:: Recensione di La mappa del destino di Glenn Cooper

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Cooper_La_mappa_del_destinoChi ci segue conoscerà sicuramente Glenn Cooper autore di due fortunati best seller storico- esoterici La biblioteca dei morti e Il libro delle anime . Nella nostra intervista dello scorso anno ci anticipò che nel gennaio 2011 sarebbe uscito in Italia un suo nuovo libro, non della serie precedente, un stand-alone nel quale la sua passione per l’archeologia avrebbe trovato libero sfogo. Esce infatti il 20 gennaio sempre per l’Edizioni Nord, specializzate in avventura e mistero, La mappa del destino il cui titolo in inglese The Thent Chamber è sicuramente più rivelatore. Sin dal prologo ambientato nella Francia del 1899 siamo trasportati nei dintorni di un piccolo villaggio del Perigord, Ruac che diventa lo scenario di una storia in cui, mistero, esoterismo, amore e morte si intrecciano indissolubilmente e conducono il lettore ai limiti dell’incredibile e ben oltre a dire il vero. Edouard Lefevre un insegnante e il giovane Pascal suo cugino durante una vacanza estiva entrano in una grotta e fanno una sconvolgente scoperta. Consapevoli che il segreto non possono tenerselo per loro ma devono avvertire le autorità tornano al villaggio di Ruac e commettono l’imprudenza di fermarsi al primo bar per mandare giù qualcosa di caldo. L’ingenuo Pascal ancora emozionato per l’incredibile avventura si lascia sfuggire che lungo la parete rocciosa hanno trovato una caverna al cui interno alla luce incerta dei fiammiferi hanno potuto vedere raffigurate immagini incredibili. Basta quello e in un attimo ad un cenno del barista gli uomini seduti alle loro spalle imbracciano i fucili e li uccidono. Più di un secolo dopo l’incendio della biblioteca dell’abbazia cistercense di Ruac fa tornare alla luce un singolare manoscritto redatto da Barthomieu monaco dell’abbazia vissuto nel 1307 che nell’unica iscrizione in chiaro in latino afferma di avere 220 anni. L’abate consegna il libro a Hugo Pineau antiquario restauratore per farlo riparare dai danni subiti durante l’incendio e così casualmente finisce nelle mani dell’archeologo Luc Simard che affascinato dai bellissimi disegni al suo interno contenuti, seguendo una mappa, giunge alla stessa caverna scoperta dai turisti ottocenteschi.  Decine di dipinti rupestri preistorici lo convincono di essere davanti a qualcosa di epico, di potenzialmente più grande della scoperta di Lascaux o della grotta di Chauvet. Grazie alle sovvenzioni del Ministero dei Beni Culturali un team di esperti viene radunato sul luogo degli scavi ed è l’inizio di una serie di morti sospette. Simard sempre più immerso in quel mistero si interroga sul legame tra il manoscritto e i dipinti rupestri e soprattutto sulla sospetta ostilità degli abitanti di Ruac. Cosa nascondono? Che segreto custodiscono con tanta tenacia e soprattutto perché i Servizi Segreti francesi fanno di tutto per ostacolarli? Ecco a grandi linee la trama di La mappa del destino che oltre all’avventura racchiude anche una storia d’ amore, un simpatico e fascinoso archeologo molto alla Indiana Jones,  una congiura che va avanti da secoli e coinvolge un intero villaggio, uno squarcio sui lavori intorno ai siti archeologici, una buona dose di fantastico, e pure un pizzico di spy story con tanto di agenti segreti pronti a tutto appartenenti ad una cellula segreta dalle azioni poco chiare. La scrittura di Cooper è piana, uniforme e  piacevole. Le pagine scorrono fluide, la suspence è ben calibrata, i particolari tecnici non sono banali o troppo invasivi,l’ intrigo avvince. Per gli amanti delle cospirazioni esoteriche una lettura sicuramente da non perdere, per gli altri un piacevole divertissement non privo di originalità, non noioso, magari capace di far passare ore di piacevole svago.

3 Risposte to “:: Recensione di La mappa del destino di Glenn Cooper”

  1. utente anonimo Says:

    [OT] Hai ricevuto un Sunshine Award – passaparola! http://angolonero.blogosfere.it/2011/01/sunshine-award.html

  2. Hatshepsut81 Says:

    E' il primo libro che leggo di Glenn Cooper e non é collegato con i due libri precedenti, per cui si legge tranquillamente senza problemi.
    La prima cosa che mi sono chiesta é il motivo per il quale non hanno mantenuto il titolo originale: trovo sia molto più pertinente rispetto a quello italiano. Ma non importa, perché invece la copertina mi piace molto.
    Le vicende sono narrate in terza persona e il protagonista (che domina per gran parte del romanzo) é Luc Simard un noto archeologo amante del proprio lavoro (forse avrei speso qualche parola in più per la sua caratterizzazione che risulta monodimensionale: praticamente oltre alla descrizione di un archeologo dedito al lavoro e amante delle belle donne non traspare molto altro).
    La narrazione si sposta abilmente tra varie epoche: ai giorni nostri, medioevo ed epoca preistorica.
    Coinvolgente, scorrevole, buon ritmo, ricco di suspance e azione, colpi di scena ben piazzati, interessanti e curate le ricostruzioni storiche (non c'è da meravegliarsi considerati gli studi dello scrittore).
    Ma sarà il lettore ad avere il quadro completo della situazione infatti molti aspetti rimarranno un'enigma per lo stesso Luc. Non manca il risvolto romantico ma é decisamente molto marginale e la cosa non mi dispiace.
    Un thriller godibilissimo (da ombrellone o da sere invernali) con una trama intelligente, originale e un finale inaspettato. Sicuramente recupererò gli altri libri di quest'autore.

  3. Hatshepsut81 Says:

    E' il primo libro che leggo di Glenn Cooper e non é collegato con i due libri precedenti, per cui si legge tranquillamente senza problemi.
    La prima cosa che mi sono chiesta é il motivo per il quale non hanno mantenuto il titolo originale: trovo sia molto più pertinente rispetto a quello italiano. Ma non importa, perché invece la copertina mi piace molto.
    Le vicende sono narrate in terza persona e il protagonista (che domina per gran parte del romanzo) é Luc Simard un noto archeologo amante del proprio lavoro (forse avrei speso qualche parola in più per la sua caratterizzazione che risulta monodimensionale: praticamente oltre alla descrizione di un archeologo dedito al lavoro e amante delle belle donne non traspare molto altro).
    La narrazione si sposta abilmente tra varie epoche: ai giorni nostri, medioevo ed epoca preistorica.
    Coinvolgente, scorrevole, buon ritmo, ricco di suspance e azione, colpi di scena ben piazzati, interessanti e curate le ricostruzioni storiche (non c'è da meravegliarsi considerati gli studi dello scrittore).
    Ma sarà il lettore ad avere il quadro completo della situazione infatti molti aspetti rimarranno un'enigma per lo stesso Luc. Non manca il risvolto romantico ma é decisamente molto marginale e la cosa non mi dispiace.
    Un thriller godibilissimo (da ombrellone o da sere invernali) con una trama intelligente, originale e un finale inaspettato. Sicuramente recupererò gli altri libri di quest'autore.

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