IL PARADISO DEGLI ORCHI (di Daniel Pennac)
“Il paradiso degli orchi” è il primo romanzo di quelli dedicati a Malausséne da Daniel Pennac. Il protagonista, Malaussène appunto, di mestiere fa il “capro espiatorio” ai Grandi Magazzini. Il suo compito è quello di muovere a compassione i clienti che sono rimasti scontenti e indurli, con occhioni lucidi e false storie stucchevoli, a ritirare reclami e denunce. E quindi evitare guai per sé, per i suoi superiori, per i Grandi Magazzini.
Malaussène vive in una famiglia assurda: niente papà, la mamma sempre via per fughe d’amore, e una pletora di fratelli e sorelle che più strani non si potrebbe: dalla veggente sensitiva alla fotografa, dal fratellino genio e pestifero al Piccoli con i suoi incubi natalizi.
Ma la storia, inaspettatamente, si tinge di giallo, quando una bomba esplode ai Grandi Magazzini. Pennac, da questo punto in poi, è un maestro a nascondere, dietro la burla familiare e l’ironia del protagonista, quella che è una vera e propria trama thriller.
Le esplosioni si susseguono e crescono, per un motivo o per un altro, i sospetti sul povero Malaussène.
Il libro scorre bene. È ironico, sagace, a tratti sorprendente. In sporadiche occasioni, l’autore si fa prendere un po’ troppo la mano dal suo atipico modo di scrivere, pieno zeppo di parentesi, divagazioni e subordinate, ma “Il paradiso degli orchi” resta un vero gioiello. Sui generis, senz’altro. Ma sempre un gioiello.
Stefano Benni definisce Daniel Pennac “un talento fuori dalle scuole”. Mai definizione è stata tanto azzeccata.
14 novembre 2013 alle 12:47 |
[…] questo post mi da la possibilità di iniziare. Vi rimando alla recensione del libro di Diego Di Dio qui e lasciandovi con le parole di Pennac: “Il film è meno noir rispetto al romanzo, è anche […]