:: Recensione di Le Beatrici di Stefano Benni a cura di Maurizio Landini

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beatriciStefano Benni – Le Beatrici  (edito da Feltrinelli – collana ‘I Narratori’, Milano, 2011, pagine 94) 
Recensione a cura di Maurizio Landini
 
"Io non ho età, sono come una dentiera, rido e digrigno in un corpo che non è mio, che è troppo diverso dalla mia anima, la mia anima non fa questa puzza, sa di mare la mia anima."
(Stefano Benni – Vecchiaccia in Le Beatrici)
 
Cinque attrici di talento -Gisella Szaniszlò, Elisa Marinoni, Valentina Chico, Alice Rondini e Valentina Virando- hanno messo in scena una serie di monologhi inediti di Stefano Benni, raccolti in Beatrici, uno spettacolo-laboratorio tenutosi al Teatro dell'Arcimboldo, a Genova. I monologhi teatrali possiamo leggerli nell’omonimo testo edito Feltrinelli, dove troveremo anche alcune poesie e ballate scritte dall'Autore nell'arco di dieci anni.
 
   Le Beatrici è buono, dolce, romantico ma anche cattivo, acido e porco. È stramaledetto e che Dio lo benedica. È ancora Benni, il Cercatore di perle, siano esse poesie, racconti o monologhi teatrali. Ancora lui a regalarci sogni, mele avvelenate e specchi, a farci sghignazzare o piangere. A farci vivere di pensieri, a staccarci per un po' dai nostri laptop, dalla ultima news, dai vecchi col fard e dai culi più o meno generosi.
   Suore o presidentesse, mocciose o vecchiacce, le Beatrici sono vive.  
   Le donne oggi più che mai hanno da parlare. E, dannazione, ascoltiamole per una volta!
 
   Nota per gli (aspiranti?) scrittori del fantasy: leggetevi lo splendido monologo (a una o tre voci) Mademoiselle Lycanthrope.


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