:: Intervista con Cristiana Danila Formetta

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l_f9ff5510a47d4f24b73ac42a6c5e4e1cBenvenuta Cristiana su Liberidiscrivere e grazie per aver accettato la mia intervista. Iniziamo con le presentazioni. Sei nata a Salerno nel 1972, sei una blogger e una scrittrice di narrativa noir ed erotica, ami la musica rock e il cinema, sei amante della cultura fetish. Descriviti ai nostri lettori: pregi e difetti.

Pregi e difetti? Diciamo che sono una persona dotata di una forte etica, per mezzo della quale tengo a bada una innata immoralità. Per il resto sono una persona ordinaria, con una grande passione per la tecnologia. Mi conquista di più l’ultimo modello di processore che un paio di Loboutin, e da tempo ho messo in disparte i miei CD per fare spazio agli hard disk rimovibili pieni di mp3. Insomma, sono una feticista dell’high tech, anche se per prendere appunti per i miei libri uso ancora carta e penna.

Sei approdata alla scrittura quasi per caso partecipando ad un concorso letterario della casa editrice Transeuropa. Come è iniziato il tuo amore per la scrittura?

Il mio amore per la scrittura è una conseguenza del mio amore per la lettura, e questo lo devo a mio padre. È stato lui a mettermi tra le mani il primo libro, quando avevo sei anni. Penso l’abbia fatto perché mi annoiavo e piangevo, e così sperava di distrarmi e farmi stare zitta almeno per un quarto d’ora. Invece ha creato un mostro, perché da quel giorno io ho cominciato a leggere tutto quello che trovavo per casa, dai vecchi libri di Liala di mia madre, ai fumetti di Diabolik che mio zio ogni tanto dimenticava a casa nostra, fino ai libri gialli, che mi piacevano tanto anche se ero troppo piccola per capirli. Per fortuna papà è sempre stato poco attento alla mia educazione, così ho letto praticamente di tutto, senza filtri o censure. E quando a casa sono terminati i libri da leggere, ho cominciato a scrivere io stessa delle storie, su quaderni che etichettavo meticolosamente, suddividendoli per annate, con un ordine maniacale che hanno in comune solo due categorie di persone: gli scrittori e i sociopatici.

L’incontro con lo scrittore inglese Maxim Jakubowski segna una svolta nella tua produzione artistica. Vuoi raccontarci come l’ hai conosciuto, in che modo ti ha affascinato da cambiare così radicalmente il tuo concetto di arte e letteratura?

La scrittura erotica è un tipo di narrativa tra i più difficili da portare avanti, nonostante i preconcetti e la diffidenza che il genere attira su di sé, specialmente qui in Italia. Nell’erotica, più che nel noir o in altri settori, bisogna saper dominare la scrittura, tenerla quasi sottotono, senza mai forzare i caratteri o le situazioni. Un solo errore, e l’erotismo scade in pornografia.

In questo senso, l’incontro con Maxim è stato fondamentale perché lui mi ha insegnato la differenza tra erotismo e pornografia, una differenza che consiste sostanzialmente nella presenza o nell’assenza di una pretesa artistica, qui intesa come la capacità di suscitare emozioni ed empatia nel lettore.

Quando scrivo un libro, comincio col fare uno schema dei personaggi, successivamente racconto cosa fanno e cosa pensano, rivelo cosa sentono e do loro una vita che va al di là della camera da letto. Così anche in una scena di puro sesso, il lettore sarà comunque consapevole che i personaggi sono persone, o che avrebbero potuto esserlo, fuori dal libro. Invece nel racconto pornografico non c’è nemmeno un indizio di rapporto tra i personaggi. Non c’è empatia, non c’è un motivo preciso che giustifichi la loro esistenza, eccetto il sesso. Così il loro agire non ha finalità artistiche ma rappresenta solo un mero aiuto alla masturbazione.

Perché secondo te parlare di sesso crea ancora scandalo, quando il vero scandalo dovrebbe essere la guerra, la miseria, le notizie tragiche con cui i media ci bombardano ogni giorno, propagandando un vero e proprio voyeurismo dell’orrore?

Davvero i media ci bombardano con notizie sulla guerra e sulla miseria? A me non sembra, anzi penso che la maggior parte dei TG sia più interessata all’ultimo paio di mutande indossate da Belen che ai morti in Afghanistan o alle leggi ad personam promulgate un giorno sì e l’altro pure. A dire la verità, oggigiorno non fa scandalo né il sesso, né la morte. Siamo abituati a tutto e pronti al peggio, alle carneficine come al bunga bunga. Al massimo, queste cose destano curiosità. Solo quando il sesso e la morte sono collegate, scatta quello che tu chiami voyeurismo dell’orrore, che viene comunque opportunamente indirizzato a favorire un più alto indice di ascolto, come testimonia il caso di Sarah Scazzi.

Perché hai scritto Fetish Sex edito da L’orecchio di Van Gogh ? Quale è stata la tua motivazione principale?

