volte sono piuttosto lunghe,  le  ricerche storiche mi piacciono e si impara sempre qualcosa. 

Prossimi progetti?

Sicuramente un altro romance, probabilmente ambientato nel XVIII secolo. Tuttavia il periodo non è ancora certo.  

Consigli per gli aspiranti scrittori?

Sarebbe presuntuoso da parte mia cercare di offrirne, proprio perché, come detto sopra, io ci sono arrivata per caso. Tuttavia credo che leggere possa aiutare  molto chi si porta dentro questo desiderio. Direi di cominciare a mettere qualcosa su carta ed evitare, se possibile, di chiedere poi  conferma ai parenti e agli amici. Non dimentichiamo che chi ci ama non ci dirà mai che il nostro lavoro non è buono. Fra l’altro troppi complimenti, a parer mio, non aiutano. Se crediamo di essere troppo bravi non miglioreremo mai.

2 Risposte to “:: Intervista a Miriam Formenti tra amore e storia a cura di Elena Romanello”

  1. utente anonimo Says:

    Grazie per questa intervista . Miriam è la dimostrazione che spesso scrittori si nasce. Io ho iniziato da poco a scrivere qualcosina e sto cercando di condividerla attraverso un blog che ho creato. Si chiama http://www.sentieridicarta.it per chi volesse seguirlo… Ovviamente devo ancora migliorare molto ma come dice Miriam Formenti: "[…] Se crediamo di essere veramente bravi non miglioreremo mai"

  2. utente anonimo Says:

    Voglio ringraziare  Elena  Romanello per questa bella intervista; tutte le care amiche che la leggeranno, e  il blog 'Liberi di scrivere'  per avermi ospitata.
    Miriam Formenti

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