Per merito della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, siamo venuti in possesso de “Gli uomini ombra e altri racconti”, un libro notevole appena uscito, scritto da Carmelo Musumeci, ergastolano autodidatta, attivista per i diritti dei detenuti (*). Grazia, che si è incaricata di scrivere la seguente recensione del libro, ne è rimasta inaspettatamente angosciata. Vi invitiamo a leggere “Gli uomini ombra e altri racconti” che ci fa “sperimentare sulla nostra pelle” il buio della detenzione e soprattutto dell’ergastolo “ostativo”, una punizione inumana e lesiva dei diritti fondamentali. Al di là del primo livello di tristezza quasi assoluta, avvertirete la luce e la speranza di chi si batte, nonostante tutto, per un mondo nuovo, più rispettoso dei diritti umani.
Quando mi è stato chiesto di scrivere una recensione del libro “Gli uomini ombra e altri racconti”, di Carmelo Musumeci, ho accettato volentieri, perché da molti anni ormai mi occupo di diritti umani e di detenuti ed ho creduto di poter affrontare con lucidità e moderato coinvolgimento il testo da esaminare.
Le cose non sono andate proprio così. Già da prima sapevo che la vita nelle carceri è dura e squallida, che molto spesso i condannati all’ergastolo hanno alle spalle storie tristi di infanzie rubate e di maltrattamenti, che solitudine e tristezza regnano tra le pareti delle celle, ma una cosa è “sapere” e una cosa è “sperimentare sulla propria pelle”.
Leggendo i racconti di Carmelo sono entrata con lui nel carcere, ho vissuto con uomini disperati, ho avvertito in me il gelo della solitudine, la tortura dei giorni tutti uguali, tutti ugualmente vuoti, segnati solo da attività lugubri. Ho udito le urla, gli insulti. Ho provato il morso della fame, quella vera, interrotta solo parzialmente da pasti pessimi e insufficienti. Ho intravisto, con ansia infinita, con il cuore in tumulto, lo spiraglio di una possibile salvezza, lo spiraglio della libertà, solo per precipitare nuovamente e ancor più dolorosamente nell’abisso di violenza fisica, ma soprattutto psicologica, del carcere. Ho anche però capito il significato di amicizie silenziose e solidali, che permettono sacrifici incommensurabili, di amori travolgenti e senza speranza, di sentimenti forti e profondi, nel bene e nel male.
Carmelo Musumeci scrive in modo così coinvolgente che è impossibile non farsi attanagliare dall’angoscia, non provare tutta la compassione di cui si è capaci per questi uomini ombra, per i loro cari, e alla fine anche per i carcerieri, inariditi e privati dell’anima proprio come i loro carcerati, tutti travolti e divorati dal famelico Assassino dei Sogni.
L’Assassino dei Sogni è il carcere stesso, trasformato dall’abile penna di Carmelo in un essere vivo, tentacolare, gelido e malvagio, che avvolge e divora tutto ciò che di vivo riesce a inghiottire tra le sue mura. Le frasi di Carmelo sono molto spesso brevi, sembrano imitare il ritmo del respiro che diviene quasi affannoso mentre leggi, mentre ti immedesimi nei sogni rubati e nelle speranze tradite dei protagonisti, gli uomini ombra appunto, creature nascoste al resto del mondo e quindi dimenticabili e troppe volte di fatto dimenticate.
Sette racconti in questo libro, tutti terribili, tutti con un finale drammatico. Tutti tranne l’ultimo, in cui si intravede un barlume di speranza e di gioia, derivanti dall’amore e dal legame di amicizia che indissolubilmente lega corpo e anima di due persone, una dentro e una fuori dal carcere. Carmelo vuole trasmetterci un messaggio: solo se sapremo tendere una mano amica a queste persone altrimenti invisibili, solo se cercheremo di combattere e di far abolire la crudele e incostituzionale legge dell’ergastolo ostativo (**), potremo ridare un volto a queste persone, che quasi sempre hanno il solo grave torto di essere venute al mondo nel posto sbagliato.
Carmelo Musumeci è un condannato all’ergastolo ostativo, la sua biografia parla di un uomo intelligente e sensibile, sfortunato fin dall’inizio della vita, costretto a scelte sbagliate, ognuna conseguenza della precedente, tutte unite tra loro fino a formare la catena che ora lo tiene per sempre avvinto tra le mura del carcere di Spoleto. La sua intelligenza e il suo amore per la giustizia lo hanno portato a intraprendere un lungo e silenzioso cammino di redenzione che lo ha indotto a studiare fino a laurearsi in Giurisprudenza e a lottare dall’interno del carcere per sensibilizzare il mondo esterno sul dramma dell’ergastolo, che lui definisce “la pena di morte a gocce”.
Maria Grazia Guaschino- Direttivo Comitato Paul Rougeau( http://paulrougeau.org/ )
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(*) Carmelo Musumeci, “Gli uomini ombra e altri racconti”, Gabrielli Editori, Pagine 175, Euro 14. Il libro si può ordinare nelle librerie ma vi consigliamo di acquistarlo direttamente tramite il sito www.gabriellieditori.it oppure tramite il sito www.ibs.it
(**) Ergastolo senza benefici e senza revoca inflitto per determinati crimini associativi (v. n. 182 ).
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