Ero molto stanca di come i mass media continuavano (e continuano) a proporre il mondo fetish, come se i feticisti fossero fenomeni da baraccone da mostrare alle telecamere mentre vengono portati a spasso al guinzaglio, quando queste cose sono out anche nelle peggiori discoteche di Riccione. Per questo motivo, Fetish Sex racconta invece di persone normali, perfetti vicini di casa svelati in otto storie ispirate ad otto diversi feticismi, dal sadomaso allo spanking, dal bondage alla cura ossessiva del corpo. Storie molto diverse tra di loro, ma tutte calate nel quotidiano di una tranquilla vita borghese. In tal caso, un libro come Fetish Sex funziona come il buco della serratura che ci permette di sbirciare dentro otto vite diverse e solo all’apparenza anonime.

Www.cooletto.com . Ce ne vuoi parlare?

l blog di Cooletto fa parte del network di IsayBlog, ed è insieme la mia passione e il mio lavoro. È un blog erotico, ma non solo. Lo ritengo una mosca bianca nel panorama dell’eros online, innanzitutto perché la redazione è composta da sole donne, e poi perché dedichiamo ampio spazio alla cultura erotica, alla moda sexy, al burlesque e alla letteratura piccante, con un approccio intelligente al fetish e al BDSM. Insomma, Cooletto è una piccante fonte di ispirazione per uomini e donne che vogliono rompere le regole e sperimentare una sessualità creativa e più appagante.

Utilizzi un linguaggio trasgressivo nelle tue opere? Al giorno d’oggi cos’è la vera trasgressione?

Al linguaggio trasgressivo preferisco il sentimento trasgressivo. Di conseguenza, l’amore resta la trasgressione più genuina e autentica.

Sei femminista? Se si, ha ancora un senso ai nostri giorni nell’arte considerare categorie separate quella maschile e femminile. O quello che conta è l’individualità dei singoli individui, dei singoli artisti?

Non mi considero una femminista, preferisco evitare le categorie e pensare a me stessa come un individuo che fa le sue scelte, anche letterarie, e che per queste merita rispetto. Sono per l’individualità delle persone e degli scrittori e/o artisti, anzi rifiuto la distinzione di certa critica tra scrittura femminile e scrittura maschile. Che significano oggi queste categorie? C’è solo buona scrittura e cattiva scrittura, il resto è fuffa.

Una persona, un profumo, un atteggiamento cosa deve avere per essere sensuale?

La prima cosa che vedo in un uomo è il sorriso. Trovo che una bella risata sia estremamente seducente, specie se esce dalle labbra di un gran figlio di puttana. Ai profumi invece preferisco l’odore della pelle al naturale.

Cosa fa secondo te naufragare l’erotismo in perversione?

L’erotismo sottintende un’unità di intenti che rafforza la solidità della coppia. Quando il desiderio sessuale non è condiviso da entrambi i partner, allora l’erotismo si mescola alla prevaricazione, e di conseguenza non ha più la funzione di avvicinarci all’oggetto amato ma al contrario ci allontana da esso, trasformando il normale rapporto di coppia in una relazione perversa.

L’esibizione del corpo sia femminile che maschile nudo ha per molti connotazioni pornografiche; cosa lo trasforma in arte?

L’assenza di malizia nell’occhio di chi guarda.

Pensi che la parola “orgasmo”sia a ancora una parola tabù?

Assolutamente no, oggi le donne parlano di orgasmo, anzi di diritto all’orgasmo, con la stessa nonchalanche con cui chiedono al salumiere un etto di prosciutto crudo. Con la differenza che un etto di crudo dura molto di più.

Non di rado la letteratura erotica è stata un veicolo per far passare concetti filosofici e spirituali cito ad esempio il Marchese de Sade . Anche tu hai agito in questo modo?

Per carità, sono troppo poco intelligente per raccogliere sfide più grandi di me.

Amore e morte, un binomio spesso presente in molte opere letterarie, che puoi dirmi al riguardo?

L’amore porta sempre con sé delle forze oscure. Quanto più è grande e violento è il sentimento, tanto più si fa palese la fragilità della vita, perché l’amore è una tempesta che destabilizza i nostri valori convenzionali. Penso alle dark lady, alle donne fatali della letteratura americana che portano solo guai a chi ha la sfortuna di innamorarsene. Ma soprattutto penso all’italianissima Fosca raccontata da Iginio Tarchetti. Una donna brutta e malata, ma capace di una fascinazione quasi morbosa con la quale trascinerà poi il suo amato nella tomba. Una figura tragica che riunisce in sé i germi dell’amore e quelli della morte, proprio come le donne vampiro dell’epoca vittoriana.

Definiscimi il concetto di libertà.

Libertà vuol dire pensare, agire, e amare senza costrizioni e senza sensi di colpa. Perché solo così sei una persona e non un pupazzo.

E per finire parlami del libro a cui stai lavorando in questo momento e se puoi raccontaci anche i tuoi progetti per il futuro.

A fine gennaio uscirà per l’editrice Pendragon “Sesso senza vie di mezzo”, una guida di seduzione e insieme un manuale dove elenco tutti i pro e i contro di una relazione bollente, ma spiegati in una maniera ironica e molto divertente. Nel frattempo ho rip
reso un vecchio romanzo che avevo nel cassetto, e che spero di finire entro l’anno.

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